SCAVOLINO
29-05-2008, 11.03.54
Riporto qui una mia ricerca sulla storia di Pezze di Greco che a suo tempo postai nel Fasanforum e mi sono accorto che non non è il luogo adatto per argomenti e discussioni culturali.
Spero di fare cosa gradita agli interessati di storia del nostro territorio.
Il racconto della storia l'ha iniziata Mario88 con questo post:
La fondazione di questa cittadina si deve alla buona operosità di alcuni contadini venuti da Fasano a coltivare e a migliorare questi terreni verso l'anno 1823. A quel tempo la masseria comprendeva la maggior parte del territorio attuale di Pezze di Greco ed apparteneva alla famiglia Greco, il cui casato di Martina Franca dette il nome alla proprietà. La masseria Greco era una vasta zona di terreno priva di alberi, adibita solamente alla coltivazione di grano, di orzo, di biade e legumi: per questo venivano volgarmente chiamate "pezze", da appezzamento. Questo, unito al nome del proprietario, formò il nome attuale del paese, Pezze di Greco. Per volere del signor Greco, che voleva migliorare la zona, il terreno fu frazionato in lotti e ceduto in fitto ai coloni. Successivamente alcuni contadini sentirono la necessità di stabilirsi nei propri terreni e nei poderi sorsero allora dei trulli. Nel 1837 furono stipulati i primi atti di acquisto di terreno. Il casato Greco cessò di esistere per mancanza di eredi maschi e la signora Greco, diventata ormai anziana, aveva bisogno di assistenza: le fu indicata una donna di nome Apollonia, che istruì e alla quale diede in eredità il casato. Il marito di Apollonia, Tommaso Gaito, decise di dare il resto dei fondi in fitto nell'anno 1837. Il fabbricato della masseria fu acquistato dalla commissione della erigenda chiesa parrocchiale e intestato al parroco pro tempo, con l'obbligo di iniziare la costruzione entro un anno. In questo periodo il governo Borbone congiunse la capitale del suo regno con l'estremo lembo del Salento. Con un decreto venne costruita l'attuale strada che passa per Pezze di Greco. Fu una delle più grandi opere di quel governo: la costruzione venne terminata nell'anno 1841.
Nell'1898 a Fasano si svolsero le prime elezioni. Per il governo dello Stato furono scelti i due fratelli Giambattista e Giammatteo Colucci, il primo come sindaco, il secondo fu un deputato del Parlamento Italiano. I vantaggi furono immensi. Con l'apertura al pubblico di un concorso, che fu vinto dal Dottor D. Cosimo Monopoli, fu fissata la residenza del medico a Pezze. Ma, con la sua morte, privò i cittadini di questa comodità.
e poi ho continuato io con questo estratto da un articolo tratto dalla rivista di cultura Fasano n. 29/1994 e redatto da Giacomo Albanese.
LA NUOVA ERA
anno 1898 : I Colucci
L'anno 1898 fu per Fasano un era di rinnovamento. L'elezione di quell'anno scelse al governo della cosa pubblica i due fratelli Giambattista e Giammatteo Colucci il primo come sindaco al comune e l'altro come deputato al parlamento italiano; uomini illibati e onestissimi.
I vantaggi che ne usufruì il popolo da questi amministratori furono immensi. Pensarono, con pubblici lavori ad abbellire Fasano e a lenire in quelle annate tristi la fame alla povera gente e la disoccupazione con lavori che dettero in appalto a diverse ditte. I diversi lavori compiuti in quell'epoca: il palazzo del Comune con allargamento e sistemazione della piazza, il mattatoio, lo stallone, la casina municipale alla selva il vecchio edificio scolastico a Pezze di Greco; nonché molte vie campestre riparate e fu in quel periodo costruito il palazzo per funzionare il lazzaretto per le malattie infette, che cominciavano a invadere parecchio zone dell'Italia settentrionale.
IL MEDICO
La magnanimità di questi amministratori, che Fasano conserverà imperitura memoria, fece volgere gli occhi a questa dimenticata popolazione. Fu istituita la figura di un portalettere per la distribuzione della posta giornaliera a domicilio e ricevere la corrispondenza in partenza per portarla a Fasano ogni giorno.
Per l'interessamento di tale amministrazione nell'anno 1904 fu provveduto all'istituzione di una collettoria postale come esperimento, ma nello spazio di un anno fu elevato ad ufficio postale di 3a classe. Da quel regime amministrativo si ebbe l'edificio scolastico con due aule e la casa per l'insegnante che fu inaugurato nell'anno 1905.
Questa popolazione profittò dalla magnanimità dell'amministrazione Colucci per ottenere merce, una pubblica sottoscrizione, un medico condotto. La giusta richiesta fu accolta, fu aperto un pubblico concorso che fu vinto dal Dott. D. Cosimo Monopoli. La residenza del medico fu fissata a Pezze di Greco con l'obbligo di visitare ogni mattina le frazioni limitrofe: Speziale, Montalbano, Guascito.
La morte del Dott. Monopoli avvenuta nell'anno 1923 privò questi cittadini di avere il medico sul posto. Avendo avuto la nomina interinale il Dott. Amerigo Antonucci, questi essendo una nomina provvisoria risiedeva a Fasano e veniva ogni mattina a fare il giro per le Frazioni e così la cosa si protrasse fino all'anno 1930.
L'AUTONOMIA
L'anno 1910 Pezze di Greco cominciò a sentire il bisogno di emanciparsi da Fasano per essere indipendente. Una manata di giovani al grido: vogliamo l'autonomia, girò le vie del paese, e finirono alle due masserie Cappelle di proprietà di D. Federico Avv. Bianco quella alle porte del paese e di D. Ignazio
Bianchi quella a circa un chilometro di distanza.
Questi erano i più evoluti e facoltosi del posto furono scelti a capi del movimento. Accettarono la carica o finsero di accettarla perché chiamati a Fasano ebbero delle promesse individuali e la sciarono raffreddare il movimento. Alla prossima elezione furono entrambi eletti consiglieri, anzi D. Ignazio Bianchi ebbe l'incarico di assessore. Il seme questa volta cadde sulla via, come dice il vangelo e gli uccelli lo beccarono.
Nell'anno seguente 1911 la legge prevedeva il 5° censimento generale della popolazione italiana. Il pensiero dei cittadini di Pezze s'era fissato per l'autonomia e fece ognuno una dichiarazione scrupolosa per far conoscere alle autorita superiori il numero preciso degli abitanti. Ma le autorità di Fasano più scaltre divisero ad arte Pezze in diverse sezioni e computarono come popolazione il solo, centro e risultò il numero di 1151 abitanti. La popolazione rimase
delusa e giurò in cuor suo di vendicare il torto.
I cittadini con ogni sforzo si dettero ad aumentare le costruzioni e nell'anno 1911 si gettarono le fondamenta del nuovo rione cioè da via Tripoli;. nome che prese a ricordo della vittoria riportata in quell'anno dall'esercito italiano su quella colonia, fino a Piazza XX Settembre. La maggior parte di tali costruzioni furono fatte fino all'anno 1915 epoca in cui scoppiò la conflagrazione mondiale che fece sospendere ogni attività edilizie e ogni cittadino fu chiamato a
dare il suo aiuto alla patria.
Un gran passo verso l'autonomia, questa Frazione lo fece nell'elezione del 1913, quando nel consiglio comunale di Fasano, si ebbero quattro consiglieri e fu allora, per l'interessamento di questi rappresentanti, che fu istituito la sezione dello stato civile per i soli nati e morti e funzionò dal 1 ° gennaio 1914.
Il primo ufficiale dello stato Civile fu Ignazio Bianchi.
La guerra ebbe fine sul fronte italiano e per il valore dei nostri valorosi soldati i quali cancellarono l'onta di Caporetto e il 4 novembre 1918 fu firmato l'armistizio. I cittadini ritornarono alle proprie occupazioni; ma non tutti perché ci furono i nostri morti e Pezze dette una percentualità abbastanza alta e anche i nostri mutilati e invalidi che ne daremo l'elenco in seguito.
Tutti i militari reduci delle patrie battaglie pensarono a riunirsi in associazione anche in questa cittadina sorse l'associazione combattenti nell'aprile dell'anno 1919 onde far valere i propri diritti come avevano corrisposti col proprio dovere per la vittoria finale.
I combattenti di Pezze pensavano che questa unione poteva influire per la loro aspirazione autonomistica e più combatti aderirono a tale associazione. Infatti l'associazione ebbe un numero rilevante di iscritti e con quelli di Montalbano, Speziale e Guascito raggiunsero il numero di 265 iscritti.
Quest'associazione era mal vista dalle autorità di Fasano perché capirono il fatto autonomistico, cercarono con ogni mezzo con qualche persona locale che s'era imboscato durante il periodo bellico di annientarla. L'unità di questa popolazione faceva sentire il brivido a Fasano e cercava sempre disgregarla; ma i combattenti non mollavano.
La Frazione intanto con questo stato di cose rimase divisa in fazioni e i cittadini in disaccordo a far valere i propri diritti. Così sorsero due partiti a contentarsi il potere: i popolari e i combattenti per cui anche allora si spense il nobile ideale dell'indipendenza amministrativa.
In quel periodo avvenne la famosa marcia su Roma che cancellò dal cuore di ogni italiano quella disperità che i passati governi avevano inculcato tra settentrionali e meridionali e mise al medesimo livello le frazioni con le città. Soppresse le beghe personali, annientò le fazioni in ogni paese e formò un unico partito che aveva per simbolo e concetto la patria Italiana.
Sacra divenne la divisa militare, che fino a quel giorno gli Ufficiali dell'esercito erano derisi, costretti a indossare abiti borghesi, i decorati e i mutilati vilipesi e malmenati. Ma l'uomo della provvidenza come lo chiamavano allora: Benito Mussolini riparò con l'ondata delle camice nere queste vigliaccherie, trasse l'Italia dal fango e dalla depravazione in cui era caduta, le tolse i cenci che la deturpavano e la innalzò al soglio dell'antico valore.
IL FASCISMO
Anche Pezze di Greco ebbe i suoi topolini; pochi in verità. Numero limitatissimo, appena una ventina d'iscritti e questa cifra rimase per molti anni. Non perché i cittadini erano ostili al regime anzi ammiravano le gesta del Duce e lo seguivano spiritualmente in tutte le sue azioni. Ma per la cugine delle beghe locali e per la fine che avevano fatte le sezioni dei popolari e dei combattenti con la loro distruzione ognuno si appartava anche perché gl'iscritti davano poca fiducia.
Il fatto principale era che se facevano la domanda persone più in vista di Pezze, chi era alla direzione dava informazione sfavorevole per rimanere lui come dirigente.
Così erano le cose quando le porte del partito furono chiuse ai nuovi tesserati e la frazione rimase con pochi iscritti e i meno colti.
Qualche cittadino più in vista mal vedeva questo stato di cose e s'interessava come meglio poteva per far sì che migliorassero e fiorissero le condizioni generali della borgata.
Interessarono l'on. avvocato Augusto Cerri per far ottenere alla Frazione una sezione elettorale onde far conoscere alle autorità l'esito dei voti di Pezze. Per tale interessamento la richiesta sezione si ottenne e nell'anno 1927 si votò a Pezze nella nuova sezione che era composta di 916 elettori e comprendeva tutti le frazioni. In questa prima volta si presentarono alle urne 898 elettori e tutti compatti votarono la lista del fascio.
L'attentato al Duce nel settembre 1926 suscitò nel cuore dell'intera cittadinanza un rammarico e come seppero del pericolo scampato vollero fare una dimostrazione di simpatia, un immensità di popolo con bandiera girarono le vie della cittadina ineggianto al Duce si riversarono nella Chiesa parrocchiale ove l'arciprete D. Aronne Punzi tenne un elevato discorso e infine cantò un solenne Te Deum di ringraziamento all'altissimo per lo scampato pericolo dell'uomo providenziale mandato da Dio.
La Società Operaia 1926
Al ritorno dalla Chiesa i promotori del corteo inviarono un telegramma al Duce e pensarono di fondare una società artigiana di mutuo soccorso in omaggio al Duce artefice della nuova Italia; figlio anche lui d'un artigiano.
Scopo di questa nuova associazione era il mutuo soccorso; ma quello principale era di tenere il popolo unito per vendicare i diritti specialmente quelli dell'indipendenza; trattenersi dopo il lavoro giornaliero in locali decenti e igienici, creare una "bibbliottega" per dare pascolo sano alle menti artigiane; elevare la classe che non avendo sale da trattenersi finiva nelle bettole.
Il 28 ottobre 1926 fu la prima riunione. Tutti i presenti aderirono versando ognuno` la propria quata che fu di L. 50 come azione, fu nominato un comitato, al quale fu dato il mandato di compilare lo statuto sociale nelle persone di Giacomo Albanese, Vito Cardone, Francesco Santoro e Luigi Zizzi.
1927 - Brindisi capoluogo
La sera del 4 novembre dello stesso anno fu letto ed approvato lo statuto ad unanimità e furono nominate le cariche.
Nell'anno 1927 Pezze di Greco fece un grande passo verso il progresso. Fu in quest'anno che per volere del Duce, Brindisi fu elevato a capoluogo di provincia e al territorio della nuova provincia che era formato dal vecchio circondario furono aggregati i due comuni di Cisternino e Fasano.
In questo medesimo anno a cura di un comitato furono raccolti i fondi per le prime spese per fondare l'asilo infantile sotto il protettorato di Benito Mussolini.
In quell'anno stesso il Comune di Fasano bandi il concorso per una levatrice condotta da risiedere in Pezze; iniziò la pratica della frazione da lato di Ostuni per comodità delle altre frazioni. Oltre tutto ciò aprire il concorso per il medico condotto da risiedere a Speziale come centro di tutte le frazioni.
L'amministrazione della Società Ope-Artigiana venuto a conoscenza del caso della residenza del medico a Speziale, tenne una riunione e nominò una commissione per recarsi dal Prefetto e perorare la causa della residenza del medico.
La commissione si recò dal Prefetto a esporre le ragioni per cui era assurdo separare il medico dalla farmacia e dalla levatrice. Prima perché Pezze era il centro più aglomerato e anche perché era un diritto acquisito sin dall'anno 1909 quale residenza del medico condotto per tutte le frazioni. Anche dal lato topografico Pezze si trova più verso Fasano, se chi avesse bisogno del medico dalle altre frazioni, trovando il dottore fuori della sua residenza aveva già
fatto metà strada per proseguire al centro del comune ove troverebbe un altro dottore. Al contrario per Pezze, andando a Speziale - e non trovando il dottore in casa - ritornerebbe sulla strada già fatta per proseguire al centro. Tanto vale recarsi a Fasano e non perdere tempo inutile.
Questi discorsi convinsero il Prefetto a stabilire a Pezze la sede di tutti i sanitari.
Il popolo di Pezze conserva un'ammirazione per S. E. il Prefetto Ernesto Perez; per tante ragioni: prese a cuore le richieste della commissione perché li trovò giuste; promise che avrebbe fatto provvedere dall'amministrazione di abrogare quella deliberazione della residenza del dottore a Speziale. Dal canto suo se i cittadini di Pezze avrebbero ceduto il suolo avrebbe fatto costruire il cimitero e in fine promise che a dicembre ci sarebbe stato il censimento e dopo l'esito ci avrebbe dato l'autonomia amministrativa. Dopo qualche mese fu trasferito ad una sede più importante e l'autonomia svanì anche questa volta.
Nell'anno 1928 fu aperta la farmacia gestita dal Dott. Giuseppe Patronelli. Con ordinanza del prefetto fu stabilita la residenza del Dott. Amerigo Antonucci a Pezze di Greco ove venne a risiedere con la famiglia. Nel medesimo anno furono iniziati i lavori per gli impianti della luce elettrica.
Non si arresta qui il progresso di questa frazione. Come il bimbo dopo i primi passetti barcollando tenta allontanarsi dalla mamma con passi più spiccati e lesti così Pezze tenta sciogliersi dalle bretelle cui viene mantenuto.
Se qualcuno ha altre notizie, sarebbe bello arricchire questo argomento.
Spero di fare cosa gradita agli interessati di storia del nostro territorio.
Il racconto della storia l'ha iniziata Mario88 con questo post:
La fondazione di questa cittadina si deve alla buona operosità di alcuni contadini venuti da Fasano a coltivare e a migliorare questi terreni verso l'anno 1823. A quel tempo la masseria comprendeva la maggior parte del territorio attuale di Pezze di Greco ed apparteneva alla famiglia Greco, il cui casato di Martina Franca dette il nome alla proprietà. La masseria Greco era una vasta zona di terreno priva di alberi, adibita solamente alla coltivazione di grano, di orzo, di biade e legumi: per questo venivano volgarmente chiamate "pezze", da appezzamento. Questo, unito al nome del proprietario, formò il nome attuale del paese, Pezze di Greco. Per volere del signor Greco, che voleva migliorare la zona, il terreno fu frazionato in lotti e ceduto in fitto ai coloni. Successivamente alcuni contadini sentirono la necessità di stabilirsi nei propri terreni e nei poderi sorsero allora dei trulli. Nel 1837 furono stipulati i primi atti di acquisto di terreno. Il casato Greco cessò di esistere per mancanza di eredi maschi e la signora Greco, diventata ormai anziana, aveva bisogno di assistenza: le fu indicata una donna di nome Apollonia, che istruì e alla quale diede in eredità il casato. Il marito di Apollonia, Tommaso Gaito, decise di dare il resto dei fondi in fitto nell'anno 1837. Il fabbricato della masseria fu acquistato dalla commissione della erigenda chiesa parrocchiale e intestato al parroco pro tempo, con l'obbligo di iniziare la costruzione entro un anno. In questo periodo il governo Borbone congiunse la capitale del suo regno con l'estremo lembo del Salento. Con un decreto venne costruita l'attuale strada che passa per Pezze di Greco. Fu una delle più grandi opere di quel governo: la costruzione venne terminata nell'anno 1841.
Nell'1898 a Fasano si svolsero le prime elezioni. Per il governo dello Stato furono scelti i due fratelli Giambattista e Giammatteo Colucci, il primo come sindaco, il secondo fu un deputato del Parlamento Italiano. I vantaggi furono immensi. Con l'apertura al pubblico di un concorso, che fu vinto dal Dottor D. Cosimo Monopoli, fu fissata la residenza del medico a Pezze. Ma, con la sua morte, privò i cittadini di questa comodità.
e poi ho continuato io con questo estratto da un articolo tratto dalla rivista di cultura Fasano n. 29/1994 e redatto da Giacomo Albanese.
LA NUOVA ERA
anno 1898 : I Colucci
L'anno 1898 fu per Fasano un era di rinnovamento. L'elezione di quell'anno scelse al governo della cosa pubblica i due fratelli Giambattista e Giammatteo Colucci il primo come sindaco al comune e l'altro come deputato al parlamento italiano; uomini illibati e onestissimi.
I vantaggi che ne usufruì il popolo da questi amministratori furono immensi. Pensarono, con pubblici lavori ad abbellire Fasano e a lenire in quelle annate tristi la fame alla povera gente e la disoccupazione con lavori che dettero in appalto a diverse ditte. I diversi lavori compiuti in quell'epoca: il palazzo del Comune con allargamento e sistemazione della piazza, il mattatoio, lo stallone, la casina municipale alla selva il vecchio edificio scolastico a Pezze di Greco; nonché molte vie campestre riparate e fu in quel periodo costruito il palazzo per funzionare il lazzaretto per le malattie infette, che cominciavano a invadere parecchio zone dell'Italia settentrionale.
IL MEDICO
La magnanimità di questi amministratori, che Fasano conserverà imperitura memoria, fece volgere gli occhi a questa dimenticata popolazione. Fu istituita la figura di un portalettere per la distribuzione della posta giornaliera a domicilio e ricevere la corrispondenza in partenza per portarla a Fasano ogni giorno.
Per l'interessamento di tale amministrazione nell'anno 1904 fu provveduto all'istituzione di una collettoria postale come esperimento, ma nello spazio di un anno fu elevato ad ufficio postale di 3a classe. Da quel regime amministrativo si ebbe l'edificio scolastico con due aule e la casa per l'insegnante che fu inaugurato nell'anno 1905.
Questa popolazione profittò dalla magnanimità dell'amministrazione Colucci per ottenere merce, una pubblica sottoscrizione, un medico condotto. La giusta richiesta fu accolta, fu aperto un pubblico concorso che fu vinto dal Dott. D. Cosimo Monopoli. La residenza del medico fu fissata a Pezze di Greco con l'obbligo di visitare ogni mattina le frazioni limitrofe: Speziale, Montalbano, Guascito.
La morte del Dott. Monopoli avvenuta nell'anno 1923 privò questi cittadini di avere il medico sul posto. Avendo avuto la nomina interinale il Dott. Amerigo Antonucci, questi essendo una nomina provvisoria risiedeva a Fasano e veniva ogni mattina a fare il giro per le Frazioni e così la cosa si protrasse fino all'anno 1930.
L'AUTONOMIA
L'anno 1910 Pezze di Greco cominciò a sentire il bisogno di emanciparsi da Fasano per essere indipendente. Una manata di giovani al grido: vogliamo l'autonomia, girò le vie del paese, e finirono alle due masserie Cappelle di proprietà di D. Federico Avv. Bianco quella alle porte del paese e di D. Ignazio
Bianchi quella a circa un chilometro di distanza.
Questi erano i più evoluti e facoltosi del posto furono scelti a capi del movimento. Accettarono la carica o finsero di accettarla perché chiamati a Fasano ebbero delle promesse individuali e la sciarono raffreddare il movimento. Alla prossima elezione furono entrambi eletti consiglieri, anzi D. Ignazio Bianchi ebbe l'incarico di assessore. Il seme questa volta cadde sulla via, come dice il vangelo e gli uccelli lo beccarono.
Nell'anno seguente 1911 la legge prevedeva il 5° censimento generale della popolazione italiana. Il pensiero dei cittadini di Pezze s'era fissato per l'autonomia e fece ognuno una dichiarazione scrupolosa per far conoscere alle autorita superiori il numero preciso degli abitanti. Ma le autorità di Fasano più scaltre divisero ad arte Pezze in diverse sezioni e computarono come popolazione il solo, centro e risultò il numero di 1151 abitanti. La popolazione rimase
delusa e giurò in cuor suo di vendicare il torto.
I cittadini con ogni sforzo si dettero ad aumentare le costruzioni e nell'anno 1911 si gettarono le fondamenta del nuovo rione cioè da via Tripoli;. nome che prese a ricordo della vittoria riportata in quell'anno dall'esercito italiano su quella colonia, fino a Piazza XX Settembre. La maggior parte di tali costruzioni furono fatte fino all'anno 1915 epoca in cui scoppiò la conflagrazione mondiale che fece sospendere ogni attività edilizie e ogni cittadino fu chiamato a
dare il suo aiuto alla patria.
Un gran passo verso l'autonomia, questa Frazione lo fece nell'elezione del 1913, quando nel consiglio comunale di Fasano, si ebbero quattro consiglieri e fu allora, per l'interessamento di questi rappresentanti, che fu istituito la sezione dello stato civile per i soli nati e morti e funzionò dal 1 ° gennaio 1914.
Il primo ufficiale dello stato Civile fu Ignazio Bianchi.
La guerra ebbe fine sul fronte italiano e per il valore dei nostri valorosi soldati i quali cancellarono l'onta di Caporetto e il 4 novembre 1918 fu firmato l'armistizio. I cittadini ritornarono alle proprie occupazioni; ma non tutti perché ci furono i nostri morti e Pezze dette una percentualità abbastanza alta e anche i nostri mutilati e invalidi che ne daremo l'elenco in seguito.
Tutti i militari reduci delle patrie battaglie pensarono a riunirsi in associazione anche in questa cittadina sorse l'associazione combattenti nell'aprile dell'anno 1919 onde far valere i propri diritti come avevano corrisposti col proprio dovere per la vittoria finale.
I combattenti di Pezze pensavano che questa unione poteva influire per la loro aspirazione autonomistica e più combatti aderirono a tale associazione. Infatti l'associazione ebbe un numero rilevante di iscritti e con quelli di Montalbano, Speziale e Guascito raggiunsero il numero di 265 iscritti.
Quest'associazione era mal vista dalle autorità di Fasano perché capirono il fatto autonomistico, cercarono con ogni mezzo con qualche persona locale che s'era imboscato durante il periodo bellico di annientarla. L'unità di questa popolazione faceva sentire il brivido a Fasano e cercava sempre disgregarla; ma i combattenti non mollavano.
La Frazione intanto con questo stato di cose rimase divisa in fazioni e i cittadini in disaccordo a far valere i propri diritti. Così sorsero due partiti a contentarsi il potere: i popolari e i combattenti per cui anche allora si spense il nobile ideale dell'indipendenza amministrativa.
In quel periodo avvenne la famosa marcia su Roma che cancellò dal cuore di ogni italiano quella disperità che i passati governi avevano inculcato tra settentrionali e meridionali e mise al medesimo livello le frazioni con le città. Soppresse le beghe personali, annientò le fazioni in ogni paese e formò un unico partito che aveva per simbolo e concetto la patria Italiana.
Sacra divenne la divisa militare, che fino a quel giorno gli Ufficiali dell'esercito erano derisi, costretti a indossare abiti borghesi, i decorati e i mutilati vilipesi e malmenati. Ma l'uomo della provvidenza come lo chiamavano allora: Benito Mussolini riparò con l'ondata delle camice nere queste vigliaccherie, trasse l'Italia dal fango e dalla depravazione in cui era caduta, le tolse i cenci che la deturpavano e la innalzò al soglio dell'antico valore.
IL FASCISMO
Anche Pezze di Greco ebbe i suoi topolini; pochi in verità. Numero limitatissimo, appena una ventina d'iscritti e questa cifra rimase per molti anni. Non perché i cittadini erano ostili al regime anzi ammiravano le gesta del Duce e lo seguivano spiritualmente in tutte le sue azioni. Ma per la cugine delle beghe locali e per la fine che avevano fatte le sezioni dei popolari e dei combattenti con la loro distruzione ognuno si appartava anche perché gl'iscritti davano poca fiducia.
Il fatto principale era che se facevano la domanda persone più in vista di Pezze, chi era alla direzione dava informazione sfavorevole per rimanere lui come dirigente.
Così erano le cose quando le porte del partito furono chiuse ai nuovi tesserati e la frazione rimase con pochi iscritti e i meno colti.
Qualche cittadino più in vista mal vedeva questo stato di cose e s'interessava come meglio poteva per far sì che migliorassero e fiorissero le condizioni generali della borgata.
Interessarono l'on. avvocato Augusto Cerri per far ottenere alla Frazione una sezione elettorale onde far conoscere alle autorità l'esito dei voti di Pezze. Per tale interessamento la richiesta sezione si ottenne e nell'anno 1927 si votò a Pezze nella nuova sezione che era composta di 916 elettori e comprendeva tutti le frazioni. In questa prima volta si presentarono alle urne 898 elettori e tutti compatti votarono la lista del fascio.
L'attentato al Duce nel settembre 1926 suscitò nel cuore dell'intera cittadinanza un rammarico e come seppero del pericolo scampato vollero fare una dimostrazione di simpatia, un immensità di popolo con bandiera girarono le vie della cittadina ineggianto al Duce si riversarono nella Chiesa parrocchiale ove l'arciprete D. Aronne Punzi tenne un elevato discorso e infine cantò un solenne Te Deum di ringraziamento all'altissimo per lo scampato pericolo dell'uomo providenziale mandato da Dio.
La Società Operaia 1926
Al ritorno dalla Chiesa i promotori del corteo inviarono un telegramma al Duce e pensarono di fondare una società artigiana di mutuo soccorso in omaggio al Duce artefice della nuova Italia; figlio anche lui d'un artigiano.
Scopo di questa nuova associazione era il mutuo soccorso; ma quello principale era di tenere il popolo unito per vendicare i diritti specialmente quelli dell'indipendenza; trattenersi dopo il lavoro giornaliero in locali decenti e igienici, creare una "bibbliottega" per dare pascolo sano alle menti artigiane; elevare la classe che non avendo sale da trattenersi finiva nelle bettole.
Il 28 ottobre 1926 fu la prima riunione. Tutti i presenti aderirono versando ognuno` la propria quata che fu di L. 50 come azione, fu nominato un comitato, al quale fu dato il mandato di compilare lo statuto sociale nelle persone di Giacomo Albanese, Vito Cardone, Francesco Santoro e Luigi Zizzi.
1927 - Brindisi capoluogo
La sera del 4 novembre dello stesso anno fu letto ed approvato lo statuto ad unanimità e furono nominate le cariche.
Nell'anno 1927 Pezze di Greco fece un grande passo verso il progresso. Fu in quest'anno che per volere del Duce, Brindisi fu elevato a capoluogo di provincia e al territorio della nuova provincia che era formato dal vecchio circondario furono aggregati i due comuni di Cisternino e Fasano.
In questo medesimo anno a cura di un comitato furono raccolti i fondi per le prime spese per fondare l'asilo infantile sotto il protettorato di Benito Mussolini.
In quell'anno stesso il Comune di Fasano bandi il concorso per una levatrice condotta da risiedere in Pezze; iniziò la pratica della frazione da lato di Ostuni per comodità delle altre frazioni. Oltre tutto ciò aprire il concorso per il medico condotto da risiedere a Speziale come centro di tutte le frazioni.
L'amministrazione della Società Ope-Artigiana venuto a conoscenza del caso della residenza del medico a Speziale, tenne una riunione e nominò una commissione per recarsi dal Prefetto e perorare la causa della residenza del medico.
La commissione si recò dal Prefetto a esporre le ragioni per cui era assurdo separare il medico dalla farmacia e dalla levatrice. Prima perché Pezze era il centro più aglomerato e anche perché era un diritto acquisito sin dall'anno 1909 quale residenza del medico condotto per tutte le frazioni. Anche dal lato topografico Pezze si trova più verso Fasano, se chi avesse bisogno del medico dalle altre frazioni, trovando il dottore fuori della sua residenza aveva già
fatto metà strada per proseguire al centro del comune ove troverebbe un altro dottore. Al contrario per Pezze, andando a Speziale - e non trovando il dottore in casa - ritornerebbe sulla strada già fatta per proseguire al centro. Tanto vale recarsi a Fasano e non perdere tempo inutile.
Questi discorsi convinsero il Prefetto a stabilire a Pezze la sede di tutti i sanitari.
Il popolo di Pezze conserva un'ammirazione per S. E. il Prefetto Ernesto Perez; per tante ragioni: prese a cuore le richieste della commissione perché li trovò giuste; promise che avrebbe fatto provvedere dall'amministrazione di abrogare quella deliberazione della residenza del dottore a Speziale. Dal canto suo se i cittadini di Pezze avrebbero ceduto il suolo avrebbe fatto costruire il cimitero e in fine promise che a dicembre ci sarebbe stato il censimento e dopo l'esito ci avrebbe dato l'autonomia amministrativa. Dopo qualche mese fu trasferito ad una sede più importante e l'autonomia svanì anche questa volta.
Nell'anno 1928 fu aperta la farmacia gestita dal Dott. Giuseppe Patronelli. Con ordinanza del prefetto fu stabilita la residenza del Dott. Amerigo Antonucci a Pezze di Greco ove venne a risiedere con la famiglia. Nel medesimo anno furono iniziati i lavori per gli impianti della luce elettrica.
Non si arresta qui il progresso di questa frazione. Come il bimbo dopo i primi passetti barcollando tenta allontanarsi dalla mamma con passi più spiccati e lesti così Pezze tenta sciogliersi dalle bretelle cui viene mantenuto.
Se qualcuno ha altre notizie, sarebbe bello arricchire questo argomento.