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27-01-2008, 11.59.51
LIBRO DELLA SETTIMANA:
LEONARDO SCIASCIA
IL GIORNO DELLA CIVETTA
Economici | 137 pagine | Adelphi | 2002
Prezzo di copertina: Euro 7,50
COME INIZIA
L'autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell'alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell'autobus e la voce del venditore di panelle, implorante ed ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l'autobus si mosse con un rumore di sfasciume. L'ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza, colse l'uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaiodisse all'autista << un momento>> e aprì lo sportello mentre l'autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati: l'uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo sospeso, come tirato per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò.
TRAMA
In un piccolo paese nei pressi di Palermo viene ucciso Salvatore Colasberna, modesto imprenditore edile e contemporaneamente scompare Paolo Nicolosi, giovane potatore. Le indagini sono condotte dal capitano Bellodi, giovane ufficiale dei carabinieri originario di Parma, che con la collaborazione del maresciallo Ferlisi, si occupa del caso con grande astuzia e lucidità riuscendo a collegare i due eventi. Dalle dichiarazioni della vedova Nicolosi e di quelle del confidente Parrinieddu, scarta definitivamente l’ipotesi del delitto passionale, avallando la pista mafiosa, L’ottimo lavoro del capitano che potrebbe concludersi con l’arresto di due sicari e di un uomo di “rispetto”, viene vanificato dalle amicizie di costui in Parlamento e nel Governo che fanno cadere come un castello di sabbia la corretta costruzione logica dei fatti, consentendo la scarcerazione dei tre imputati. Le indagini, al fine di tranquillizzare un po’ “tutti”, proseguiranno orientandosi verso il motivo passionale: la vedova Nicolosi ed il suo amante vengono sospettati per quei delitti. Lo Stato, rappresentato in questa occasione dal capitano Bellodi viene sconfitto dal potere mafioso, radicato nelle stesse Istituzioni.
GIUDIZIO PERSONALE
Libro davvero interessante. Pur se breve rispecchia molto la situazione siciliana di quel periodo ( anni '60 ) che, purtroppo, ai giorni nostri non è ancora cambiata. Alcuni punti sono molto lenti, ma il libro merita di essere letto soprattutto per l'analisi che Sciascia fà della situazione siciliana. Da vedere anche il bellissimo film di Damiano Damiani (1968) con Franco Nero e Claudia Cardinale
UN ASSAGGIO
(...) << Nel '27>> disse il giovane << c'era il fascismo, la cosa era diversa: Mussolini faceva i deputati e i capi di paese, e tutto quello che gli veniva in testa faceva. Ora i deputati e i sindaci li fa il popolo...>>
<< Il popolo>> sogghignò il vecchio << il popolo...Il popolo cornuto era e cornuto resta: con la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera solo alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da se, del colore che gli piace, alle proprie corna...Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall'antichità, una generazione appresso all'altra...>>
<< Io non mi sento cornuto>> disse il giovane.
<< E nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se ballassimo...>> e il vecchio si alzò ad accennare dei saltelli di danza; e voleva figurare l'equilibrio e il ritmo del camminare sulle corna, da una punta all'altra...
NOTE SULL'AUTORE
Leonardo Sciascia è nato a Racalmuto in provincia di Agrigento nel 1921. Tutte le sue opere sono incentrate sulla sua terra: la Sicilia con la sua storia e con i suoi problemi. È morto nel 1989 a Palermo.
Tra le sue opere
Le parrocchie di Regalpeira
I racconti de Gli zii di Sicilia
Il consiglio d'Egitto
A ciascuno il suo
Todo modo
L'affaire Moro
LEONARDO SCIASCIA
IL GIORNO DELLA CIVETTA
Economici | 137 pagine | Adelphi | 2002
Prezzo di copertina: Euro 7,50
COME INIZIA
L'autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell'alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell'autobus e la voce del venditore di panelle, implorante ed ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l'autobus si mosse con un rumore di sfasciume. L'ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza, colse l'uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaiodisse all'autista << un momento>> e aprì lo sportello mentre l'autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati: l'uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo sospeso, come tirato per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò.
TRAMA
In un piccolo paese nei pressi di Palermo viene ucciso Salvatore Colasberna, modesto imprenditore edile e contemporaneamente scompare Paolo Nicolosi, giovane potatore. Le indagini sono condotte dal capitano Bellodi, giovane ufficiale dei carabinieri originario di Parma, che con la collaborazione del maresciallo Ferlisi, si occupa del caso con grande astuzia e lucidità riuscendo a collegare i due eventi. Dalle dichiarazioni della vedova Nicolosi e di quelle del confidente Parrinieddu, scarta definitivamente l’ipotesi del delitto passionale, avallando la pista mafiosa, L’ottimo lavoro del capitano che potrebbe concludersi con l’arresto di due sicari e di un uomo di “rispetto”, viene vanificato dalle amicizie di costui in Parlamento e nel Governo che fanno cadere come un castello di sabbia la corretta costruzione logica dei fatti, consentendo la scarcerazione dei tre imputati. Le indagini, al fine di tranquillizzare un po’ “tutti”, proseguiranno orientandosi verso il motivo passionale: la vedova Nicolosi ed il suo amante vengono sospettati per quei delitti. Lo Stato, rappresentato in questa occasione dal capitano Bellodi viene sconfitto dal potere mafioso, radicato nelle stesse Istituzioni.
GIUDIZIO PERSONALE
Libro davvero interessante. Pur se breve rispecchia molto la situazione siciliana di quel periodo ( anni '60 ) che, purtroppo, ai giorni nostri non è ancora cambiata. Alcuni punti sono molto lenti, ma il libro merita di essere letto soprattutto per l'analisi che Sciascia fà della situazione siciliana. Da vedere anche il bellissimo film di Damiano Damiani (1968) con Franco Nero e Claudia Cardinale
UN ASSAGGIO
(...) << Nel '27>> disse il giovane << c'era il fascismo, la cosa era diversa: Mussolini faceva i deputati e i capi di paese, e tutto quello che gli veniva in testa faceva. Ora i deputati e i sindaci li fa il popolo...>>
<< Il popolo>> sogghignò il vecchio << il popolo...Il popolo cornuto era e cornuto resta: con la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera solo alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da se, del colore che gli piace, alle proprie corna...Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall'antichità, una generazione appresso all'altra...>>
<< Io non mi sento cornuto>> disse il giovane.
<< E nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se ballassimo...>> e il vecchio si alzò ad accennare dei saltelli di danza; e voleva figurare l'equilibrio e il ritmo del camminare sulle corna, da una punta all'altra...
NOTE SULL'AUTORE
Leonardo Sciascia è nato a Racalmuto in provincia di Agrigento nel 1921. Tutte le sue opere sono incentrate sulla sua terra: la Sicilia con la sua storia e con i suoi problemi. È morto nel 1989 a Palermo.
Tra le sue opere
Le parrocchie di Regalpeira
I racconti de Gli zii di Sicilia
Il consiglio d'Egitto
A ciascuno il suo
Todo modo
L'affaire Moro