starlesseye
30-01-2009, 13.00.50
Politica del Sud per il Sud
elezioni europee banco di prova
ROMA - Contro «il patto per il silenzio tra Pd e Pdl» e la «soluzione finale contro il Sud che vede Veltroni complice della politica economica del governo», il leader del Movimento per la sinistra Nichi Vendola propone, per le prossime elezioni europee, «un cartello delle sinistre che vada dai socialisti al Prc». L’obiettivo è superare «l’accordo salva-Veltroni sullo sbarramento al 4%, rivolto a cancellare la sinistra critica proprio nel momento in cui una grave crisi economica colpisce le classi sociali più deboli, che rischiano di non avere una rappresentanza».
Vendola, però, nonostante consideri «molto grave lo strappo del Pd veltroniano», esclude ripercussioni sulle giunte locali, almeno per ora. Ma assicura che «non è vero che il Movimento per la sinistra sia una corrente esterna al Pd, come dice Ferrero».
Ieri c’è stato l’ultimo passo prima dell’approdo in aula per la riforma della legge elettorale europea che introduce lo sbarramento del 4%: il via libera è arrivato dal comitato dei nove, l'organismo ristretto che istruisce i lavori per l’Aula, che ha approvato il testo presentato dal relatore Peppino Calderisi. E così, in una conferenza stampa alla Camera, il governatore pugliese ha subito reagito: spiegando che «per fare una battaglia contro lo sbarramento c’è bisogno che la massa critica si aggreghi, per parlare di un’Europa sociale. Anche perché il parlamento europeo non ha problemi di governabilità e di frantumazione politica, mentre il pluralismo e l’importanza delle minoranze sono proprie del sistema democratico», ha specificato Vendola, replicando così alle ragioni esposte da Pd e Pdl per sostenere la necessità della soglia del 4% alle europee.
Ma qual è la differenza tra il cartello delle sinistre e la Sinistra Arcobaleno che si è presentata alle ultime elezioni politiche senza superare lo sbarramento previsto dal Porcellum? «Quello che propongo - ha risposto Vendola - non è un nuovo partito, ma un cartello in cui si assommino le differenze per impedire che la crisi dell’ex centrosinistra porti o all’astensionismo o al rafforzamento dell’Idv».
Il Movimento per la sinistra intende partecipare al cartello con la propria identità, dopo la separazione dalla Rifondazione Comunista di Ferrero: «Ci separiamo per le ragioni che abbiamo detto a Chianciano, ma - ha aggiunto Vendola - riteniamo che una tensione identitaria e veterocomunista sia inutile. Non rinunciamo alla possibilità di riconnettere i pezzi, ma non vogliamo essere l’ennesimo partito, gli scissionisti». Mentre il segretario del Pdci, Diliberto, rivolge al governatore pugliese l’invito a rientrare nel Prc e fare un accordo con lui e con Ferrero per il parlamento di Strasburgo, e boccia l’ipotesi del cartello elettorale, il leader di Rifondazione non si esprime definitivamente sulla proposta di Vendola, che ha sentito telefonicamente.
Nè l’uno né l’altro, però, ha in animo ritorsioni contro Veltroni nelle amministrazioni locali: «Le giunte che reggono comuni e territori con la partecipazione delle sinistre devono essere rispettate: discuteremo in ogni città - ha precisato Vendola - quale modello di governo adottare». Per quanto riguarda le elezioni amministrative, il governatore ricorda che la politica vive di livelli diversi tra le istituzioni nazionali, europee e locali, ma «l’alleanza con il centrosinistra bisogna farla e questo vale per tutti i livelli, comunali e provinciali, per i quali si voterà al prossimo turno». Anzi, assicura il leader di Mps, il movimento «si proporrà come cucitore di una trama unitaria per una nuova sinistra».
ALESSANDRA FLAVETTA
30/1/2009
elezioni europee banco di prova
ROMA - Contro «il patto per il silenzio tra Pd e Pdl» e la «soluzione finale contro il Sud che vede Veltroni complice della politica economica del governo», il leader del Movimento per la sinistra Nichi Vendola propone, per le prossime elezioni europee, «un cartello delle sinistre che vada dai socialisti al Prc». L’obiettivo è superare «l’accordo salva-Veltroni sullo sbarramento al 4%, rivolto a cancellare la sinistra critica proprio nel momento in cui una grave crisi economica colpisce le classi sociali più deboli, che rischiano di non avere una rappresentanza».
Vendola, però, nonostante consideri «molto grave lo strappo del Pd veltroniano», esclude ripercussioni sulle giunte locali, almeno per ora. Ma assicura che «non è vero che il Movimento per la sinistra sia una corrente esterna al Pd, come dice Ferrero».
Ieri c’è stato l’ultimo passo prima dell’approdo in aula per la riforma della legge elettorale europea che introduce lo sbarramento del 4%: il via libera è arrivato dal comitato dei nove, l'organismo ristretto che istruisce i lavori per l’Aula, che ha approvato il testo presentato dal relatore Peppino Calderisi. E così, in una conferenza stampa alla Camera, il governatore pugliese ha subito reagito: spiegando che «per fare una battaglia contro lo sbarramento c’è bisogno che la massa critica si aggreghi, per parlare di un’Europa sociale. Anche perché il parlamento europeo non ha problemi di governabilità e di frantumazione politica, mentre il pluralismo e l’importanza delle minoranze sono proprie del sistema democratico», ha specificato Vendola, replicando così alle ragioni esposte da Pd e Pdl per sostenere la necessità della soglia del 4% alle europee.
Ma qual è la differenza tra il cartello delle sinistre e la Sinistra Arcobaleno che si è presentata alle ultime elezioni politiche senza superare lo sbarramento previsto dal Porcellum? «Quello che propongo - ha risposto Vendola - non è un nuovo partito, ma un cartello in cui si assommino le differenze per impedire che la crisi dell’ex centrosinistra porti o all’astensionismo o al rafforzamento dell’Idv».
Il Movimento per la sinistra intende partecipare al cartello con la propria identità, dopo la separazione dalla Rifondazione Comunista di Ferrero: «Ci separiamo per le ragioni che abbiamo detto a Chianciano, ma - ha aggiunto Vendola - riteniamo che una tensione identitaria e veterocomunista sia inutile. Non rinunciamo alla possibilità di riconnettere i pezzi, ma non vogliamo essere l’ennesimo partito, gli scissionisti». Mentre il segretario del Pdci, Diliberto, rivolge al governatore pugliese l’invito a rientrare nel Prc e fare un accordo con lui e con Ferrero per il parlamento di Strasburgo, e boccia l’ipotesi del cartello elettorale, il leader di Rifondazione non si esprime definitivamente sulla proposta di Vendola, che ha sentito telefonicamente.
Nè l’uno né l’altro, però, ha in animo ritorsioni contro Veltroni nelle amministrazioni locali: «Le giunte che reggono comuni e territori con la partecipazione delle sinistre devono essere rispettate: discuteremo in ogni città - ha precisato Vendola - quale modello di governo adottare». Per quanto riguarda le elezioni amministrative, il governatore ricorda che la politica vive di livelli diversi tra le istituzioni nazionali, europee e locali, ma «l’alleanza con il centrosinistra bisogna farla e questo vale per tutti i livelli, comunali e provinciali, per i quali si voterà al prossimo turno». Anzi, assicura il leader di Mps, il movimento «si proporrà come cucitore di una trama unitaria per una nuova sinistra».
ALESSANDRA FLAVETTA
30/1/2009