cosimodamianoguarini
10-03-2008, 09.21.49
Nel primo mese di nascita de “Il Levante”, in occasione della manifestazione del 1 dicembre a Roma sulla ripubblicizzazione dell’acqua, intervistammo l’ing. Giovanni Zaffarana, membro del Forum Regionale dei movimenti per l’acqua.
Allora come oggi, ritorniamo a ribadire che il tema dell’acqua pubblica non è lontano dal nostro territorio, dalle nostre abitazioni o dal nostro quotidiano, infatti, basta pensare che la Puglia è la regione con le più alte perdite di acqua potabile (46,3%), seguita dalla Sardegna (43,2%) e l’Abruzzo (40,9%), mentre la provincia autonoma di Bolzano è quella più efficiente ( 13,9%).
L’attività di questi movimenti si basa su un doppio binario: da una parte, si cerca di curare l'aspetto culturale (iniziative informative, campagne di sensibilizzazione, incontri di formazione) e dall'altra, si pone l’attenzione sull’aspetto politico, come il rapporto con gli enti locali, l'Acquedotto Pugliese e il Governo nazionale.
In merito a questo aspetto, le istituzioni pugliesi hanno risposto in maniera molto positiva, facendo registrare l’adesione di 26 enti locali alla proposta di legge popolare sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
In prima fila troviamo la Provincia di Bari e il comune di Locorotondo che è stato il primo comune d'Italia ad aderire all’iniziativa.
La Puglia è stata la regione che ha fatto registrare il più alto numero di comuni che hanno partecipato alla manifestazione nazionale svoltasi a Roma nel dicembre ’07 e con una grande trasversalità partitica dei comuni aderenti.
Così, l’impegno degli enti locali si è fatto sempre più forte e qualche settimana fa, presso la sede della Provincia di Bari è stato costituito il coordinamento degli enti locali pugliesi per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Tra le attività da svolgere, un’indagine conoscitiva sulle problematiche idriche del territorio regionale, iniziative culturali e politiche di promozione dell’acqua come “Bene Comune”, oltre alla richiesta di audizione in Parlamento per sostenere la Legge d’iniziativa popolare.
Nell’elenco dei comuni presenti all’incontro, si nota con rassegnazione e rammarico l’assenza ingiustificata del Comune di Fasano! Ebbene sì, erano presenti i comuni di Locorotondo, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica, S. Pietro Vernotico, Cellino S. Marco ed altri.
Come al solito, i comuni limitrofi hanno aderito in massa a questa iniziativa e noi, pigri o disinformati, siamo rimasti beatamente a casa per occuparci delle nostre faccende locali.
E’ la stessa cosa che sta accadendo per la questione ambientale, dove l’Arpa Puglia ha previsto una riorganizzazione delle stazioni fisse per il monitoraggio dell’aria nella provincia di Brindisi, mostrando interesse anche per il nostro comune e noi non ne sappiamo nulla.
Ma come diavolo è che sui problemi che riguardano il futuro del territorio nessuno sa nulla? Ogni tanto bisogna ricordare che la terra che abbiamo sotto i piedi non ci è stata regalata dai nostri padri, ma data in prestito dai nostri figli! Certamente, non vogliamo erigerci a “moralizzatori”, ma allo stesso tempo va fatta un’analisi seria sulle problematiche ambientali che riguardano il futuro del nostro territorio.
Nell’incontro, inoltre, si è manifestata la volontà di estendere il coordinamento a tutti i comuni e le province pugliesi, per la convocazione di una riunione da svolgersi nei primi giorni di marzo.
Speriamo di far registrare la nostra presenza . . .
Allora come oggi, ritorniamo a ribadire che il tema dell’acqua pubblica non è lontano dal nostro territorio, dalle nostre abitazioni o dal nostro quotidiano, infatti, basta pensare che la Puglia è la regione con le più alte perdite di acqua potabile (46,3%), seguita dalla Sardegna (43,2%) e l’Abruzzo (40,9%), mentre la provincia autonoma di Bolzano è quella più efficiente ( 13,9%).
L’attività di questi movimenti si basa su un doppio binario: da una parte, si cerca di curare l'aspetto culturale (iniziative informative, campagne di sensibilizzazione, incontri di formazione) e dall'altra, si pone l’attenzione sull’aspetto politico, come il rapporto con gli enti locali, l'Acquedotto Pugliese e il Governo nazionale.
In merito a questo aspetto, le istituzioni pugliesi hanno risposto in maniera molto positiva, facendo registrare l’adesione di 26 enti locali alla proposta di legge popolare sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
In prima fila troviamo la Provincia di Bari e il comune di Locorotondo che è stato il primo comune d'Italia ad aderire all’iniziativa.
La Puglia è stata la regione che ha fatto registrare il più alto numero di comuni che hanno partecipato alla manifestazione nazionale svoltasi a Roma nel dicembre ’07 e con una grande trasversalità partitica dei comuni aderenti.
Così, l’impegno degli enti locali si è fatto sempre più forte e qualche settimana fa, presso la sede della Provincia di Bari è stato costituito il coordinamento degli enti locali pugliesi per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Tra le attività da svolgere, un’indagine conoscitiva sulle problematiche idriche del territorio regionale, iniziative culturali e politiche di promozione dell’acqua come “Bene Comune”, oltre alla richiesta di audizione in Parlamento per sostenere la Legge d’iniziativa popolare.
Nell’elenco dei comuni presenti all’incontro, si nota con rassegnazione e rammarico l’assenza ingiustificata del Comune di Fasano! Ebbene sì, erano presenti i comuni di Locorotondo, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica, S. Pietro Vernotico, Cellino S. Marco ed altri.
Come al solito, i comuni limitrofi hanno aderito in massa a questa iniziativa e noi, pigri o disinformati, siamo rimasti beatamente a casa per occuparci delle nostre faccende locali.
E’ la stessa cosa che sta accadendo per la questione ambientale, dove l’Arpa Puglia ha previsto una riorganizzazione delle stazioni fisse per il monitoraggio dell’aria nella provincia di Brindisi, mostrando interesse anche per il nostro comune e noi non ne sappiamo nulla.
Ma come diavolo è che sui problemi che riguardano il futuro del territorio nessuno sa nulla? Ogni tanto bisogna ricordare che la terra che abbiamo sotto i piedi non ci è stata regalata dai nostri padri, ma data in prestito dai nostri figli! Certamente, non vogliamo erigerci a “moralizzatori”, ma allo stesso tempo va fatta un’analisi seria sulle problematiche ambientali che riguardano il futuro del nostro territorio.
Nell’incontro, inoltre, si è manifestata la volontà di estendere il coordinamento a tutti i comuni e le province pugliesi, per la convocazione di una riunione da svolgersi nei primi giorni di marzo.
Speriamo di far registrare la nostra presenza . . .