Visualizza versione completa : credete davvero all'aldilà?
camilla
15-01-2008, 11.22.50
Strano che una pittrice faccia questa domanda,ma forse io cerco questo quando dò sfogo sulle tele.
Esiste Dio?E il Paradiso?
Quando un nostro caro muore,la sua anima dove finisce?
Io ci penso continuamente,ho sentito la morte addosso pochi mesi fa, e ho avuto paura..
Ne parliamo insieme?Cosa pensate?
camilla
15-01-2008, 11.26.59
io ci penso continuam.,forse è questo che cerco quando dipingo..
quando un nostro caro muore,la sua anima dove va?
pochi mesi fa ho sentito la morte addosso e ho avuto paura...
esiste davvero Dio,gli angeli?
che cosa pensate voi?
giuseppe
15-01-2008, 11.42.21
se ci concentriamo sul dopo perdiamo di vista il presente!
star...
15-01-2008, 12.00.01
Ogni volta che penso a quello che mi aspetta dopo la mia morte mi viene una specie d'ansia perchè mi rendo conto di non aver realizzato ancora niente nella mia vita per pensare già di morire!!!
zinasan
15-01-2008, 12.24.53
se ci concentriamo sul dopo perdiamo di vista il presente!
questa frase è tua o l'hai scopiazzata da qualcuno?:confused:
giuseppe
15-01-2008, 12.27.15
cercala con google o su wikipedia alla tiffolo maniera... e se la trovi dimmelo che chiedo i diritti d'autore! :p
zinasan
15-01-2008, 12.33.31
cercala con google o su wikipedia alla tiffolo maniera... e se la trovi dimmelo che chiedo i diritti d'autore! :p
mi sa che per le frasi fatte non sono previsti i diritti d'autore!
giuseppe
15-01-2008, 12.42.20
uffa... e io che già mi stavo prisciando...
cmq basta con gli OT... l'argomento è interessante!
secondo me l'aldilà non esiste, è un qualcosa che ci siamo inventati noi per credere che non finisca tutto con la morte.
zinasan
15-01-2008, 12.46.20
uffa... e io che già mi stavo prisciando...
cmq basta con gli OT... l'argomento è interessante!
mi sei simpatico!!:D
giuseppe
15-01-2008, 12.51.44
zina... tu meno :p
zinasan
15-01-2008, 13.04.04
zina... tu meno :p
Non è vero!! Menti...
giuseppe
15-01-2008, 13.14.11
:p:p che ne sai? :p:p
Angelo
15-01-2008, 14.01.50
io ci penso continuam.,forse è questo che cerco quando dipingo..
quando un nostro caro muore,la sua anima dove va?
pochi mesi fa ho sentito la morte addosso e ho avuto paura...
esiste davvero Dio,gli angeli?
che cosa pensate voi?
... e forse è per questo che nessuno acquista i tuoi quadri :p
Gli Angeli esistono, quelli con la A maiuscola.
Perdona la battutaccia, ma non ho resistito! ;)
tulipano
15-01-2008, 14.14.51
Io penso che di angeli ne esistano tanti, alcuni li vediamo, altri non li riconosciamo, altri sono troppo lontani per poterli raggiungere, altri sono talmente vicini che non li mettiamo a fuoco...
Poi c'è chi si chiama proprio Angelo....ma nella realtà lo sarà davvero? :p:p
Lucio Musto
15-01-2008, 14.31.54
possibile che l'argomento non interessi?... in un forum culturale?
giuseppe
15-01-2008, 14.34.04
forse è l'ideatore del topic ad essere poco preso in considerazone
LaGattaDiVicoloMiracoli
15-01-2008, 14.36.01
Preferisco pensare all'aldiqua... Cosa???
ma, se proprio devo pensarci, mi piace credere che esista un aldilà...
Rossella
15-01-2008, 14.52.23
Anche a me piace pensare che esista l'aldilà e che un giorno potrò rivedere tutti i miei cari ma, secondo me, è solo un'illusione! :(
Io sono credente ed esserlo credo che presupponi anche credere nella vita eterna! Ma purtroppo io non riesco a crederci! :(
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
15-01-2008, 15.25.06
io credo all'aldilà.. e ci credo così tanto che mi sto godendo alla grande l'aldiquà!
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
15-01-2008, 15.36.01
Io ho già risposto nell'altro topic, quindi ribadisco:
io credo all'aldilà, e ci credo così tanto che mi sto godendo alla grande l'aldiquà! ;)
tiffolo
15-01-2008, 15.36.38
Preferisco pensare all'aldiqua... Cosa???
ma, se proprio devo pensarci, mi piace credere che esista un aldilà...
Esiste un aldiqua?Cosa???
LaGattaDiVicoloMiracoli
15-01-2008, 15.45.33
Esiste un aldiqua?Cosa???
Sì, L'aldiqua esiste... ed è un bellissimo album di Samuele Bersani! :rolleyes:
camilla
15-01-2008, 15.49.03
non ti preoccupare,non mi offendo ,cerco solo di capire.e chi l'ha detto che nessuno acquista i miei quadri?io ho un sacco di clienti...
camilla
15-01-2008, 15.53.03
infatti,dovrebbe essere un forum di cultura...ma si vede che si sono messi tutti d'accordo per essere contro di me,solo xchè ho detto la mia sui fasanesi.Peccato che loro non possano esprimere davvero qualcosa dalla loro piccola mente...
tiffolo
15-01-2008, 16.00.46
infatti,dovrebbe essere un forum di cultura...ma si vede che si sono messi tutti d'accordo per essere contro di me,solo xchè ho detto la mia sui fasanesi.Peccato che loro non possano esprimere davvero qualcosa dalla loro piccola mente...
Sbagliato: sei tu ad averci messa d'accordo.
biagiograssi
15-01-2008, 16.13.36
ciao camilla capisco le tue perplessità,si, avvolte capita di pensarci,io ho constatato di persona cosa vuol dire la sofferenza ,e non nego di essermi rivolto all'essere supremo per alleviare la sofferenza,la fede può alleviare le sofferenze,ma bisogna crederci fortemente,magari si potesse credere che veramente c'è un'altra vita dopo la morte,quello che mi sconvolge,e non so se ti è mai capitato di vivere una scena e in contemporanea credi di averla già vissuta,per il resto e solo un modo di aggrapparsi a qualcosa che tenga accese le speranze di chi soffre.
elettrico
15-01-2008, 16.20.01
Questa domanda mi ha fatto tornare in mente un "simpatico" sondaggio fatto da un gruppo di giovani cattolici all'uscita della Messa Domenicale. La domanda era "Credi nella vita eterna?". Bene, il 90% degli intervistati ha risposto: "No" :confused: Fortuna vuole che qualche sacerdote ha iniziato a interrogarsi sul perchè di quella risposta.
Tornando on topic rispondo alla domanda posta da Camilla con un netto SI.
Sarò un credulone? Può darsi... ma "Almeno credo". ;)
camilla
15-01-2008, 16.21.27
ciao biagio,io vorrei credere,ma...Cmq,di sicuro c'è qualcuno che ci ha creato,altrimenti non saremmo qui...
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
15-01-2008, 16.25.02
Mamma e papà? :che ridere
biagiograssi
15-01-2008, 16.31.16
permettimi di fare una battuta,se ci ha creato a sua immagine e somiglianza,credo proprio che qualcosa non abbia funzionato nella sua creazione,scherzo di sicuro e stato deviato da dogmi dettati da uno sviluppo sociale dove non c'è posto per la fede,oggi si venera il dio denaro,causa delle guerre e del sistema capitalistico dedito a svuotare la mente di chi giornalmente deve sottostare alla legge del dio denaro,e come sempre accade nelle situazioni più difficili si cerca nella fede quella fonte di speranza,ecco io credo nella speranza.
camilla
15-01-2008, 16.34.33
certo anch'io credo nella speranza.Un'altra domanda che ho è: seconte te biagio,i sacerdoti cosa pensano?Danno tanto coraggio ai fedeli,ma loro credono davvero in quello che dicono?io avrei qualche dubbio...
elettrico
15-01-2008, 16.41.12
Danno tanto coraggio ai fedeli,ma loro credono davvero in quello che dicono?io avrei qualche dubbio...
Fino a prova contraria sono uomini anche loro. E' ovvio che anche per loro ci siano momenti di "crisi". Sarebbe da pazzi negarlo. Naturalmente, se sono sacerdoti, avranno qualche "passione" o qualche "forza" in più di noi, senza dimenticare la preparazione e gli studi che devono seguire.
Ognuno poi ha la sua medicina per rimettere la fede su... di solito si consiglia la preghiera: per uno che crede non ci dovrebbe essere altro rimedio.
Spero che il discorso prenda la solita brutta piega con le solite accuse ai sacerdoti in genere. :confused:
biagiograssi
15-01-2008, 16.48.51
a proposito come mai non sei a lavoro?si oggi la parola del prete in quanto tale viene mistificata,per fortuna da una minoranza,da cose che scopriamo quotidianamente,e il tutto porterebbe a dire che oggi il clero predica bene e razzola male,oggi spero in quelle persone che dedicano la loro fede e la loro passione in opere sociali,a quelli che dedicano la loro vita per una causa sociale,che potrebbe essere la fame nel mondo,o l'alfabetizzazzione di quei popoli maroriati da mille problemi,ecco questi sono da emulare,e non quelli che strumentalizzano le povere persone fedeli al loro dogma per costruire luoghi di culto sempre più sfarzosi.
Artémide
15-01-2008, 16.53.34
Io ci credo... Sì, sì... In Dragonball è un andirivieni dall'aldilà!!! :si!:rolleyes: :p
camilla
15-01-2008, 17.12.56
ho preso delle ferie xkè ho mio padre in ospedale...
biagiograssi
15-01-2008, 18.05.12
tanti auguri per tuo padre,sempre disponibile per ogni forma di aiuto,un abbraccio.
graffo
15-01-2008, 18.15.16
secondo me l'aldilà non esiste, è un qualcosa che ci siamo inventati noi per credere che non finisca tutto con la morte.
non siamo altro che carne per i vermi, l'aldilà è l'illusione che le nostre paure hanno creato per sfuggire alle nostre insicurezze, la religione non è altro che una filosofia che accoglie queste teorie, la Chiesa ha sfruttato questa filosofia e le nostre paure per creare POTERE.
sono stato un tantino duro?....colpa della sintesi, su tutto questo non bastano 1000 fogli protocolli....
biagiograssi
15-01-2008, 18.22.52
non siamo altro che carne per i vermi, l'aldilà è l'illusione che le nostre paure hanno creato per sfuggire alle nostre insicurezze, la religione non è altro che una filosofia che accoglie queste teorie, la Chiesa ha sfruttato questa filosofia e le nostre paure per creare POTERE.
sono stato un tantino duro?....colpa della sintesi, su tutto questo non bastano 1000 fogli protocolli....
ma sei un eretico avvocato,non sapevo di questo tuo pensiero,sei una risorsa,lieto di conoscerti.
non siamo altro che carne per i vermi, l'aldilà è l'illusione che le nostre paure hanno creato per sfuggire alle nostre insicurezze, la religione non è altro che una filosofia che accoglie queste teorie, la Chiesa ha sfruttato questa filosofia e le nostre paure per creare POTERE.
sono stato un tantino duro?....colpa della sintesi, su tutto questo non bastano 1000 fogli protocolli....
quindi sei d'accordo con me
Artémide
15-01-2008, 18.24.02
non siamo altro che carne per i vermi, l'aldilà è l'illusione che le nostre paure hanno creato per sfuggire alle nostre insicurezze, la religione non è altro che una filosofia che accoglie queste teorie, la Chiesa ha sfruttato questa filosofia e le nostre paure per creare POTERE.
sono stato un tantino duro?....colpa della sintesi, su tutto questo non bastano 1000 fogli protocolli....
Quindi anche Goku non esiste? Cosa???piango
graffo
15-01-2008, 18.27.04
Quindi anche Goku non esiste? Cosa???piango
no, però in compenso c'è Magimbù!.....;)
graffo
15-01-2008, 18.28.56
ma sei un eretico avvocato,non sapevo di questo tuo pensiero,sei una risorsa,lieto di conoscerti.
uè biagio, vedi che ci conosciamo, ci siamo visti la sett scorsa!!....ehehe....in compenso credo nella storia di Gesù, peccato che non sia arrivata a noi del tutto "pulita".....
tiffolo
15-01-2008, 18.29.47
uè biagio, vedi che ci conosciamo, ci siamo visti la sett scorsa!!....ehehe....in compenso credo nella storia di Gesù, peccato che non sia arrivata a noi del tutto "pulita".....
:mi dispiace:mi dispiace:mi dispiace:mi dispiace
Karbogha
15-01-2008, 18.31.53
non siamo altro che carne per i vermi, l'aldilà è l'illusione che le nostre paure hanno creato per sfuggire alle nostre insicurezze, la religione non è altro che una filosofia che accoglie queste teorie, la Chiesa ha sfruttato questa filosofia e le nostre paure per creare POTERE.
sono stato un tantino duro?....colpa della sintesi, su tutto questo non bastano 1000 fogli protocolli....
Hai letto "L'arte di amare" di Erich Fromm, per caso?
Artémide
15-01-2008, 18.31.54
uè biagio, vedi che ci conosciamo, ci siamo visti la sett scorsa!!....ehehe....in compenso credo nella storia di Gesù, peccato che non sia arrivata a noi del tutto "pulita".....
... E anche su questo mi trovi perfettamente d'accordo!
graffo
15-01-2008, 18.44.12
Hai letto "L'arte di amare" di Erich Fromm, per caso?
no.....c'è scritto quello che ho detto io?.....se si, si vede che Fromm ed io non siamo molto originali.....eheheh
Karbogha
15-01-2008, 19.06.25
no.....c'è scritto quello che ho detto io?.....se si, si vede che Fromm ed io non siamo molto originali.....eheheh
Beh, io l'ho letto molto tempo fa, ma in sostanza Fromm nel capitolo "Amore verso Dio" fa un'analisi del "senso" della religione e arriva a concludere che l'uomo ha bisogno di crearsi un Dio perché non sopporta la solitudine e la propria finitezza e allora si crea un alter ego immortale, onnisciente e perfetto.
Fromm è ateo... si capisce? :rolleyes:
anita
15-01-2008, 19.15.53
...sicuramente sarò la nota "stonata" di questo topic. Io, cmq, rispetto i vostri pareri e i vostri pensieri, ma non li condivido. Il mio essere profondamente cristiana mi fa credere ogni giorno, sempre più che "la nostra anima un giorno vedrà la luce, il volto di Cristo". Non sono parole scritte sulla Bibbia e ripetute qui, ci credo realmente, credo che ci sia un altro mondo fatto di anime invisibili creato e circondato dall'amore di Dio. Lo ripeto ai "miei" ragazzi, ebbene sì sono una catechista, loro annuiscono, ma non credo che sappiano ancora qual'è la verità, forse la ignoro anch'io. Ma il mio è un CREDO sincero, non imposto e di sentire che esiste, che qualche angelo lassù c'è, una stella che brilla di più per me. Non riuscirò a convincermi, non ci riuscirei, non sono testimone di geova con i loro modi persuasivi e con i loro studi meticolosi. Potrei non saper rispondere alle vostre domande, perchè io mi cibo solo della parola di Dio domenicale, il mio atteggiamento a volte non è molto consono ad una buona cristiana e per questo chiedo perdono. La Chiesa è formata dai fedeli, che ascoltano e dovrebbero anche attenersi ai comandamenti, non è fatta di cristiani che ricevono i sacramenti e poi spariscono, forse pregheranno anche in silenzio nelle loro case, ma le Chiese le formiamo noi e se non ci uniamo Cristo rimane lì, sulla croce. Molte persone care ho visto andar via: nonni, un cugino, conoscenti ed amici... in quei momenti di rabbia forse non si accetta, ma con la fede... prima o poi (forse)ce la fai!!
star...
15-01-2008, 19.18.30
...sicuramente sarò la nota "stonata" di questo topic. Io, cmq, rispetto i vostri pareri e i vostri pensieri, ma non li condivido. Il mio essere profondamente cristiana mi fa credere ogni giorno, sempre più che "la nostra anima un giorno vedrà la luce, il volto di Cristo". Non sono parole scritte sulla Bibbia e ripetute qui, ci credo realmente, credo che ci sia un altro mondo fatto di anime invisibili creato e circondato dall'amore di Dio. Lo ripeto ai "miei" ragazzi, ebbene sì sono una catechista, loro annuiscono, ma non credo che sappiano ancora qual'è la verità, forse la ignoro anch'io. Ma il mio è un CREDO sincero, non imposto e di sentire che esiste, che qualche angelo lassù c'è, una stella che brilla di più per me. Non riuscirò a convincermi, non ci riuscirei, non sono testimone di geova con i loro modi persuasivi e con i loro studi meticolosi. Potrei non saper rispondere alle vostre domande, perchè io mi cibo solo della parola di Dio domenicale, il mio atteggiamento a volte non è molto consono ad una buona cristiana e per questo chiedo perdono. La Chiesa è formata dai fedeli, che ascoltano e dovrebbero anche attenersi ai comandamenti, non è fatta di cristiani che ricevono i sacramenti e poi spariscono, forse pregheranno anche in silenzio nelle loro case, ma le Chiese le formiamo noi e se non ci uniamo Cristo rimane lì, sulla croce. Molte persone care ho visto andar via: nonni, un cugino, conoscenti ed amici... in quei momenti di rabbia forse non si accetta, ma con la fede... prima o poi (forse)ce la fai!!
Non avresti potuto descrivere meglio tutto questo concetto e per questo ti quoto amica mia;)
graffo
15-01-2008, 19.26.37
Beh, io l'ho letto molto tempo fa, ma in sostanza Fromm nel capitolo "Amore verso Dio" fa un'analisi del "senso" della religione e arriva a concludere che l'uomo ha bisogno di crearsi un Dio perché non sopporta la solitudine e la propria finitezza e allora si crea un alter ego immortale, onnisciente e perfetto.
Fromm è ateo... si capisce? :rolleyes:
diciamo che prima di lui l'avevano detto in molti, tra cui Feuerbach...."Non è Dio che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di Dio".....
anche lui non mi sembra molto cattolico....
anita
15-01-2008, 19.48.37
Non avresti potuto descrivere meglio tutto questo concetto e per questo ti quoto amica mia;)
:rolleyes::rolleyes::rolleyes: bella mia....:D
elettrico
15-01-2008, 21.37.43
...sicuramente sarò la nota "stonata" di questo topic. Io, cmq, rispetto i vostri pareri e i vostri pensieri, ma non li condivido. Il mio essere profondamente cristiana mi fa credere ogni giorno, sempre più che "la nostra anima un giorno vedrà la luce, il volto di Cristo". Non sono parole scritte sulla Bibbia e ripetute qui, ci credo realmente, credo che ci sia un altro mondo fatto di anime invisibili creato e circondato dall'amore di Dio. Lo ripeto ai "miei" ragazzi, ebbene sì sono una catechista, loro annuiscono, ma non credo che sappiano ancora qual'è la verità, forse la ignoro anch'io. Ma il mio è un CREDO sincero, non imposto e di sentire che esiste, che qualche angelo lassù c'è, una stella che brilla di più per me. Non riuscirò a convincermi, non ci riuscirei, non sono testimone di geova con i loro modi persuasivi e con i loro studi meticolosi. Potrei non saper rispondere alle vostre domande, perchè io mi cibo solo della parola di Dio domenicale, il mio atteggiamento a volte non è molto consono ad una buona cristiana e per questo chiedo perdono. La Chiesa è formata dai fedeli, che ascoltano e dovrebbero anche attenersi ai comandamenti, non è fatta di cristiani che ricevono i sacramenti e poi spariscono, forse pregheranno anche in silenzio nelle loro case, ma le Chiese le formiamo noi e se non ci uniamo Cristo rimane lì, sulla croce. Molte persone care ho visto andar via: nonni, un cugino, conoscenti ed amici... in quei momenti di rabbia forse non si accetta, ma con la fede... prima o poi (forse)ce la fai!!
Bell'intervento, complimenti Anita! :si!
Repazzo
16-01-2008, 14.46.01
3 Ogni cosa il suo momento
1Nella vita dell'uomo, per ogni cosa c'è il suo momento,
per tutto c'è un'occasione opportuna.
2Tempo di nascere, tempo di morire,
tempo di piantare, tempo di sradicare,
3tempo di uccidere, tempo di curare,
tempo di demolire, tempo di costruire,
4tempo di piangere, tempo di ridere,
tempo di lutto, tempo di baldoria,
5tempo di gettar via le pietre,
tempo di raccogliere le pietre,
tempo di abbracciare, tempo di staccarsi,
6tempo di cercare, tempo di perdere,
tempo di conservare, tempo di buttar via,
7tempo di strappare, tempo di cucire,
tempo di tacere, tempo di parlare,
8tempo di amare, tempo di odiare,
tempo di guerra, tempo di pace.
Ogni cosa al suo posto
9Perché tanto lavorare e tribolare?
10Che senso hanno tutte le fatiche
alle quali Dio ha sottoposto l'uomo?
11Dio ha dato un senso a tutto,
ha messo ogni cosa al suo posto.
Negli uomini Dio ha messo il desiderio
di conoscere il mistero del mondo.
Ma non son capaci di capire
tutto quel che Dio ha fatto,
dalla prima all'ultima cosa.
12Mi sono convinto che la cosa migliore
per l'uomo
è stare sereno e godersi la vita.
13Anche mangiare e bere
e godersi i frutti del proprio lavoro è un dono di Dio.
14Anche questo ho capito: tutto ciò che Dio fa
durerà per sempre;
ogni cosa rimane al suo posto.
Dio vuole che noi lo rispettiamo.
15Quello che è successo in passato,
capita anche oggi;
quello che avverrà in futuro è già capitato
in passato.
Tutto passa,
ma a Dio non sfugge niente.
Il destino dell'uomo
16Ho osservato che, in questo mondo,
ci sono anche
giudici ingiusti e amministratori disonesti.
17 (javascript:selection('/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.MessageWindow?Msg=19242'))Allora mi son detto: un giorno Dio
giudicherà sia i giusti sia i cattivi.
Infatti ogni cosa ed ogni azione
avviene quando è il suo momento.
18 (javascript:selection('/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.MessageWindow?Msg=19243'))Ho anche pensato:
Dio vuole metterci alla prova
per farci capire
che, in fondo, non siamo che bestie.
19Gli uomini e le bestie hanno
lo stesso destino:
tutti devono morire.
Tutti hanno lo stesso spirito vitale
ma l'uomo non è superiore agli animali.
Tutto è come un soffio.
20Tutti vanno allo stesso luogo.
Tutti vengono dalla polvere
e tutti alla polvere ritorneranno.
21Chi può sapere se lo spirito
degli uomini sale veramente in alto
e lo spirito degli animali scende sotto terra?
22Ho concluso che la cosa migliore per noi
è goderci i frutti del nostro lavoro.
Questo è il nostro destino.
Noi non possiamo sapere
quel che accadrà in futuro.
Note Capitolo 3. 3,17 c Infatti... momento: testo ebraico poco chiaro; traduzione probabile.
3,18 d metterci alla prova: traduzione probabile di un testo ebraico oscuro.
Repazzo
16-01-2008, 14.51.02
Mistero risolto, l'unica cosa di cui noi siamo certi dalla nascita è la morte, di doman non c'è certezza.
A buon rendere.
p.s. il brano di prima è tratto da un libro profetico del Vecchi Testamento, in traduzione ufficiale.
Io penso che credere o meno all'esistenza di una vita eterna dopo la morte è a discrezione di ognuno di noi, a seconda del proprio credo religioso o dell'intensità della propria fede.
Capisco anche che osservando la realtà che ci circonda (non solo quella locale, ma l'intera realtà umana) i dubbi riguardanti l'esistenza di Dio aumentino, anche se trovo esagerato affermare che Dio sia un'invenzione dell'uomo. E' soprattutto in questi momenti che Dio è presente...
Vi pongo un quesito: secondo voi se Dio non esistesse e quindi anche la sua dimensione (il tanto sognato Paradiso) la Chiesa cattolica come istituzione e come fede religiosa, sarebbe sopravvissuta tutti questi anni?
Benny
16-01-2008, 23.10.47
la sopravvivenza della chiesa in tutti questa anni non implica il fatto che Dio esista,anzi,come poteva non sopravvivere quando nel corso della storia la chiesa come istituzione ha mosso guerre e denaro,ha condannato eretici e scienza,e ha monopolizzato per secoli il pensiero dell'uomo...?????
Repazzo
17-01-2008, 10.29.29
Avevo già postato il video, per me D-IO esiste, perchè permette ad alcuni animali di discuterlo:
Zeitgeist - Official Release (Italian)
ps.: cliccate come al solito sul titolo.
Lucio Musto
17-01-2008, 23.41.19
tempo fa, in un altro forum, nella sezione filosofica qualcuno chiese:
"perché esiste qualcosa, invece che nulla?"
Barbinamente mi veda rispondere, d'istinto:
"perché se ci fosse nulla tu non staresti qui a porre la domanda."
Quasi mi lapidavano, seza permettermi di spiegare.
Karbogha
17-01-2008, 23.53.10
tempo fa, in un altro forum, nella sezione filosofica qualcuno chiese:
"perché esiste qualcosa, invece che nulla?"
Barbinamente mi veda rispondere, d'istinto:
"perché se ci fosse nulla tu non staresti qui a porre la domanda."
Quasi mi lapidavano, seza permettermi di spiegare.
LucioMusto, tu solo frasi riciclate, qui? Cosa???
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
18-01-2008, 02.16.43
tempo fa, in un altro forum, nella sezione filosofica qualcuno chiese:
"perché esiste qualcosa, invece che nulla?"
Barbinamente mi veda rispondere, d'istinto:
"perché se ci fosse nulla tu non staresti qui a porre la domanda."
Quasi mi lapidavano, seza permettermi di spiegare.
per così poco... ti lapidavano? Non è che, magari, ti hanno pure ammonito col cartellino giallo?
Ma per caso... era un forum... ti ricordi come si chiamava..? Era un altro forum di fasano...? :che ridere
Lucio Musto
18-01-2008, 04.45.31
LucioMusto, tu solo frasi riciclate, qui? Cosa???
Purtroppo si, amica strega, poiché come certamente sai per averlo scritto io più volte, non risco ad inserire su questo forum quello che scrivo con Word.
Dato che mi succede solo su FasanCult (di cui peraltro non vedo più nemmeno la testata) devo decolpevolizzare il mio programma di scrittura.
La cosa mi dispiace molto, perché trovo FasanCult un forum assai interessante, ma non so cosa farci. Ormai sono lento a scrivere, ho molti ripensamenti, uso massicciamente il controllo ortografico per ridurre i miei molti errori, ho una serie di standard che non sto qui a ripetere, mi è scomoda questa piccola finestra.... insomma se ho da scrivere più di qualche frase, come inquesto caso, uso Word.
Spero che prima o poi l'empasse si superi, e potremo piacevolmente sentirci di nuovo in sereni, costruttivi scontri ideologici.
Buona vita Karbogha
Lucio Musto
18-01-2008, 04.55.02
per così poco... ti lapidavano? Non è che, magari, ti hanno pure ammonito col cartellino giallo?
Ma per caso... era un forum... ti ricordi come si chiamava..? Era un altro forum di fasano...? :che ridere
No. Era www.Riflessioni.it (http://www.Riflessioni.it) nel febbraio del 2006, più o meno.
Non mi hanno dato nessun cartellino giallo, e forse non volevano nemmeno proprio lapiadarmi, ma certo non fu fine da parte mia dare una risposta così sbrigativa... Non in un forum dove si rifletteva prima di parlare... almeno allora (nel senso che adesso frequento molto meno e non saprei dire :p)
Angelo
18-01-2008, 09.23.02
Purtroppo si, amica strega, poiché come certamente sai per averlo scritto io più volte, non risco ad inserire su questo forum quello che scrivo con Word.
Dato che mi succede solo su FasanCult (di cui peraltro non vedo più nemmeno la testata) devo decolpevolizzare il mio programma di scrittura.
La cosa mi dispiace molto, perché trovo FasanCult un forum assai interessante, ma non so cosa farci. Ormai sono lento a scrivere, ho molti ripensamenti, uso massicciamente il controllo ortografico per ridurre i miei molti errori, ho una serie di standard che non sto qui a ripetere, mi è scomoda questa piccola finestra.... insomma se ho da scrivere più di qualche frase, come inquesto caso, uso Word.
Spero che prima o poi l'empasse si superi, e potremo piacevolmente sentirci di nuovo in sereni, costruttivi scontri ideologici.
Buona vita Karbogha
Gentile Lucio Musto,
come accennatole in privato sto lavorando assiduamente affinchè il problema venga risolto definitivamente. Mi scuso per l'eventuale disagio arrecato e la invito a pazientare ancora un pò.
Saluti.
Angelo
Lucio Musto
18-01-2008, 11.56.18
Gentile Lucio Musto,
come accennatole in privato sto lavorando assiduamente affinchè il problema venga risolto definitivamente. Mi scuso per l'eventuale disagio arrecato e la invito a pazientare ancora un pò.
Saluti.
Angelo
Per carità, io sono in fiduciosa attesa!... era solo per rispondere alla comune amica che affettuosamente mi bacchettava!
Cordialità
Mario88
18-01-2008, 12.14.22
per così poco... ti lapidavano? Non è che, magari, ti hanno pure ammonito col cartellino giallo?
Ma per caso... era un forum... ti ricordi come si chiamava..? Era un altro forum di fasano...? :che ridere
mmm no..non era il fasanforum! comunque se stai in crisi di astinenza di gialli puoi venire di là che ti faccio il pieno!!;):D;):D;)
Karbogha
18-01-2008, 12.22.24
Purtroppo si, amica strega, poiché come certamente sai per averlo scritto io più volte, non risco ad inserire su questo forum quello che scrivo con Word.
Dato che mi succede solo su FasanCult (di cui peraltro non vedo più nemmeno la testata) devo decolpevolizzare il mio programma di scrittura.
La cosa mi dispiace molto, perché trovo FasanCult un forum assai interessante, ma non so cosa farci. Ormai sono lento a scrivere, ho molti ripensamenti, uso massicciamente il controllo ortografico per ridurre i miei molti errori, ho una serie di standard che non sto qui a ripetere, mi è scomoda questa piccola finestra.... insomma se ho da scrivere più di qualche frase, come inquesto caso, uso Word.
Spero che prima o poi l'empasse si superi, e potremo piacevolmente sentirci di nuovo in sereni, costruttivi scontri ideologici.
Buona vita Karbogha
Lo spero anch'io! ;)
Angelo
18-01-2008, 21.19.31
Per carità, io sono in fiduciosa attesa!... era solo per rispondere alla comune amica che affettuosamente mi bacchettava!
Cordialità
Approfitto del presente topic per comunicare l'avventua risoluzione del problema. Resto in attesa di conferma.
Grazie.
P.S. Auguri per l'attesa, spero sia maschio :D
Lucio Musto
18-01-2008, 23.24.27
Approfitto del presente topic per comunicare l'avventua risoluzione del problema. Resto in attesa di conferma.
Grazie.
P.S. Auguri per l'attesa, spero sia maschio :D
Buone notizie... spero! Ho inviato la conclusione di cui ero debitore (Topic "Riesumazione di Padre Pio") com "risposta rapida" e pare abbia funzionato!
Ora proverò ad inserire un testo Word nel modo usuale (cioà come risposta "quotata") ed infine ad aprire una nuova discussione sempre partendo da Word.
Sono fiducioso che andrà tutto perfettamente, e comunque, grazie infinite per l'interessamento!
Lucio Musto
19-01-2008, 01.11.23
Lo spero anch'io! ;)
Grazie, sei molto cortese, e questo topic mi pare degno di non essere preso sottogamba, anche se a fare le cose serie non basterebbero certo le 1000 cartelle che ipotizzava qualcuno in un suo intervento.
E per imbarcarsi in una cosa seria, nulla di meglio che una frivolezza. Visto che devo provare anche la compatibilità del mio Word, ripropongo qui una vecchia esperienza autobiografica che ho pubblicata recentemente... non mi ricordo dove. (Ma è roba mia e ne faccio quel che voglio.)
MEDIAMENTE
(moderna enunciazione del"TEOREMA D'AFFONZO")
a cura di Lucio Musto
anno 2000
1) Enunciazione
tra un buon credente ed un buon ateo, escatologicamente parlando, l'ateo è, “mediamente”, perdente.
2) precisazioni:
a) nel contesto, chiamiamo "buon credente” chi coerentemente vive la sua vita presupponendo un'esistenza trascendente la morte fisica.
b) nel contesto, chiamiamo "buon ateo" chi coerentemente vive la sua vita presupponendo essa vita conclusa in sé.
c) per semplicità esposizione (e solo per questo!) trascuriamo i casi intermedi di credenti ed atei "mediocri", cioè di quelli che vivono una vita poco o nulla coerente. Questi sono sì la maggioranza dei soggetti reali, ma talmente sfumati da presentare un arcobaleno di situazioni diverse da considerare: molto oltre i limiti del nostro discorso. Solo di sfuggita osserveremo che se all'insoddisfatto credente può dar sollievo la speranza di redenzione in un'esistenza successiva, all'ateo manca anche questa consolazione.
3) dimostrazione:
per come li abbiamo definiti, si può senz'altro affermare che l'uno e l'altro dei nostri soggetti, appunto perché "buoni", cioè a dire "validi campioni nelle rispettive categorie di appartenenza", salvo accidentali casualità del tutto irrilevanti ai fini di questa dimostrazione, giungeranno al termine della loro esistenza organica centralmente organizzata, comunemente chiamata vita, compiutamente soddisfatti del suo scorrere e paghi del proprio rapportarsi ad essa. Cioè, per dirla in termini correnti, ognuno di loro potrà affermare: "ho campato come ho scelto, e mi va bene così".
Conseguente ovvio corollario di tali soddisfacenti e gratificanti esistenze è una sostanziale situazione di parità. A questo punto dell'analisi, cioè al momento della morte, nessuno dei due soggetti è preferibile all'altro; resta da definire solo la questione delle aspettative future. Cioè che mentre l'ateo non prevede null'altro che l'annichilimento, il credente si aspetta “cieli nuovi e terre nuove" come la sua fede gli ha promesso.Senza invischiarci affatto in questioni di teologia, né naturale né rivelata, senza nemmeno preoccuparci di percentuali probabilistiche, ci basterà semplicemente affermare:
Può aver ragione il credente (e la sua ragione sarà valida per entrambi).
Può aver ragione l'ateo (e la sua ragione sarà valida per entrambi).
La conclusione sembrerebbe presentarsi quindi bifida; ma andiamo a verificare:
a) Se ha ragione il credente, cioè a dire se al termine della vita terrena c'è effettivamente un'altra vita, spirituale o meno che sia: Lui (il credente) vince la gara, va nel posto che il Supremo gli ha preparato, “Paradiso" o “Nirvana” o comunque si chiami, mentre il povero ateo perde e si fotte.
b) Se ha ragione l'ateo, se cioè dopo che la persona ha esalato l'ultimo respiro non c'è per nessuno null'altro da fare che dissolversi in atomi di nulla, il nostro povero ateo non può neppure sbeffeggiare il suo avversario perché... puff! tutto è finito e non ha più senso parlare di trionfo e sconfitta. E si fotte Io stesso.
Ecco il perché del “mediamente”.
Lucio Musto
19-01-2008, 01.50.02
L'intervento di Angelo mi sembra abbia brillantemente risolto il mio problema.
Ammirato ringrazio e mi congratulo.
L'aneddoto (peraltro vero ed esposto praticamente tal quale in una riunione di intellettuali un po’ saccenti) è chiaramente ridanciano, tuttavia non del tutto risibile; infatti maschera una morale di estremo interesse non tanto per una risposta oggettiva al problema dell’esistenza di un "aldilà", risposta almeno per noi ancora astronomicamente lontana, ma piuttosto al modo di approcciare la questione.
Cioè a dire. Non ha senso chiedersi se esista o meno l'aldilà (l'unica risposta intelligente è "non lo sappiamo"), ma piuttosto perché "credete che possa o necessariamente debba esistere un aldilà"?... ed immediatamente dopo inevitabilmente "che genere, di aldilà?"
Ecco, in queste premesse si può cominciare a ragionare (continuare, a cominciare ci ha pensato il primo ominide diventato uomo) ripromettendosi di valutare il più serenamente possibile le varie ipotesi, tutte arbitrarie naturalmete, per pesarne la consistenza speculativa.
In questo senso credo che sia perfettamente centrato il tema della discussione che nella lettera non è, “indagine sul dopomorte”, ma semplicemente: “ci credete”?... (e perché?).
Chiedere di più, è solo fare accademia.
18 gennaio 2008
Karbogha
19-01-2008, 08.37.58
MEDIAMENTE
(moderna enunciazione del"TEOREMA D'AFFONZO")
a cura di Lucio Musto
anno 2000
1) Enunciazione
tra un buon credente ed un buon ateo, escatologicamente parlando, l'ateo è, “mediamente”, perdente.
In buona sostanza, mi sembra la rivisitazione della teoria del filosofo Pascal, il quale diceva che scommettere che Dio esiste (parlava prorpio di una "Scommessa") in ogni caso porta vantaggi. Perché se alla fine della vita scopriamo che c'è un aldilà, abbiamo avuto ragione. Se invece non esiste un aldilà, abbiamo vissuto con la speranza di un'altra vita, e quindi con un atteggiamento positivo, che porta solo vantaggi.
Lucio Musto
19-01-2008, 09.45.39
In buona sostanza, mi sembra la rivisitazione della teoria del filosofo Pascal, il quale diceva che scommettere che Dio esiste (parlava prorpio di una "Scommessa") in ogni caso porta vantaggi. Perché se alla fine della vita scopriamo che c'è un aldilà, abbiamo avuto ragione. Se invece non esiste un aldilà, abbiamo vissuto con la speranza di un'altra vita, e quindi con un atteggiamento positivo, che porta solo vantaggi.
certo Pascal non è l'ultimo arrivato, ed in effetti quella sua posizione va considerata con ogni rispetto ed intelligenza.
Personalmente però non credo sia esaustiva, ed il discorso è da considerarsi più ampio.
Inoltre mi piace partire da un diverso punto di vista:
"A che serve" nell'uomo, il suo generalizzato sogno di immortalità?
Cercherò di approfondire presto questo primo interrogativo.
Comunque, grazie.
Lucio Musto
20-01-2008, 01.39.41
Dell’avarizia naturale
FC “esiste l’aldilà”
Tutto questo mio prima ragionamento si basa su una affermazione preconcetta:
“Madre Natura è un’avaraccia!”
Naturalmente è solo una frase ad effetto che prescinde sia dal “Chi è” del soggetto, sia dall’accezione dell’oggetto.
Significa semplicemente che, per quanto cade sotto la nostra esperienza, sembra ci sia un piano universale di evoluzione ben finalizzato nelle tappe di attuazione ed ottimizzato al minor spreco possibile sin nei più fini dettagli.
Cioè a dire la Natura non spreca niente, si premunisce contro possibili defaillance, e sa esattamente dove vuole arrivare.
Cosa sia esattamente la Natura, l’ho già detto, in questa sede non ci interessa, quale sia il suo obiettivo finale, non lo sappiamo. Rileviamo solo una serie di fatti concreti.
Un organo, un istinto, un’arma che non serva più, per esempio per mutate condizioni ambientali, viene eliminato in fretta, attraverso la selezione naturale, perché svilupparlo, nutrirlo e ripararlo (o affinarlo, nel caso dell’istinto) è energeticamete dispendioso e porta via tempo… e diventa rudimentale, restando così per molto tempo prima di sparire del tutto.
Infatti la natura si mostra anche preveggente, oltre che avara: se quello strumento lo ha inventato (faticandoci non poco) è perché un tempo serviva… potrebbe servire ancora, meglio tenersene un ricordo in magazzino!
Facendoci caso, si nota che per quello che è per il singolo corpo si ripete a livello di specie, più importante del singolo individuo, dei generi, meno sacrificabili delle singole specie e così via.
Ancora una osservazione. La Natura si premunisce anche contro l’imprevedibile, ed infatti le molte estinzioni di massa avvenute per catastrofi naturali di proporzioni bibliche non hanno mai portato alla scomparsa della vita. Nella moltitudine delle specie alcune, magari apparentemente insignificanti, erano strutturate in modo da poter riuscire a superare la crisi e portare avanti la meraviglia della vita e riprendere il cammino dell’evoluzione.
Oggi, possiamo anche convincercene. Se ci estinguessimo in un folle olocausto naturale, almeno le blatte (ma nolo loro) continuerebbero a vivere, resistendo all’inferno radioattivo.
La Natura può perdere l’uomo, non rischiare la sterilizzazione della Terra.
Da tutto quanto ho cercato di sintetizzare in poche righe, una considerazione di fondo che diventa pilastro del mio argomentare:
«Se una cosa c’è, in natura, è perché serve, e serve tutta, anche se non sappiamo comprendere a che cosa» .
Lucio Musto 19 gennaio 2008
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Lucio Musto
20-01-2008, 01.46.25
Dello sviluppo
FC “esiste l’aldilà”
Ancora una breve considerazione interlocutoria, prima di entrare nel vivo del discorso.
Un mio breve pensiero di qualche tempo fa titolava: “Ma quant’è grosso, il cervello di un ragno”? ed analizzava gli enormi problemi che questo piccolo artropode deve affrontare nella costruzione della sua tela.
Problemi di trigonometria sferica, quella che noi facciamo all’università per la scelta degli ancoraggi e della struttura, di tecnologia dei materiali per la resistenza dei tiranti, di economia domestica per l’ottimizzazione del consumo di seta…In un immane lavoro (in proporzione alle dimensioni dell’uomo oltre sei campi di calcio) da farsi al buio, in una sola notte magari ventosa tutto restando sospesi nel vuoto.
E non c’è da parlare semplicemente di istinto!... ogni tela, ogni condizione ambientale è un problema a se stante.
Ogni notte, bisogna rifare tutti i calcoli!...Considerando che il piccolo ragno svolge egregiamente anche tutte le altre funzioni vitali degli altri animali legittimamente mi chiedevo pensoso quanto fosse grosso in cervello di quella creturina di scarsi sei millimetri in tutto.
E la considerazione conseguente è abbastanza evidente: ma l’uomo, di quel cervellone suo di cui pare che ne sfrutti una parte assai piccola… che ne fa?... O cosa è predisposto per farne visto che Madre Natura non spreca nulla?...
Lucio Musto 20 gennaio 2008________________________________________
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
20-01-2008, 17.31.06
Dello sviluppo
FC “esiste l’aldilà”
Ancora una breve considerazione interlocutoria, prima di entrare nel vivo del discorso.
Un mio breve pensiero di qualche tempo fa titolava: “Ma quant’è grosso, il cervello di un ragno”? ed analizzava gli enormi problemi che questo piccolo artropode deve affrontare nella costruzione della sua tela.
Problemi di trigonometria sferica, quella che noi facciamo all’università per la scelta degli ancoraggi e della struttura, di tecnologia dei materiali per la resistenza dei tiranti, di economia domestica per l’ottimizzazione del consumo di seta…In un immane lavoro (in proporzione alle dimensioni dell’uomo oltre sei campi di calcio) da farsi al buio, in una sola notte magari ventosa tutto restando sospesi nel vuoto.
E non c’è da parlare semplicemente di istinto!... ogni tela, ogni condizione ambientale è un problema a se stante.
Ogni notte, bisogna rifare tutti i calcoli!...Considerando che il piccolo ragno svolge egregiamente anche tutte le altre funzioni vitali degli altri animali legittimamente mi chiedevo pensoso quanto fosse grosso in cervello di quella creturina di scarsi sei millimetri in tutto.
E la considerazione conseguente è abbastanza evidente: ma l’uomo, di quel cervellone suo di cui pare che ne sfrutti una parte assai piccola… che ne fa?... O cosa è predisposto per farne visto che Madre Natura non spreca nulla?...
Lucio Musto 20 gennaio 2008________________________________________
:che ridere
Ma quest'uomo, da dove l'avete tirato fuori? Mitico, direi.
Però c'è da dire che il ragno, non è che abbia grandi cose da fare durante il giorno... quindi di giorno "studia" come fare, e dove costruirsi la tela, la notte la costruisce e il giorno dopo aspetta pazientemente e beatamente che gli si caschi sù un qualsivoglia insetto... Poi mangia.. poi boh.. basta. Credo che la sua vita si esaurisca così. Mica come noi esseri umani, che nasciamo, cresciamo, giochiamo, studiamo, lavoriamo, e poi c'è lo sport, il calcio, gli amici, la birra.. la religione, il Papa..MICA COME NOI, che perdiamo il tempo a trovare l'anima gemella perchè ci dobbiamo sposare, sennò "pare brutto"....
Il ragno non si pone il problema del "peccato mortale", del credere o no in Dio, nell'aldilà.
camilla
20-01-2008, 17.43.15
:che ridere
Ma quest'uomo, da dove l'avete tirato fuori? Mitico, direi.
Però c'è da dire che il ragno, non è che abbia grandi cose da fare durante il giorno... quindi di giorno "studia" come fare, e dove costruirsi la tela, la notte la costruisce e il giorno dopo aspetta pazientemente e beatamente che gli si caschi sù un qualsivoglia insetto... Poi mangia.. poi boh.. basta. Credo che la sua vita si esaurisca così. Mica come noi esseri umani, che nasciamo, cresciamo, giochiamo, studiamo, lavoriamo, e poi c'è lo sport, il calcio, gli amici, la birra.. la religione, il Papa..MICA COME NOI, che perdiamo il tempo a trovare l'anima gemella perchè ci dobbiamo sposare, sennò "pare brutto"....
Il ragno non si pone il problema del "peccato mortale", del credere o no in Dio, nell'aldilà.
beato lui e così tutti gli animali...
Lucio Musto
20-01-2008, 22.16.12
:che ridere
Ma quest'uomo, da dove l'avete tirato fuori? Mitico, direi.
Però c'è da dire che il ragno, non è che abbia grandi cose da fare durante il giorno... quindi di giorno "studia" come fare, e dove costruirsi la tela, la notte la costruisce e il giorno dopo aspetta pazientemente e beatamente che gli si caschi sù un qualsivoglia insetto... Poi mangia.. poi boh.. basta. Credo che la sua vita si esaurisca così. Mica come noi esseri umani, che nasciamo, cresciamo, giochiamo, studiamo, lavoriamo, e poi c'è lo sport, il calcio, gli amici, la birra.. la religione, il Papa..MICA COME NOI, che perdiamo il tempo a trovare l'anima gemella perchè ci dobbiamo sposare, sennò "pare brutto"....
Il ragno non si pone il problema del "peccato mortale", del credere o no in Dio, nell'aldilà.
beh... si e no. In verità anche lui nasce, cresce ed ha problemi... molto più complessi dei nostri per trovare l'anima gemella...
Però è vero che non gioca a calcio e non va in discoteca... come me, del resto.
Riguardo al resto, non intendo impelagarmi qui in problemi di religione, ma se hai un attimo di tempo, prova un po' a riflettere su quanto disse un certo Gesù Cristo a certi signori chiamati farisei:
"Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!"
e quello era uno che non parlava a vanvera. Vedi?... il ragno, non lo conosce il sabato, per quanto ci risulta. Eppure, anche lui, sempre creatura è, tale quale come noi. Solo con qualche zampa in più. Sarà per quello? ;)
Lucio Musto
20-01-2008, 22.29.04
Della corsa
FC “esiste l’aldilà”
Già, quel cervellone, quell’enorme massa di neuroni superorganizzati ed interconnessi da innumerevoli milioni di sinapsi, quel misterioso apparentemente esagerato strumento che “Madre Natura” ci ha messo nella scatola cranica e che per il solo esistere condiziona tanta parte del nostro essere, dalla conformazione delle pelvi alla struttura delle nostre società, mettiamolo una buona volta al lavoro. Sediamoci su una sedia comoda, accendiamolo, e facciamolo funzionare.
Possiamo cominciare col guardarci intorno, o meglio chiudere gli occhi e ripassare tutta quanta la nostra esperienza sensibile, le innumerevoli immagini che abbiamo immagazzinato senza didascalia, senza un perché, e cominciare a farcene una ragione.
La prima curiosità che ci prende è sul chi sia “Madre Natura”, la voglia di darle un nome meno generico. Ingolliamo questa voglia: è una tentazione.
Non ne sappiamo ancora abbastanza per indagare sul “chi”, e nemmeno ancora sul “perché”…
Limitiamoci, per ora, al “cosa”. Lo scopriremo subito.
La “Natura” è una cosa che corre.
Dal momento del Big Bang, ché un “momento prima” ci riesce impossibile di concepire, la Natura ha corso, su una strada misteriosa che chiameremo da subito “tempo” senza chiederci affatto cosa sia in una direzione che chiameremo “avanti”, senza nemmeno pensare al altre che potrebbero essercene, innumerevoli altre. Sappiamo solo che non abbiamo conoscenza tangibile di un possibile andare controcorrente.
I tachioni più veloci della luce che arretrano nel tempo sono per ora particelle ipotetiche con le quali non abbiamo dimestichezza sufficiente, e li tralasceremo, nel nostro grossolano discorso. Per non perdere il filo, faremo una asserzione di massima:
«da che mondo è mondo, la Natura corre, e corre in avanti».
Corre nell’evoluzione delle Galassie, dei sistemi, dei pianeti… ogni cosa concreta che ci viene da immaginare ha una nascita, uno sviluppo… ed una fine.
Ma sarà vero?... Guardiamo più vicino. Sul nostro pianeta, a somiglianza di quanto avviene fra le stelle, lungo il fiume del tempo le cose seguono lo stesso schema tipico della nostra “Madre Natura” [ma ce ne saranno altre, “Nature differenti”?... lasciamo correre, niente filosofia astratta!].
Anche qui, nascita, sviluppo, fine. Così per i laghi e le montagne, così per le specie viventi, animali, piante, così per l’uomo, per le civiltà, per le tecnologie, per le passioni, gli ideali, il mio gusto stanotte di scrivere queste righe. Inizio, sviluppo, disfacimento,
Sempre uno schema simile, uno schema che si fa più chiaro ed evidente man mano che diviene più breve, man mano che possiamo osservare ed indagare nella sua interezza. Come con lenti sempre più potenti possiamo avvicinarci ai fenomeni e penetrarne i dettagli, comprenderli meglio per scoprirne i nuovi più sofisticati e sottili.
L’universo tutto è davvero una struttura frattale!
Ma quella boccia di gelatina ed elettricità nascosta sotto il ricciolo canuto mi sollecita ad osservare anche altro. Da quello che vedo nel piccolo, e su su fin dove riesco a comprendere, la corsa della natura non è un semplice ciclo ripetitivo e disordinato di nascita, sviluppo e morte…
Avviene certo così, ed ogni cosa muore, nell’indifferenza quasi della Grande Fattrice.
Ma ogni cosa, morendo, lascia spazio alla sua eredità, consegna un testimone alle cose del ciclo successivo.
I figli sono simili ai genitori, talvolta quasi uguali, ma sempre impercettibilmente differenti, qualche volta peggiori (sembra che anche Natura sbagli spesso!), ma nel complesso un poco migliori, un poco più avanti nel progetto evolutivo.
Così io spero, (e “statisticamente” so che è così) che la poesia che scriverò domani sarà un pizzico meno banale di quella di stanotte, ed il sugo per la pasta di domani beneficerà dell’esperienza di innumerevoli tentativi già fatti. Forse beneficerà anche di quelli falliti.
Ma non è solo un discorso di ragout. L’atmosfera ossigenata che ha permesso la nascita della vita era una miglioria di quella che la vita la impediva, e l’aria del Devoniano era migliore di quella primigenia… in attesa che arrivasse il Carbonifero a dare lo sprint decisivo per l’esplosione della vita… in una atmosfera decisamente più vivibile.
[Quella di oggi sarebbe un’aria ancora migliore, se non ci fosse l’uomo ad impregnarla di inquinanti. Ma sappiamo che se la Natura fa qualche errore è anche prudente, si premunisce anche contro l’imprevedibile e non si lascia sopraffare da accidenti cosmici e svarioni evolutivi… ma questi foschi discorsi catastrofismi è meglio farli in altra sede…]
Sulla Terra, vediamo la specie che subentra a quella estinta e che lei stessa ha scalzato, è leggermente migliore, più complessa, più funzionale, più intelligente, più adatta…
Ma più adatta a che?... al galoppo sfrenato di Madre Natura per il raggiungimento di un traguardo che nemmeno noi poeti riusciamo ad immaginare.
Quando a questo punto del ragionamento mi riposo, estasiato dalla meraviglia del disegno e stanco del mio ragionare, mi torna in mente l’immagine del bruco, ed io mi sento come lui.
Sfrenatamente accanito a rimpinzarsi di cibo, oltre le sue necessità, ogni logica apparente, assolutamente ignaro del suo destino di farfalla.
Quel “suo” destino che io conosco benissimo, per averlo studiato sul libro di biologia, per averlo osservato molte volte in giardino.
La Natura corre frenetica, senza fermarsi. Ostinatamente, ineluttabilmente.
La Natura “sa” dove sta andando?... o è come il baco della mia immagine che corre senza immaginare nemmeno dove stia andando?... e se così fosse, ci sarà oltre lei un lucio musto e il suo libro di scuola che conosce i perché, e li giustifica pure?
Lucio Musto 20 gennaio 2008 parole 882
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Lucio Musto
21-01-2008, 14.07.01
Dei perché
FC “esiste l’aldilà”
Riassumiamo, a beneficio di chi “si collega adesso” e non ha voglia di sciropparsi quanto ho detto prima, i concetti fondamentali del mio discorso:
- Ho premesso di attenermi a quel che si vede o appare consequenziale senza postulare niente né fare pregiudiziali atti di fede.
- Ho osservato che la Natura, di cui ignoriamo l’essenza e nemmeno siamo certi di una sua esistenza “appare comportarsi” come una massaia provvida ed economa intenta alla miglior gestione possibile della sua casa, a questa pensando al globale con poco sentimentalismo per il particolare.
Cerca di sprecare il meno possibile, ma prosegue caparbia per la sua via.
- La corsa della Natura sembra tendere verso un preciso obiettivo. Lontano e sconosciuto ma, almeno per lei, esattamente individuato. Devianze ed errori vengono tagliati in ricerca di una migliore efficienza in un più evoluto presente, in previsione di un più sofisticato futuro.
L’utilissimo strofinaccio, ormai liso, lo butta via senza rimpianti, cercando di ricomprarne uno più economico e più robusto.
Ripartirò ripetendo l’immagine del bruco di lepidottero che mangia, mangia senza interruzione per diventare sempre più grasso, sempre più grosso sempre più torpido.
Un bel giorno avrà stivato il grasso in ogni anfratto del suo corpo e non avrà più spazio nemmeno per il complesso apparato digerente capace di assimilare i vegetali. Digerirà anche quello e potrà nutrirsi solo di nettare.
Mi piace immaginare (naturalmente solo immaginare!) che il bruco non sappia nulla del suo destino, di dover morire alla sua bella e funzionale forma vermiforme per diventare un frivolo frullo di lampi colorati a svolazzare di fiore in fiore senza mai sbocconcellare un tenero germoglio o una sapida radice.
Mi piace immaginare che un bruco non sappia nulla dell’ansia di una passione amorosa, di un perdutamente folle rituale aereo di accoppiamento, della fatica estrema della maturazione delle uova che ti consuma il corpo e dell’ultimo straziante momento del parto di una speranza.
Quella di una nuova generazione. Eredità di vita donata a costo della vita.
Mi piace immaginare che il bruco non sappia che quella seconda morte sarà diversa dalla prima. quella che lui stesso propiziò col rinchiudersi nel bozzolo ed incartapecorire la bella cuticola in sudario di ninfa.
Immagino che non sappia, e mi chiedo perché allora si sprechi tanto.
Per me che lo guardo da lontano, da fuori del suo tempo e del suo spazio, tutto ha una logica, una consequenzialità. Il suo accumulare calorie in eccesso, il suo impigrirsi, il suo ritirarsi in una tomba nel momento di massima opulenza e grandezza… anche se ormai con intestino e fegato del tutto andati…
Io lo vedo e me lo spiego nel suo splendido divenire farfalla, nel premio dell’amore, nella speranza dell’immortalità nella discendenza…
Lasciamo per un attimo il bruco. Ci torneremo poi.
Ma per l’uomo, non è lo stesso?... su un piano diverso, certo, con componenti più complesse del cespo d’insalata, ma la nostra vita è confrontabile fin nei dettagli con quella del bruco.
Accumuliamo e tesaurizziamo emozioni, conoscenze, ricordi, esperienze… ogni giorno ci appassioniamo a nuovi saperi, a nuovi poteri, sempre più grandi quanto meno ci servano.
Tendiamo ad accumulare ricchezze che mai ci serviranno a freneticamente scrivere versi che nessuno mai leggerà.
Ci turba il pensiero della morte certo, ma di più ci angoscia il nostro tempo che si fa sempre più breve… e lagniamo e ci pentiamo dei traguardi che abbiamo mancato, delle occasioni che ci siamo fatte sfuggire, delle cose perse. E quello che dovrebbe essere il tempo del raccolto, diventa stagione di frenesie. E l’ozio, che pure spesso viviamo è disperazione, rabbia impotente, e non gioia serena… Ma perché?...
La risposta banale è presto detta:
«Perché è nostra natura fare così, è nell’istinto!... per noi, non meno che nel bruco».
Ma ragioniamoci un attimo.
Cosa accadrebbe se un bruco trovasse più giusto mangiare di meno, passeggiare di più, guardarsi intorno ed abbronzarsi al sole, giocare con gli altri buchetti compagnucci suoi ed affannarsi a mangiare solo per quel tanto sufficiente a nutrirsi senza diventare una palla di grasso pigra e col fiatone?...
Nulla di particolare. Camperebbe più a lungo, crescerebbe più lentamente e logorerebbe meno i suoi organi. Ma non avrebbe floridezza sufficienti per la trasformazione a farfalla, non riserve energetiche per resistere all’amore, non abbastanza ricche da produrre uova vitali e gagliarde.
Per “Madre Natura” provvida e spietata sarebbe solo un esemplare riuscito male, da scartare al presente o abbandonarlo senza progenie.
Il bruco avrebbe perso sé stesso o la sua speranza di immortalità come progenie; avrebbe mancato il suo contributo alla specie, avrebbe tradito la speranza degli antenati.
E l’uomo?... non lo sappiamo. Di lui non abbiamo la visione completa del ciclo, non sappiamo se c’è un aldilà inimmaginabile per il nostro intelletto tanto quanto il mondo della farfalla può esserlo per il suo baco… non lo sappiamo, e probabilmente ci sarà una ragione, se è vero che Natura sa quello che fa.
Quello che possiamo affermare da subito, non immaginando nulla, ma solo ragionando su quello che ci appare come perenne analogia nel mondo che ci circonda è che se non utilizziamo appieno le nostre potenzialità, se non esercitiamo quelle virtù che “istintivamente” avvertiamo, se non adeguiamo “coerentemente” il nostro agire ai principi che sentiamo forti nel nostro intimo, siamo sicuramente dei falliti, dei perdenti “a prescindere”, dei fallimenti naturali da scartare, come lo strofinaccio liso, come il bruco magro.
A questo punto posso riagganciarmi alle parole di Pascal che mi sono state indicate.
Certamente si. E’ utilitaristico credere il una eternità, in una religione, in un Dio superno.
Ma solo perché “già oggi” abbiamo in quella tendenza, in quella aspettativa, la realizzazione di noi stessi, della nostra natura di uomini.
Lucio Musto 21 gennaio 2008 parole 949
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Lucio Musto
22-01-2008, 04.48.49
Aldilà
FC “esiste l’aldilà”
E’ tempo di conclusioni. Cosa possiamo dunque rispondere all’angosciosa domanda di sempre:
«Ma c’è da crederci, nell’aldilà?...».
Si, certo, c’è da crederci, ma è un problema di fede. Ed ognuno è libero di immaginarlo come meglio crede, o come glielo suggeriscono i suoi preti, i suoi guru, i suoi professori, la parrucchiera o, perché no? come ci hanno raccontato quelli che dicono di esserci già andati da vivi ed esserne tornati. Ulisse, Orfeo, Dante, e pochi altri…
In realtà è irrilevante, anche se per logica consequenzialità, come s’è visto, si potrebbe immaginare che un “qualcosa” oltre la vita dell’uomo debba esistere, per il banale motivo che sperimentiamo che la natura non fa nulla inutilmente, senza un fine. E se ha fatto l’intelletto e l’ha messo nell’uomo, non importa se come spirito divino o misteriose essenze subatomiche, a qualcosa dovrà servire ed in qualcosa si trasformerà dopo la distruzione del corpo.
Per noi è inconcepibile immaginare diversamente, perché il proprio “io” immortale ognuno sa, di avercelo dentro; anche se non sa cosa possa essere e perciò vorrebbe negarlo.
Ho detto che è irrilevante sapere se davvero esiste un aldilà. Perché?
Perché non è in funzione di un aldilà che noi realizziamo noi stessi, ma già in noi abbiamo “oggi” le motivazioni per vivere bene, secondo il disegno generale.
Esattamente come quel bruco che continua a mangiare ed ingrassare senza saperne il motivo. Motivo che c’è, eccome!
Quello che per il corpo si chiama istinto per l’intelletto si chiama coscienza.
E mentre il modo di ben vivere il corpo è curare la salute, il modo di ben vivere l’intelletto è vivere in coerenza. Coerenza fra azione e coscienza.
Non occorre sapere altro, e “Madre Natura”, si sa, non spreca.
Ma c’è ancora un altro motivo a giustificazione del fatto che noi “non si sappia”, se c’è un “aldilà” e come sia. E’ lo stesso motivo per cui ipotizzo che nemmeno il bruco sappia del suo divenire in farfalla.
E’ la “valvola di sicurezza” dell’evoluzione. Quella preveggenza che consente alla natura di garantirsi la vita in barba alle catastrofi ed alle gravi e sfavorevoli devianze genetiche.
Se “sapessimo per certo” di un nostro destino futuro ne saremmo evidentemente condizionati e lungi da accrescerla saremmo mutilati della nostra libertà di scelta dell’oggi.
Chissà quante fantasiose nequizie ed improbabili nepotismi ci andremmo ad inventare! Altro che il culto dei morti che ci fanno credere avessero gli antichi egiziani!
Vivremmo tanto in funzione di quell’aldilà da trascurare l’aldiquà e mancare il ruolo della nostra vita.
Così invece agli uomini intellettivamente equilibrati è affidato il progredire della specie ed il suo corretto evolversi, proprio allo stesso modo dei bruchi sani.
Le devianze conducono all’autodistruzione degli esemplari malformati, al fallimento, alla morte senza speranza di futuro, senza evoluzione.
Nel bruco come nell’uomo, nella carne, come nello spirito.
Assai similmente, con identiche leggi, in tutto quanto creato.
E se non fossimo specie concluse ma solo neanidi in accrescimento?... Forme larvali di un progetto più ampio?... solo bruchi, vite di passaggio fra un uovo ed una crisalide?
L’egocentrismo umano già ci ha portato a galattici svarioni di valutazione: ricordate quando tutto l’universo non era che una palla in rotazione intorno alla Terra?...
Ma su quest’ipotesi andrebbe aperto un altro thread: “Ma il mondo, cosa è?” .
Una impegnativa discussione in bilico fra filosofia e fantascienza.
Lucio Musto 20 gennaio 2008 parole 555
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Postilla:
E con questo avrei finito di dire quel che penso dell’aldilà.
Ma attenzione!... puntigliosamente, ostinatamente, mi sono limitato a parlare di “Natura”, o “Madre Natura” senza spingermi oltre! Ché se invece andiamo a considerare il concetto di “Divinità” che molte persone ed anche grandi pensatori considerano null’altro che un posticcio, il discorso si allarga, e smisuratamente!
Perché in dispregio a quello che dicono queste grandi menti, il concetto di divinità è presente in ogni popolo, di ogni continente e di ogni tempo ed è più facile pensare che sia un concetto primario dell’uomo che non un’altra sordida macchinazione vaticana…
E ci toccherà parlare di Creatori o Creatrici, ma anche di più!... di quelli di cieli e di quelli degli inferi, di quelli della vita e di quelli della morte, della nascita, della resurrezione.
Perché ci sono diverse competenze, e solo le religioni monoteistiche hanno cercato di semplificare riassumendole in un solo Dio al quale tutto fa riferimento.
E spesso nemmeno ci sono riuscite in modo soddisfacente.
Lucio Musto
25-01-2008, 11.14.30
In buona sostanza, mi sembra la rivisitazione della teoria del filosofo Pascal, il quale diceva che scommettere che Dio esiste (parlava prorpio di una "Scommessa") in ogni caso porta vantaggi. Perché se alla fine della vita scopriamo che c'è un aldilà, abbiamo avuto ragione. Se invece non esiste un aldilà, abbiamo vissuto con la speranza di un'altra vita, e quindi con un atteggiamento positivo, che porta solo vantaggi.
Ma che è?... ho fatto il cattivo? :imbarazzato
Karbogha
25-01-2008, 12.13.53
Non avevi già risposto a quel mio messaggio? Cosa???
Lucio Musto
25-01-2008, 12.43.48
Non avevi già risposto a quel mio messaggio? Cosa???
si, amica mia, ma mi sarei aspettato qualche commento al mio lavoro espositivo, specificatamente scritto per Fasancult. Comunque fa niente, naturalmente!
Ciao alla prossima!
Karbogha
25-01-2008, 12.49.19
Perdonami, ma la speculazione filosofica non mi attrae... almeno non nel web.
E l'argomento in oggetto mi sembra troppo complesso e profondo da poter essere affrontato in un forum virtuale.
Se vuoi ci vediamo per una conversazione peripatetica, ma credo che in quel caso ci sarebbe ben poco da discutere...
Ciao. :)
Lucio Musto
25-01-2008, 13.41.08
Perdonami, ma la speculazione filosofica non mi attrae... almeno non nel web.
E l'argomento in oggetto mi sembra troppo complesso e profondo da poter essere affrontato in un forum virtuale.
Se vuoi ci vediamo per una conversazione peripatetica, ma credo che in quel caso ci sarebbe ben poco da discutere...
Ciao. :)
Magari!!!:D
Ma dove vuoi che la prenda, io, la forza per peripateticare???:mi dispiace
Ciao!
Soldato Semplice Joker
27-01-2008, 01.36.56
l'aldila': certamente una gran bella cosa grassa, ma e anche una grossa bugia!
Lucio Musto
27-01-2008, 08.29.15
l'aldila': certamente una gran bella cosa grassa, ma e anche una grossa bugia!
Anche questa è una posizione. Magari non molto circostanziata...
starlesseye
27-01-2008, 10.21.47
Mi ha colpito una frase di Musto, "La natura si sa non spreca". Se così fosse sarebbe sottesa una rigida logica matematica, programmata nei minimi dettagli che proietta schemi e modelli in un aldilà altrettanto scientifico ed analitico
A questo punto mi chiedo chi sta bluffando, la concezione puramente spirituale dell'aldilà legato alle religione o quella puramente materiale scientifica?
Quindi esiste una motivazione logica e spirituale che non ci permette di sostituire la vita con il Nulla postumo
Lucio Musto
27-01-2008, 18.22.54
Mi ha colpito una frase di Musto, "La natura si sa non spreca". Se così fosse sarebbe sottesa una rigida logica matematica, programmata nei minimi dettagli che proietta schemi e modelli in un aldilà altrettanto scientifico ed analitico
A questo punto mi chiedo chi sta bluffando, la concezione puramente spirituale dell'aldilà legato alle religione o quella puramente materiale scientifica?
Quindi esiste una motivazione logica e spirituale che non ci permette di sostituire la vita con il Nulla postumo
Ho detto proprio così, “La Natura si sa, non spreca”, ma non bisogna leggere “La natura si sa, non sbaglia”, che non è affatto la stessa cosa.
Se la Natura avesse una rigida logica matematica studierebbe a tavolino i problemi ed applicherebbe direttamente le soluzioni… nella fattispecie il modello perfetto, o solo lievemente perfettibile, mentre è evidente che non fa così. La Natura “sembra” (ci ho tenuto a sottolineare il dubitativo) procedere verso un obiettivo predeterminato, fra infiniti tentativi, svarioni, esperimenti non riusciti. Si dice che siano oltre dieci milioni le specie estinte, e forse è un calcolo prudenziale… assai più dei fallimenti della FIAT.
Riguardo all’alternativa del bluff legato “alle religione”, intendeva dire, l’autore, “alle religioni” o “alla religione”?...
Perché se si riferiva alle religioni in generale, occorre dire che esiste un ampio ventaglio di possibilità, da quelle delle innumerevoli vergini in attesa, a quella dei giardini di asfodeli, a quella di molte reincarnazioni in esseri materiali, in vista di un nebuloso, mal definito nirvana… per non parlare di Ade, Odino, o l’aldilà corporeo dei civilissimi egizi.
Se invece si riferiva ad una religione in particolare, occorre specificare, a me almeno, a quale ci si riferisca, perché io, nel mio dire sull’aldilà, non ne ho citata nessuna, credo, se non per necessità accademiche… e credo nemmeno per quello.
Come si può facilmente verificare nei miei (lunghi) interventi mi sono limitato a considerare un “Aldilà secondo natura” nulla concedendo ad elucubrazioni epistemologiche, ma semplicemente limitandomi all’osservazione di fatti naturali facilmente osservabili e verificabili da chicchessia.
La frase finale dell’intervento poi, quella che inizia con un “quindi” conclusivo, mi è del tutto incomprensibile, vuoi perché non capisco quali speculazioni stia concludendo, visto che non ne è stata fatta alcuna, ma solo espresso un dubbio (“a questo punto mi chiedo…”), vuoi per il suo senso letterale: a quale “motivazione logica” ci si riferisce? e chi ha parlato mai di “sostituire la vita” con un “nulla postumo?”... ma postumo a che?
Forse questo “filosofese” è troppo sofisticato, per me.
Cordialità
Lucio Musto 27 gennaio 2008
don peppino
27-01-2008, 18.25.43
Che intendi con "elucubrazioni epistemologiche"?
starlesseye
27-01-2008, 18.51.33
Ho detto proprio così, “La Natura si sa, non spreca”, ma non bisogna leggere “La natura si sa, non sbaglia”, che non è affatto la stessa cosa.
Se la Natura avesse una rigida logica matematica studierebbe a tavolino i problemi ed applicherebbe direttamente le soluzioni… nella fattispecie il modello perfetto, o solo lievemente perfettibile, mentre è evidente che non fa così. La Natura “sembra” (ci ho tenuto a sottolineare il dubitativo) procedere verso un obiettivo predeterminato, fra infiniti tentativi, svarioni, esperimenti non riusciti. Si dice che siano oltre dieci milioni le specie estinte, e forse è un calcolo prudenziale… assai più dei fallimenti della FIAT.
Riguardo all’alternativa del bluff legato “alle religione”, intendeva dire, l’autore, “alle religioni” o “alla religione”?...
Perché se si riferiva alle religioni in generale, occorre dire che esiste un ampio ventaglio di possibilità, da quelle delle innumerevoli vergini in attesa, a quella dei giardini di asfodeli, a quella di molte reincarnazioni in esseri materiali, in vista di un nebuloso, mal definito nirvana… per non parlare di Ade, Odino, o l’aldilà corporeo dei civilissimi egizi.
Se invece si riferiva ad una religione in particolare, occorre specificare, a me almeno, a quale ci si riferisca, perché io, nel mio dire sull’aldilà, non ne ho citata nessuna, credo, se non per necessità accademiche… e credo nemmeno per quello.
Come si può facilmente verificare nei miei (lunghi) interventi mi sono limitato a considerare un “Aldilà secondo natura” nulla concedendo ad elucubrazioni epistemologiche, ma semplicemente limitandomi all’osservazione di fatti naturali facilmente osservabili e verificabili da chicchessia.
La frase finale dell’intervento poi, quella che inizia con un “quindi” conclusivo, mi è del tutto incomprensibile, vuoi perché non capisco quali speculazioni stia concludendo, visto che non ne è stata fatta alcuna, ma solo espresso un dubbio (“a questo punto mi chiedo…”), vuoi per il suo senso letterale: a quale “motivazione logica” ci si riferisce? e chi ha parlato mai di “sostituire la vita” con un “nulla postumo?”... ma postumo a che?
Forse questo “filosofese” è troppo sofisticato, per me.
Cordialità
Lucio Musto 27 gennaio 2008
Il nulla di nulla naturalmente.
Non credo di aver filosofeggiato alcunchè.
La religione per me è unica, cioè quella personale e qundi intendevo religioni
Il quindi scaturisce dalla mia discussione di tipo schematico, quasi a voler fare ipotesi, tesi e dimostrazione
A questo punto non capisco l'Errore che può commettere la Natura sbagliando, intendi dire che la natura sbaglia in modo non consapevole?
Intendevo dire semplicemente che sia la Scienza che la Religione non ammettono, anzi non possono ammettere la non esistenza dell'aldilà.
Se così non fosse la frase interrogativa nel topic non avrebbe senso. Allora ti chiedo, porre una domanda del genere presuppone che l'aldilà esista?
Spero di non aver filosofeggiato, anche se a me sembra piuttoto un mio invano tentativo di cazzeggiamento
Lucio Musto
27-01-2008, 19.21.40
Che intendi con "elucubrazioni epistemologiche"?
lasciarsi prendere dalla tentazione di trasportare delle osservazioni naturali (come quelle di cui riferivo io) in ragionamenti filosofici astratti, facendo appunto epistemologia, cioè "filosofia della scienza".
Ripeto, io mi sono limitato ad esaminare dei fatti riscontrabili e di li avanzare delle ipotesi, e porre delle domande. Null'altro. Niente religione, niente filosofia.
don peppino
27-01-2008, 19.54.46
lasciarsi prendere dalla tentazione di trasportare delle osservazioni naturali (come quelle di cui riferivo io) in ragionamenti filosofici astratti, facendo appunto epistemologia, cioè "filosofia della scienza".
Ripeto, io mi sono limitato ad esaminare dei fatti riscontrabili e di li avanzare delle ipotesi, e porre delle domande. Null'altro. Niente religione, niente filosofia.
Avevo intuito che intendessi qualcosa del genere, ma volevo esserne sicuro. Mi ha incuriosito il modo in cui hai usato quel termine, tanto che sono andato a controllare sul vocabolario se la parola "epistemologia" può essere usata anche in questa accezione.
Epistemologia è quella branca della filosofia che si occupa di studiare i principi e i criteri in base ai quali si sviluppa la conoscenza scientifica, non è il tramutare osservazioni empiriche in speculazione filosofica.
Mi incuriosisce anche il tuo stile e soprattutto il modo in cui lo giudichi, come un occuparsi di questioni filosofiche e religiose in maniera razionale (secondo osservazioni, domande, ipotesi) senza però considerarlo tale, anzi dicendo esplicitamente "niente religione, niente filosofia".
Lucio Musto
27-01-2008, 20.48.31
...
...
"niente religione, niente filosofia".
Ho sbagliato nel dire, e me ne scuso immdiatamente.
"niente religione, niente filosofia" intendeva riferirsi solo al mio escursus dei post precedenti.
Nei forum in genere, dove la comunicazione è lenta e gli equivoci facili, tendo a limitare gli ambiti di discussione per rendere il dialogo più agevole ed im meno ramificato possibile.
Nella vita concreta di ognuno di noi è certamente vera una commistione di religione, filosofia, passione, ragionamento e quant'altro... pensavo fosse scontato.
Ma dare le cose per scontate è quasi sempre gratuito, e quindi chiedo scusa di nuovo.
don peppino
28-01-2008, 00.52.03
Ho sbagliato nel dire, e me ne scuso immdiatamente.
"niente religione, niente filosofia" intendeva riferirsi solo al mio escursus dei post precedenti.
Nei forum in genere, dove la comunicazione è lenta e gli equivoci facili, tendo a limitare gli ambiti di discussione per rendere il dialogo più agevole ed im meno ramificato possibile.
Nella vita concreta di ognuno di noi è certamente vera una commistione di religione, filosofia, passione, ragionamento e quant'altro... pensavo fosse scontato.
Ma dare le cose per scontate è quasi sempre gratuito, e quindi chiedo scusa di nuovo.
No, non è questo il punto. Ho l'impressione (avvalorata da molte espressioni che usi nei tuoi post, come quella che ti ho fatto notare) che tu voglia quasi distaccarti (ribadendolo ossessivamente) da tutto ciò che sa di eccessivo tecnicismo, eccessivo studio, eccessiva teorizzazione precostituita, anche in topic, come questo, in cui è necessario ricondursi al già teorizzato e appoggiarsi nel dibattito a ciò che è già stato detto. Una ricerca della genuinità e dell'originarietà, condotta però con attento studio e disciplina. Una terza via (tra specializzazione ferrea e divagazione generica senza titoli) che mi sembra molto adatta ad un forum. Un recupero dell'autentica dimensione della "piazza", questa virtuale e non reale, come luogo di discussione. E' il motivo per cui, come dicevo, mi incuriosisci, e per cui non rispondo anche se avrei da dire la mia, perchè non sarei in grado di mantenere il tono impostato della discussione.
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
28-01-2008, 03.52.11
Ho cercato, nel mio piccolo, di seguire il tutto..
Ora, secondo il mio modestissimo ed umilissimo parere, non è sbagliato credere che ci sia un' "aldilà". E' sbagliato imporre un certo stile di vita per assicurarsi il migliore fra i due "aldilà". Migliore ma poi, chi lo dice? E se scegliessimo volutamente la strada "peggiore", decidendo fin d'adesso di trascorrere l'eternità in un caldo e chiassoso Inferno, piuttosto che un fresco ma disabitato e silenzioso Paradiso?
Lucio Musto
28-01-2008, 09.44.18
Interesse per l’aldilà
FC “Credete nell’aldilà?”
Ho cercato, nel mio piccolo, di seguire il tutto..
Ora, secondo il mio modestissimo ed umilissimo parere,
non è sbagliato credere che ci sia un' "aldilà".
E' sbagliato imporre un certo stile di vita
per assicurarsi il migliore fra i due "aldilà".
Migliore ma poi, chi lo dice?
E se scegliessimo volutamente la strada "peggiore",
decidendo fin d'adesso di trascorrere l'eternità
in un caldo e chiassoso Inferno,
piuttosto che un fresco ma disabitato e silenzioso Paradiso?
Questo è un argomento che mi intriga moltissimo, ed anche se ne ho argomentato molte volte, mi è sempre di stimolo per nuove riflessioni, per cui ringrazio molto RoSe_De_FaSaNoMbRoSe per l’acuto ed opportunissimo intervento.
E’ l’eterno angosciante proteiforme tema del libero arbitrio che si ripresenta ancora a turbare sogni e coscienze.
Naturalmente “mille teste mille pareri”, come recita il detto popolare, ed io non posso che parlare per me, riconoscendo agli altri novecentonovantanove (ma ne sono molti di più!) spazio e diritto di pensarla diversamente.
Eh, già! perché di questo stiamo ragionando, di “libero arbitrio”, cioè della libertà più nobile, pura ed impegnativa che ci sia!...
quella libertà tanto grande che in egual misura riconosce all’altro “il medesimo” diritto che chiede per sé stesso!
Fateci caso: sembra una cosa ovvia, a dirsi, ma quanti di noi, e quante volte questa libertà la esercitano nella sua interezza?... non turbiamocene: la risposta è “Nessuno”, la risposta è “Mai”.
E’ il motivo per cui tante religioni ipotizzano un Paradiso, o un Nirvana, o un Eden, “altro” dal qui e dall’oggi, un “là” dove saremo finalmente liberi…
Ma non è questo il luogo per parlare di religioni o, riduttivamente, di questa o quella religione; qui vogliamo rispondere al quesito concreto: “perché non posso scegliere l’Inferno, qualunque cosa questo significhi e comporti?...”.
Il dubbio dicevo è antico, ma la risposta è banale: “perché devo risponderne”. Difficile da digerire, ma banale, ed ineluttabile. E non è questione di religioni, di dogmi o libri sacri.
E’ un fatto intrinseco dell’uomo ed a lui connaturato.
Senza urlare allo scandalo, questa pietra al collo la chiameremo “coscienza”.
Già, coscienza!... perché anche il più incosciente di noi la coscienza ce l’ha ed a lei deve rispondere… e quella è sempre una giudice assai severa.
Lo “scrupolo morale” è presente, e sempre ugualmente forte in ogni pensiero o azione di tutti noi, di ognuno, per quanto “immorale” lo si possa giudicare…
Infatti i casi sono soltanto due:
- o la persona che stiamo giudicando (attenzione!: “giudicando”, il massimo sputo sulla libertà!) è in aspra lotta “contro” la propria coscienza che gli rimorde dentro e lo rimprovera,
- o di tratta di un “sentire cosciente” diverso dal nostro che noi, in dispregio appunto a quel libero arbitrio che dicevo, contestiamo pretestuosamente arrogandoci il posto di giudice del bene e del male.
Nella simbologia delle grandi religioni monoteistiche, nella Bibbia, per intenderci, l’argomento è trattato con molta chiarezza.
Nel Giardino Terrestre il Creatore pianta l’albero proibito, i cui frutti non devono essere mangiati, e ne previene Adamo ed Eva.
Ma li lascia liberi di mangiarne, dopo averli dato solo l’indicazione, la coscienza del peccato.
«Ma se li amava tanto, questi esseri che aveva creato a sua immagine, non li sapeva proteggere un po’ meglio? – l’obiezione ci viene spontanea – qualunque padre meno incosciente ci avrebbe costruito uno steccato intorno, o meglio avrebbe piantato quell’albero da un’altra parte!...»
Ecco, questo sarebbe l’argomentare di uno di noi, logico, ma macchiato dal giudizio.
No.
La libertà vera, quella veramente rispettosa dell’altro è quella piena, quella appunto che non limita, nemmeno col giudizio, nemmeno con lo storcere il naso.
La libertà vera è amore senza condizioni.
E’ quella che a volte esprimiamo con la bocca, ma effettivamente senza pensarne al significato quando diciamo a qualcuno: “grazie di esistere”.
Ed eccoci alla conclusione. Certo, amica mia dal nome difficilissimo, tu come tutti sei liberissima di sceglierti l’Inferno caldo, affollato e gaudente anziché il malinconico Paradiso, e blasfemo è chi volesse cercare di impedirtelo!...
Ma ahimè non puoi staccarti da te stessa, non puoi rinnegare quella “coscienza” che è nata con te per proteggere la tua anima e che continua ad indicarti quale la via giusta e quale la sbagliata.
Agisce in modo del tutto simmetrico allo “spirito di conservazione” deputato a proteggerti il corpo che ti induce il “riflesso condizionato” di tirar via la mano se ti stai bruciando o scappare se ti senti in pericolo.
Perché è impossibile strozzarsi con le proprie mani e per uccidersi occorre sempre un intermediario esterno che ti faccia violenza, coltello o abisso o veleno che sia?
Per l’identico meccanismo è impossibile fare il male sentendosene sereni. All’inferno ci puoi andare, è un tuo diritto, ma non riuscirai ad andarci con gioia.
Cordialità
Lucio Musto 28 gennaio 2008 parole 714
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PS - ieri sera ho letto uno scritto di Mauro Aloisio (artista di Martinafranca)
a mio avviso di forte impatto emotivo ed in tema con quest’argomento.
Ove gli Admin lo ritenessero utile, potrei chiedere licenza
all’autore per riportarlo su FasanCult in questo topic.
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
28-01-2008, 17.34.27
Per quanto riguarda la questione di quel benedettissimo albero di mele, va bene che il Padreterno è stato deluso dalla disobbedienza di Adamo ed Eva, ma non vedo perchè nei secoli dei secoli, siamo costretti a pagare NOI per un errore, anzi una disobbedienza commessa NON DA NOI, ma da due ingrati, che li giustifico anche, magari per il Padre, il Paradiso terrestre era il massimo, ma evidentemente non lo era per loro due, che si annoiavano a morte! Fra l'altro mi sembra un pò esagerata la reazione da Dittatore che ha avuto, una punizione asolutamente poco proporzionata. Per una mela, tutto 'sto casino che dura da millenni! Via dal Paradiso (e fin qui ci stava pure), l'istituzione del famoso PECCATO MORTALE, la rinuncia per sempre all'immortalità, l'uomo dovrà lavorare e faticare, la donna dovrà partorire con dolore. OOOOOU ma che è? Ditemi voi se questa non è LA PRIMA INGIUSTIZIA da parte di DIO. Vorrei dire a DIO che IO e i figli miei non abbiamo colpe se EVA indusse Adamo a disobbedire. Anzi, se ero al posto di Eva ci avrei fatto 10 vasetti di marmellata, vista la punizione!
Fra l'altro, carissimo Lucio Musto, la Chesa da secoli si è giustificata con questa storia sul Libero Arbitrio, ma è proprio nell'ambito cattolico che non mi sono MAI sentita libera. Anzi, sempre giudicata. Entro in Chiesa, dimentico di farmi il segno della croce.. è peccato. Esco, dimentico di inchinarmi... è peccato. Faccio l'amore con la persona che amo, pur non essendo sposata.. è peccato. Mangio cioccolata pur non avendo fame.. è peccato.
Ad un certo punto mi sono stancata e ho pensato: OK, ho peccato. Mio Dio, se mi vuoi con te ugualmente, bene, altrimenti mi preparo fin d'ora per una perpetua vacanza nell'affollatissima "isola infelice" che è l'Inferno.
P.S. Lucio, mi permetto di darti del tu, ma non dirmi che ho un nick difficilissimo.. potresti sempre chiamarmi Rose. ;)
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
28-01-2008, 17.43.50
All’inferno ci puoi andare, è un tuo diritto, ma non riuscirai ad andarci con gioia.
Ci andrò con gioia se è quello che mi aspetta. E se riesco a scoprirlo in anticipo, farò di tutto affinchè sia la preferita di Lucifero. :p
Lucio Musto
28-01-2008, 19.17.52
Per quanto riguarda la questione di quel benedettissimo albero di mele, ...
.... potresti sempre chiamarmi Rose. ;)
Grazie Rose di darmi del tu, e grazie di permettermi di chiamarti Rose.
Vedo che avresti una grandissima voglia di aprire un'accesa, infinita querelle su e contro la Chiesa Cattolica, i preti e tutto il resto...
mi spiace, non è nelle mie corde, o almeno non qui.
Riguardo al mio riferimento al libro della Genesi, nella Bibbia, e non a caso ho ricordato che è il libro riconosciuto da tutt'e tre le grandi religioni monoteiste, era solo per mostrare un esempio di come una "libertà" può essere ampia e profonda. Null'altro.
Ti infastidisce il mio esempio?... d'accordo, ignoralo!... non intendo certo violentare un tuo diritto parlando di libertà!
Ma non ti chiederò scusa. Non sapevo di questa tua allergia al Libro, e potrei incorrere in identico errore magari citandoti Lenin o Boccaccio o il mite Manzoni... come possibile prevederlo?
Ma spero che al di la dello sconcio della mia citazione, il resto del mio dire ti sia stato di qualche utilità.
Saluti cordiali
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
29-01-2008, 03.36.57
Ma nooooooooo, Lucio, che hai capito? Io non ce l'ho mica con te e con il tuo esempio! Uffa, hai ragione, mi conosci troppo poco per pensare di me che sono una pazza totale, capace di partorire pensieri strani sulla Bibbia, la religione, e quant'altro, e ti capisco. Tu hai pensato che ce l'avessi con te e col tuo esempio, ma in realtà mi hai solo dato la possibilità di riflettere. D'altronde il tuo era solo una semplice menzione, mica hai detto che è quello che pensi realmente! E se anche pensi che la storiella sia così, non mi permetterei mai di dire che è sbagliato. E' vero che ho una grandissima voglia di discutere su questi argomenti clericali, ma vorrei tanto poterlo fare con gli "addetti ai lavori", con chi di Chiesa ci vive. Ma ahimè, non ve ne sono sul forum. E se chiedessi dal vivo, penso che mi inzupperebbero di acqua santa e mi manderebbero al diavolo :che ridere
Ti prego, quando leggi i miei commenti, tieni presente che il mio modo di vedere il mondo, "a colori", è assolutamente il modo di vedere IL MIO MONDO. Il mondo di Rose.. prima o poi ci scrivo un libro e faccio impazzire mezzo mondo con la mia visione contorta delle cose e distorta della realtà. ;)
Però rileggendo quello che è scritto.. i 10 vasetti di marmellata.. non è che Dio s'è offeso e mi punisce? Se domani cado e mi spezzo una gambina, vengo a cancellare al volo quello che ho scritto in quel post. :che ridere
U-LoLò
29-01-2008, 06.41.51
Ci andrò con gioia se è quello che mi aspetta. E se riesco a scoprirlo in anticipo, farò di tutto affinchè sia la preferita di Lucifero. :p
rose mia cara...ma tu sei gia la mia preferita...non ti sei accorta che io sono l'ANGELORIBELLE??dai,non dirmi che non sai che l'angeloribelle sono io...il tuo LUCIFERO!
U-LoLò
29-01-2008, 06.50.39
Ehm.dopo Essere Diventato Vecchiop Dietro A Questa Discussione Vogli Esprimere Il Mio Parere..per Me..niente Trattati Filosofici!niente Poeti,dittatori,chiromanti Fattucchieri Parrucchieri E Barbieri...bene,vorrei Aprire Solamente Una Piccoli Parentesi!...ma La Domanda Non E'..cosa Ne Pensate Voi(e Dico Soltanto Voi)dell'aldila'??bhe E' Cosi Chiaro...ma La Smettete Di Fare I Trattati Di Pace Citando Solo Filosofi E Quant'altro'?una Volta Per Tutte Vogliamo Dare La Nostra Interpretazione Ad Un Argomento Senza Innalzare Sti Filosofi..che Seppur Sono Persone Di Cultura Non Hanno Nulla Di Piu' Di Noi...chiusa Parentesi...allora Non Faccio Nessun Discorso Clericale,ne Di Filosofia Ne Di Storia E Ne Di Condizionamento Piscologico...e Tutto Soggettivo,io Credo Nell' Aldila' Perche' Semplicemente Voglio Crederci,perche' Il Mio Io,ha Bisogno Di Credere Che Dopo La Vita Terrena Ci Debba Essere Una Vita Ultraterrena...e Poco Importa Se Questa Vita Si Svolga Nel Paradiso O Nell Inferno,perche' Qui Si Chiede Se Si Crede Nell' Aldila'...e Quando Si Parla Dell' Aldila' Si Parla Di Entrambi Gli Stati,paradiso E Inferno...chiaro,che Nessuno Puo' Avere La Certezza Matematica Che Esista,si Puo' Scegliere Come Ho Fatto Io Di Crederci Incondizionatamente,e Si Puo' Anche Pensare:vabbe' Quando Sara' Il Momento Lo Scopriro'..per Me Ce Un Continuo Dopo La Vita Terrena...ma Chiaramente Quando Lo Scopriro'...non Potro' Venirlo A Postare Sul Forum!
Lucio Musto
29-01-2008, 08.49.23
Tiffany
...
...
;)
Però rileggendo quello che è scritto.. i 10 vasetti di marmellata.. non è che Dio s'è offeso e mi punisce? Se domani cado e mi spezzo una gambina, vengo a cancellare al volo quello che ho scritto in quel post. :che ridere
Non saprei risponderti, amica mia!...
Come vado ripetendo da parecchio tempo ed in più posti (non ricordo qui, ma non vorrei ripetermi) secondo il mio pensiero la divinità, che credo esista oggettivamente, ma almeno soggettivamente è in tutti, è percepita da ognuno attraverso la propria anima (spirito, intelletto, Karma, Io?... chiamalo come ti pare!). Anima unica ed irripetibile, e pertanto capace di una percezione affatto singolare.
Per spiegarmi meglio, userò una immagine concreta:
per me, "PER ME", si potrebbe portare a similitudine un gran sole di mezzodì che illumina ciascuno di noi attraverso la sua personale vetrata Tiffany.
Ecco quindi che posso facilmente immaginare il "Tuo" dio che si infuria per la marmellata e viene a spezzarti le gambine magati sbirciandoci sotto perché è un pò guardone... ma quello potrebbe essere il "Tuo" modo di percepire Dio.
Io lo vedo diverso perché "io" sono diverso!... e perciò non posso supportarti. Comunque il mio no, non spezza le gambine a nessuno e non mi risulta mangi marmellata... o almeno non me l'ha mai detto.
molto cordialmente
Lucio Musto 29 gennaio 2008
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RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
29-01-2008, 15.39.08
Comunque rimango dell'opinione che, vista la reazione esagerata e la punizione eccessiva inflittaci da Dio, se fossi stata in Eva avrei rubato tutte mele e ne avrei fatta marmellata a quintali! Marmellata per tutti, nei secoli dei secoli.. AMEN! :che ridere
LaGattaDiVicoloMiracoli
29-01-2008, 15.48.01
Comunque rimango dell'opinione che, vista la reazione esagerata e la punizione eccessiva inflittaci da Dio, se fossi stata in Eva avrei rubato tutte mele e ne avrei fatta marmellata a quintali! Marmellata per tutti, nei secoli dei secoli.. AMEN! :che ridere
Senza volerlo, mi hai ricordato la scoperta del fuoco da parte di Eva, come narrata ne "Il diario di Eva" di Mark Twain: non sapendo cosa fosse, anzi trovandolo addirittura bello a vedersi, finì per ritrovarsi con tutte le mele cotte!!! :occhiolino
U-LoLò
29-01-2008, 22.03.05
un commento senza citare filosofi e quant'altro lo sapete fare?? e che @@ sempre sti filosofi!ma vi rendete conto che innalzate ste persone e abissate il vostro io!su un opinione personale senza citazioni!
don peppino
29-01-2008, 22.06.00
un commento senza citare filosofi e quant'altro lo sapete fare?? e che @@ sempre sti filosofi!ma vi rendete conto che innalzate ste persone e abissate il vostro io!su un opinione personale senza citazioni!
Ti riferisci a Mark Twain?:D:D:D
U-LoLò
29-01-2008, 22.15.52
ad esempio pascal??
don peppino
29-01-2008, 22.23.09
ad esempio pascal??
Pascal era un matematico, un fisico e a tempo perso anche un filosofo. Non ha bisogno di qualcuno che lo collochi sul piedistallo, ci sta già da solo.
U-LoLò
30-01-2008, 08.18.43
Pascal era un matematico, un fisico e a tempo perso anche un filosofo. Non ha bisogno di qualcuno che lo collochi sul piedistallo, ci sta già da solo.
Blaise Pascal (Clermont-Ferrand, Puy-de-Dôme, 19 giugno 1623 – Parigi, 19 agosto 1662) è stato un matematico, fisico, filosofo e religioso francese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal
siccome nella mia grande ignoranza,mi faccio aiutare da iternet ad appropriarmi di alcune nozioni,leggevo su wikipedia che filosofo tanto a tempo perso non lo era...cmq,il discorso non e' quello,il discorso e'...ma benedetto DIO,vogliamo finirla con queste citazioni filosofali??io vorrei che ci fossero piu' considerazioni personali che citazioni di ste persone,secondo me,chi cita questi egregi signori,non ha personalita'...a me cio' che dice PASCAL,ME NE PUO' FREGAR DE MENO!io gradirei leggere cio' che pensa don peppino,e non che don peppino riporti le teorie di un filosofo,solo perche' e filosofo io devo dare per legge cio' che ha detto??esprimiamo il nostro parere sul argomento,senza farci condizionare da ste persone,voglio dire ce l avete voi un idea sull'aldila'...o siete senza cervello??
starlesseye
30-01-2008, 08.53.49
Blaise Pascal (Clermont-Ferrand, Puy-de-Dôme, 19 giugno 1623 – Parigi, 19 agosto 1662) è stato un matematico, fisico, filosofo e religioso francese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal
siccome nella mia grande ignoranza,mi faccio aiutare da iternet ad appropriarmi di alcune nozioni,leggevo su wikipedia che filosofo tanto a tempo perso non lo era...cmq,il discorso non e' quello,il discorso e'...ma benedetto DIO,vogliamo finirla con queste citazioni filosofali??io vorrei che ci fossero piu' considerazioni personali che citazioni di ste persone,secondo me,chi cita questi egregi signori,non ha personalita'...a me cio' che dice PASCAL,ME NE PUO' FREGAR DE MENO!io gradirei leggere cio' che pensa don peppino,e non che don peppino riporti le teorie di un filosofo,solo perche' e filosofo io devo dare per legge cio' che ha detto??esprimiamo il nostro parere sul argomento,senza farci condizionare da ste persone,voglio dire ce l avete voi un idea sull'aldila'...o siete senza cervello??
Io non replico più a questo post, pur non avendo citato alcun filosodo ed avendo scritto un paio di frasi sconnesse personali mi è stato detto che filosofeggio.
Tempo fa ebbi un maestro di tale disciplina, un ordinario universitario di matematica, un prof brasiliano che viveva con me. Inizialmente, vedendo sul suo comodino il testo "Vangelo secundo o espiritismo" restai titubante nei suoi confronti ed evitavo discussioni in merito che lui proponeva. Poi pian piano mi spiegò che era un semplice Vangelo di ispirazione cattolica in cui si parlava dell'aldilà e delle gerarchie esistenti. Gerarchie formate da squadre di santi e quasi tutto girava intorno a San Antonio. Le sue descrizioni eranno affascinanti e molto coinvolgenti. Da matematico non mi aspettavo da lui tanta religiosità e durante le sue conferenze di topologia dove trattava formule matematiche complicatissime lui riusciva sempre ad arrivare allo spazio multidimensionale R8, spazio ad otto dimensione. Tale spazio era quello occupato dagli spiriti e per spiriti (spiritualità) indicava le nostre anime
Immaginate lo sbigottimento di tutti i prof cervelloni di matematica ad ascoltare queste parole, si leggeva sui loro volti la frase "Questo è pazzo" ed io ed i miei amici non riuscivamo a trattenerci dalle risate guardandoli
Lucio Musto
30-01-2008, 09.33.13
Blaise Pascal (Clermont-Ferrand, Puy-de-Dôme, 19 giugno 1623 – Parigi, 19 agosto 1662) è stato un matematico, fisico, filosofo e religioso francese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal
siccome nella mia grande ignoranza,mi faccio aiutare da iternet ad appropriarmi di alcune nozioni,leggevo su wikipedia che filosofo tanto a tempo perso non lo era...cmq,il discorso non e' quello,il discorso e'...ma benedetto DIO,vogliamo finirla con queste citazioni filosofali??io vorrei che ci fossero piu' considerazioni personali che citazioni di ste persone,secondo me,chi cita questi egregi signori,non ha personalita'...a me cio' che dice PASCAL,ME NE PUO' FREGAR DE MENO!io gradirei leggere cio' che pensa don peppino,e non che don peppino riporti le teorie di un filosofo,solo perche' e filosofo io devo dare per legge cio' che ha detto??esprimiamo il nostro parere sul argomento,senza farci condizionare da ste persone,voglio dire ce l avete voi un idea sull'aldila'...o siete senza cervello??
se vai su Wikipedia a cercare filosofia, forse ti rispondi da solo.
Filosofia = amore per la sapienza
Banalmente, cercando di darsi una ragione sull'aldilà, discutendone, noi tutti facciamo filosofia, solo che siamo filosofi non citati nei libri di testo.
E così come quando argomentiamo di geometria disinvoltamente facciamo riferimento a Pitagora ed Euclide, filosofeggiando è scontata la citazione di tanti grandi pensatori.
Ma io sono d'accordo con te. Se discutiamo "noi" dobbiamo metterci anche del nostro, altrimenti il nostro dire si riduce ad un indice di link.
U-LoLò
30-01-2008, 11.59.51
miei cari utenti,vorrei rendere chiaro,anzi cristallino il mio punto di vista...il caro amico lucio musto,mi ha postato il significato della parola filosofia,Filosofia = amore per la sapienza,perfetto,ma io non intendo questo...lei ha dato un preciso titolo a questo topic...
CREDETE DAVVERO ALL'ALDILA'??ed io credo abbia espresso una mia idea sull aldila',un idea dalla quale poter articolare una discussione,ora,se lei mi intitola un topic..CREDETE DAVVERO ALL'ALDILA',io mi aspetto di leggere il suo parere in merito alla questione,e che nn mi scriva trattati filosofici,ma che mi scriva del suo,IL SUO PENSIERO,perche del pensiero di PITAGORA,ED EUCLIDE a me nn interessa,quelli sono pensieri di persone che vivnedo in mondo di ignoranti,primeggiavano con le loro tesi!oggi ognuno di noi ha una propria cultura,ognuno di noi ha un suo io,ognuno di noi ha la possibilita' di darsi da solo le risposte,senza andarle a cercare nei detti di sti tanto blasonati FILOSOFI,ora alla luce di tutto cio' mi viene da dire,AVETE UN CERVELLO COL QUALE pensare??avete maturato voi ,e dico solo voi,una risposta in merito al quesito??aspetto di leggere questo:<PER ME LUCIO MUSTO ESISTE L'ALDILA' PERCHE'....ECC.ECC...odio leggere per me esiste perche pitagora,oppure archimede. o leonardo da vinci,ha detto!guardate accetterei piu una citazione del proprio nonno,ma non quella di un filosofo...chi sono sti tizi??i portatori della verita' assoluta'?se e cosi...ci dicano se esiste o meno..perche' fino a quando nn verra' fuori uno che dice...IO SO'!allora credero' solo a quello che partorisce il pensiero di ognuno di noi!
p.s.per starlesseye,la mia e' uno spronare ad usare il proprio io,e non usare citazioni fiolosofiche,usiamo il nostro pensiero e nn quello di altri,se sbagliamo nella nostra vita facciamolo perche siamo noi a commetterlo lo sbaglio,no una tesi filosofale!
spero di essermi spiegato!
Lucio Musto
30-01-2008, 13.52.30
miei cari utenti,vorrei rendere chiaro,anzi cristallino il mio punto di vista...il caro amico lucio musto,mi ha postato il significato della parola filosofia,Filosofia = amore per la sapienza,perfetto,ma io non intendo questo...lei ha dato un preciso titolo a questo topic...
CREDETE DAVVERO ALL'ALDILA'??ed io credo abbia espresso una mia idea sull aldila',un idea dalla quale poter articolare una discussione,ora,se lei mi intitola un topic..CREDETE DAVVERO ALL'ALDILA',io mi aspetto di leggere il suo parere in merito alla questione,e che nn mi scriva trattati filosofici,ma che mi scriva del suo,IL SUO PENSIERO,perche del pensiero di PITAGORA,ED EUCLIDE a me nn interessa,quelli sono pensieri di persone che vivnedo in mondo di ignoranti,primeggiavano con le loro tesi!oggi ognuno di noi ha una propria cultura,ognuno di noi ha un suo io,ognuno di noi ha la possibilita' di darsi da solo le risposte,senza andarle a cercare nei detti di sti tanto blasonati FILOSOFI,ora alla luce di tutto cio' mi viene da dire,AVETE UN CERVELLO COL QUALE pensare??avete maturato voi ,e dico solo voi,una risposta in merito al quesito??aspetto di leggere questo:<PER ME LUCIO MUSTO ESISTE L'ALDILA' PERCHE'....ECC.ECC...odio leggere per me esiste perche pitagora,oppure archimede. o leonardo da vinci,ha detto!guardate accetterei piu una citazione del proprio nonno,ma non quella di un filosofo...chi sono sti tizi??i portatori della verita' assoluta'?se e cosi...ci dicano se esiste o meno..perche' fino a quando nn verra' fuori uno che dice...IO SO'!allora credero' solo a quello che partorisce il pensiero di ognuno di noi!
p.s.per starlesseye,la mia e' uno spronare ad usare il proprio io,e non usare citazioni fiolosofiche,usiamo il nostro pensiero e nn quello di altri,se sbagliamo nella nostra vita facciamolo perche siamo noi a commetterlo lo sbaglio,no una tesi filosofale!
spero di essermi spiegato!
Il senso dell’essere
FC “Credete davvero nell’aldilà?”
Mi dichiaro innocente!... o almeno in buona fede!... ero assolutamente convinto di aver chiarito la mia posizione al limite delle mie capacità!... ma evidentemente mi sbagliavo o sbagliavo formula!
Rimedio subito:
«Per me Lucio Musto esiste l’aldilà perché altrimenti il mio aldiquà (l’unico di cui possa testimoniare) non avrebbe senso:
- Non avrebbe senso l’intelligenza che so di avere.
- Non avrebbe senso la mia concezione di morale che regola le mie azioni.
- Non avrebbe senso la mia socialità.
- Non avrebbe senso alcuno dei sacrifici che a favore degli altri faccio per amore.
- Non avrebbe senso affatto l’amore.
- Non avrebbe senso la mia arte in alcuna delle sue manifestazioni.
- Non avrebbe senso il mio lavorare.
- Non avrebbe senso il mio mettermi a dieta.
- Non avrebbe senso rispondere a quest’intervento invece di addormentarmi (ho appena pranzato)
….
….
Se non esistesse l’aldilà la mia vita dovrebbe logicamente ridursi ad una semplice acquisizione di cibo e di ogni altro possibile piacere che mi capitasse oggi, anzi solo in quest’istante sotto il naso.
ed infine
- Non avrebbe senso nessuna proiezione futura, nemmeno limitata ai prossimi cinque minuti.
- Non avrebbe senso il vivere “l’attimo presente” come il supremo della mia vita (Orazio, “Odi”).
Semplicemente avrebbe senso il solo vivere da bruti, nell’astrazione comune che il termine indica.
Cioè, in altre parole, la mia natura di essere… sarebbe un’altra, o meglio non sarebbe “Natura”.
Perché la natura “ha sempre” un suo senso.»
Sufficientemente chiaro, ora?
Cordialmente
Lucio Musto 30 gennaio 2008
________________________________________
U-LoLò
30-01-2008, 14.17.56
laudato sii o mio signore!(San FRANCESCO D'ASSISI)-D...e ci voleva tanto??e finalmente!ora mi aspetto di leggere il pensiero di tutti voi!cosi da evolvere leggendo i vostri punti di vista il mio punto di vista su tale argomento!
Karbogha
30-01-2008, 14.23.54
Io non replico più a questo post, pur non avendo citato alcun filosodo ed avendo scritto un paio di frasi sconnesse personali mi è stato detto che filosofeggio.
Tempo fa ebbi un maestro di tale disciplina, un ordinario universitario di matematica, un prof brasiliano che viveva con me. Inizialmente, vedendo sul suo comodino il testo "Vangelo secundo o espiritismo" restai titubante nei suoi confronti ed evitavo discussioni in merito che lui proponeva. Poi pian piano mi spiegò che era un semplice Vangelo di ispirazione cattolica in cui si parlava dell'aldilà e delle gerarchie esistenti. Gerarchie formate da squadre di santi e quasi tutto girava intorno a San Antonio. Le sue descrizioni eranno affascinanti e molto coinvolgenti. Da matematico non mi aspettavo da lui tanta religiosità e durante le sue conferenze di topologia dove trattava formule matematiche complicatissime lui riusciva sempre ad arrivare allo spazio multidimensionale R8, spazio ad otto dimensione. Tale spazio era quello occupato dagli spiriti e per spiriti (spiritualità) indicava le nostre anime
Immaginate lo sbigottimento di tutti i prof cervelloni di matematica ad ascoltare queste parole, si leggeva sui loro volti la frase "Questo è pazzo" ed io ed i miei amici non riuscivamo a trattenerci dalle risate guardandoli
Beh, se ti può consolare, le spiegazioni matematiche del tuo professore raggiungono le stesse conclusioni dei libri che io ho letto, che con la matematica non hanno niente a che fare, dato che io la odio perchè non so fare 2+2.
Il fatto è che ci giriamo intorno per tutta la vita... ma solo chi si abbandona davvero scopre la verità.
U-LoLò
30-01-2008, 14.29.47
io credo che la verita' mia cara utente la scopri vivendo!perche' sono le esperienze che ti accompagnano durante il vissuto che ti portano a capire e valutare l'esistenza di un aldila'...io personalmente se nn credessi ad un aldila' mi sentirei gia' praticamente MORTO in tutto e per tutto,perche' il pensiero di terminare questa parentesi terrena e che dopo di essa non ci sia un aldila' mi fa sentire davvero un morto!!io non so se noi ci siamo abituati,se e' per paura che una parte di noi crede,ma io sono certo per le mie esperienze di vita che la vita non si spegne dopo la sepoltura,e non siamo,come qualcuno ha detto,solo carne per i vermi!io CREDO,e ne sono sicuro che una volta che chiudero' gli occhi,essi si apriranno in un nuovo mondo...che poi sia la dimensione INFERNALE o pure quella PARADISISACA,questo non lo so!ma io ho bisogno assoluto di credere all'aldila',per non sentirmi morto fin da adesso!
Karbogha
30-01-2008, 14.32.35
io credo che la verita' mia cara utente la scopri vivendo!perche' sono le esperienze che ti accompagnano durante il vissuto che ti portano a capire e valutare l'esistenza di un aldila'...io personalmente se nn credessi ad un aldila' mi sentirei gia' praticamente MORTO in tutto e per tutto,perche' il pensiero di terminare questa parentesi terrena e che dopo di essa non ci sia un aldila' mi fa sentire davvero un morto!!io non so se noi ci siamo abituati,se e' per paura che una parte di noi crede,ma io sono certo per le mie esperienze di vita che la vita non si spegne dopo la sepoltura,e non siamo,come qualcuno ha detto,solo carne per i vermi!io CREDO,e ne sono sicuro che una volta che chiudero' gli occhi,essi si apriranno in un nuovo mondo...che poi sia la dimensione INFERNALE o pure quella PARADISISACA,questo non lo so!ma io ho bisogno assoluto di credere all'aldila',per non sentirmi morto fin da adesso!
Molto bella la tua teoria, ma... hai delle prove a supporto?
Lucio Musto
30-01-2008, 16.57.06
Molto bella la tua teoria, ma... hai delle prove a supporto?
Naturalmente se ci fossero delle "prove" a supporto, questo topic si chiamerebbe: "Descrizione dell'aldilà" e con "Credete all'aldilà?"
D'altronde, se ci fossero delle "prove" contro, questo topic non avrebbe affatto ragion d'essere!.
Evidente, no?
Karbogha
30-01-2008, 17.00.43
Secondo me le prove ci sono, e sono anche sotto il nostro naso. Però non le vediamo.
Ecco perchè la speculazione filosofica mi annoia. Preferisco la ricerca... :rolleyes:
elettrico
30-01-2008, 17.03.29
Secondo me le prove ci sono, e sono anche sotto il nostro naso. Però non le vediamo.
Ecco perchè la speculazione filosofica mi annoia. Preferisco la ricerca... :rolleyes:
Questo è come quel topic sulla dimostrazione chimica dell'esistenza di Dio? :confused: :che ridere
http://www.fasancult.org/fasancult/showthread.php?t=1862&highlight=chimica
anita
30-01-2008, 17.20.48
io credo che la verita' mia cara utente la scopri vivendo!perche' sono le esperienze che ti accompagnano durante il vissuto che ti portano a capire e valutare l'esistenza di un aldila'...io personalmente se nn credessi ad un aldila' mi sentirei gia' praticamente MORTO in tutto e per tutto,perche' il pensiero di terminare questa parentesi terrena e che dopo di essa non ci sia un aldila' mi fa sentire davvero un morto!!io non so se noi ci siamo abituati,se e' per paura che una parte di noi crede,ma io sono certo per le mie esperienze di vita che la vita non si spegne dopo la sepoltura,e non siamo,come qualcuno ha detto,solo carne per i vermi!io CREDO,e ne sono sicuro che una volta che chiudero' gli occhi,essi si apriranno in un nuovo mondo...che poi sia la dimensione INFERNALE o pure quella PARADISISACA,questo non lo so!ma io ho bisogno assoluto di credere all'aldila',per non sentirmi morto fin da adesso!
Che bello sono contenta di leggere che ci credi anche tu... altrimenti che vita sarebbe la nostra senza speranza di un futuro anche lontano da questa terra??? Ieri sera parlando con mia madre, le ho detto: "Io non ho paura della morte, ho molto più paura della vostra!". Mai più parole sono state così sincere!!
Karbogha
30-01-2008, 17.29.42
Questo è come quel topic sulla dimostrazione chimica dell'esistenza di Dio? :confused: :che ridere
http://www.fasancult.org/fasancult/showthread.php?t=1862&highlight=chimica
Certo! :D
Se Jacopo Fo non ti convince, ti posso consigliare un libro di Antonio Zichichi, "Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo". Io non l'ho retto per più 50 pagine perché c'è troppa matematica dentro, però se ti interessa te lo presto... :p
U-LoLò
30-01-2008, 19.39.50
Molto bella la tua teoria, ma... hai delle prove a supporto?
prove??io di certo non ho parlato di prove,ma di CREDO!in effetti il topic chiede se ci crediamo all'aldila',pero' mi piace risponderele...le prove non ce l ho,come non ho le prove che esista DIO,come non ho le prove che esistano i miracoli(alcuni molto semplicemente li chiamano eventi inspiegabili)ma di certo io come ho affermato prima,per sentirmi vivo ho bisogno di CREDERE NELL' ALDILA'...e' piu' semplicemente usando il mio intelletto(che di sicuro qualcuno giudichera' equivalente allo 0)che mi convinco di tale esistenza...andro all'inferno??andro' in paradiso??e chi se ne frega!!!l'importante e'CHE CI SIA UN ALDILA'!:)
U-LoLò
30-01-2008, 19.44.35
Certo! :D
Se Jacopo Fo non ti convince, ti posso consigliare un libro di Antonio Zichichi, "Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo". Io non l'ho retto per più 50 pagine perché c'è troppa matematica dentro, però se ti interessa te lo presto... :p
POSSO farle una domanda??ma la lettura di questi libri le dice se esiste l'aldila'??se e si...corro a comprare tale libro,pero' deve dirmi con sincerta se il libro sia scritto provando scientificamente l'esistenza,e cioe' che fornisca le prove che lei voleva da me su tale esistenza...aime' se tale prove non le fornisce neanche il libro da lei citato,mi permetta di dirle che si tratta dell'ennesimo pensiero di una persona che con la sua fama,scrive libri su tematiche per concentrare l attenzione e vendere il maggior numero di copie!
con stima U-LoLo:)
don peppino
30-01-2008, 20.07.54
POSSO farle una domanda??ma la lettura di questi libri le dice se esiste l'aldila'??se e si...corro a comprare tale libro,pero' deve dirmi con sincerta se il libro sia scritto provando scientificamente l'esistenza,e cioe' che fornisca le prove che lei voleva da me su tale esistenza...aime' se tale prove non le fornisce neanche il libro da lei citato,mi permetta di dirle che si tratta dell'ennesimo pensiero di una persona che con la sua fama,scrive libri su tematiche per concentrare l attenzione e vendere il maggior numero di copie!
con stima U-LoLo:)
Su Zichichi sono d'accordissimo.
Karbogha
30-01-2008, 20.17.41
Sì, certo, Antonio Zichichi non ha nessun altro mezzo di sostentamento, oltre al ricavato della vendita dei suoi libri... :p
Se qualcuno fosse riuscito a provare, al di là di ogni ragionevole dubbio, l'esistenza di Dio, sicuramente sarebbe passato alla storia.
Perciò la ricerca non può che continuare... e sicuramente è un'attività più interessante, a mio parere, della speculazione fideistica.
Lucio Musto
30-01-2008, 20.43.25
..., della speculazione fideistica.
Non vorrei sbagliare, ma non c'è un leggero bisticcio di parole?...
con un atteggiamento fideistico, c'è ben poco da speculare... si accetta per fede e basta.
Se si specula, è perché si prescindte un attimo dalla credenza succube e cieca .
O no?
Karbogha
30-01-2008, 23.44.09
No, il fatto è che troppo spesso si vuole giustificare la fede con dei ragionamenti un po' traballanti, o viceversa.
La contraddizione non è nelle mie parole, ma in chi vuole spiegare qualcosa di inspiegabile, e quando arriva al punto di non ritorno ci mette dentro la fede...
Lucio Musto
31-01-2008, 00.11.50
No, il fatto è che troppo spesso si vuole giustificare la fede con dei ragionamenti un po' traballanti, o viceversa.
La contraddizione non è nelle mie parole, ma in chi vuole spiegare qualcosa di inspiegabile, e quando arriva al punto di non ritorno ci mette dentro la fede...
ah!... ho capito il senso!... quando uno imbroglia!... o almeno prova a ciurlar nel manico!
Eh! si... è vero! C'è un sacco di gente che pur di aver ragione cerca di fare trucchi con le parole... dire mezze verità o tirare conclusioni stiracchiate...
Concordo con te. Succede spesso. In ogni tipo di discorso però!... mica solo il spiritualità e filosofia!... anche il pescivendolo cerca di fregarti con le chiacchiere!...
Soldato Semplice Joker
31-01-2008, 00.23.28
si infatti e sempre usata come uno scudo!!!
don peppino
31-01-2008, 00.24.07
ah!... ho capito il senso!... quando uno imbroglia!... o almeno prova a ciurlar nel manico!
Eh! si... è vero! C'è un sacco di gente che pur di aver ragione cerca di fare trucchi con le parole... dire mezze verità o tirare conclusioni stiracchiate...
Concordo con te. Succede spesso. In ogni tipo di discorso però!... mica solo il spiritualità e filosofia!... anche il pescivendolo cerca di fregarti con le chiacchiere!...
Rispetto per i pescivendoli, che sono i più bravi di tutti...
Karbogha
31-01-2008, 00.29.15
Sì, ma qui si sta parlando dell'aldilà... un argomento un po' più "nobile" di una partita di pesce semi-rancido, ti pare? :rolleyes:
don peppino
31-01-2008, 00.32.59
Sì, ma qui si sta parlando dell'aldilà... un argomento un po' più "nobile" di una partita di pesce semi-rancido, ti pare? :rolleyes:
Cosa risponderebbe un buon materialista? No!!!
Lucio Musto
31-01-2008, 09.49.53
Cosa risponderebbe un buon materialista? No!!!
senz'altro! il riferimento al pescivendolo è naturalmente puramente accademico. Sta ad indicare "in una qualsiasi altra circostanza"
Non c'è poi differenza né riguardo per il campo di applicazione.
Dirittura morale ed onestà sono stati mentali, non abiti di circostanza da cambiare a volontà.
Chi è onesto, lo è sempre; e chi non si fa scrupoli, non se ne fa e basta.
pulzella
31-01-2008, 10.30.13
non siamo altro che carne per i vermi, l'aldilà è l'illusione che le nostre paure hanno creato per sfuggire alle nostre insicurezze, la religione non è altro che una filosofia che accoglie queste teorie, la Chiesa ha sfruttato questa filosofia e le nostre paure per creare POTERE.
sono stato un tantino duro?....colpa della sintesi, su tutto questo non bastano 1000 fogli protocolli....
Al di là della Chiesa che sfrutta le paure x creare potere (MAH, forse nel medioevo, nn mi sembra che Don MILANI, Don TONINO BELLI avessero tt sto potere...e potrei farti migliaia di esempi di gente nella Chiesa), mi daresti tangibili dimostrazioni che noi siamo solo carne per i vermi e che l'aldilà sia illusione?
pulzella
31-01-2008, 10.34.38
Mistero risolto, l'unica cosa di cui noi siamo certi dalla nascita è la morte, di doman non c'è certezza.
A buon rendere.
p.s. il brano di prima è tratto da un libro profetico del Vecchi Testamento, in traduzione ufficiale.
...:o e quindi?
Lucio Musto
31-01-2008, 13.14.46
Per una bizzarria del caso, o una mia fisima, o per pigrizia, mi accade di pensare allo stesso mio raccontino come opportuno da pubblicare sia su FasanForum che su FasanCult, due salotti virtuali che graziosamente mi ospitano.
Farò cosa inopportuna o sgradita?... spero di no!
In fondo il raccontino è piacevole ed è notorio, lo strano sono io!.
Ma in fondo, lo so, riuscite tutti a sopportarmi!
Disma o ‘Il Viaggio’
Mi ci hanno portato stamattina, verso le dieci e mezzo, dopo la visita.
Ho sempre pensato che quest’uso del San Giusto fosse una cosa intelligente e ben fatta.
Ed anche decorosa e pietosa.
E naturalmente lo penso ancora, o almeno mi sforzo di essere sereno, ma la cosa mi sembra per lo meno bizzarra.
Forse non ho mai creduto che potesse davvero, un giorno, capitare anche a me.
Ed invece, all’improvviso, prevedibile ma imprevisto, ho fatto il viaggio.
Da “sala controllo medico” del San Giusto, il cronicario dove sto da tre anni, ad “azzurra”, sala dell’ultimo giorno.
Dicevo che anche se prevedibile, il viaggio non aspettavo davvero di farlo; non stamattina perlomeno. Perché, tutto sommato, mi sento benino.
L’idea della “sala azzurra” è una cosa santa inventata al San Giusto, o forse è presente il tutti i cronicari… non so, io conosco solo questo.
Perché la gente, quando sta per morire, non è di solito un bello spettacolo.
I vecchi come me, soprattutto, fanno abbastanza ribrezzo.
Ne ho visto qualcuno, che non hanno portato via in tempo. E la vista di quanto sia brutto morire avvilisce gli altri ospiti, e gli butta giù il morale.
Gli “altri ospiti” naturalmente siamo noi.
Fortunati, devo dire così, che trascorriamo gli ultimi giorni della nostra avventura terrena qui, in questa ridente palazzina nel parco, accuditi da signore splendide, non tutte giovanissime in verità ma splendide comunque, coccolati da medici gentili e premurosi che non si schifano delle nostre infermità e non ridono quando ci dimentichiamo le cose.
Naturalmente poi viene il giorno del “viaggio” e della sala azzurra, ma tutto viene fatto in un clima di semplicità, di naturalezza, di quotidianeità. In modo che la cosa non turbi nessuno e non crei situazioni imbarazzanti.
In un cronicario grande come il San Giusto in fondo, quotidianeità lo è davvero, per tutti.
Meno per quelli che nella stanza azzurra ci vengono portati; come io oggi.
E’ sicuramente un giorno particolare, per me, anche se mi sento esattamente come ieri, l’altro ieri e tutti i giorni precedenti.
Ho il dolore, che ho avuto da sempre ma che i dottori riescono a tenere sotto controllo e non riesco a respirare bene… chissà, credo di aver cominciato a respirare a fatica quand’ero in fasce, non lo ricordo più.
Ripeto, mi sento normale e mi sembra strano aver fatto il viaggio.
Forse il medico si è sbagliato, visitandomi? mah!... certo non ho mai visto nessuno tornare dalla sala azzurra, ma questo non vuol dire che non possa capitare.
Mi rammarico invece della mia poca preveggenza: non mi sono informato per tempo cosa si faccia e cosa no nella stanza azzurra, cosa cambi, come ci si debba comportare, quale l’etichetta.
Rischio di fare la figura del bifolco, per il mio solito scetticismo,… davvero non ci credevo, che ci sarei arrivato anch’io!
Farfugliando, lo faccio apposta per poter poi negarmelo e dire che intendevo altro, chiedo un foglio di carta ed una penna: «per degli appunti», aggiungo misterioso, per darmi un tono.
Con un sorriso radioso, (Dio, quant’è bella questa donna!), la signora annuisce subito.
Ha perfettamente capito.
Un attimo e spunta un quaderno tutto nuovo ed una nuova biro… come se avessi tempo infinito, per scrivere, e tutte le idee del mondo.
Soavemente aggiunge: «se Lei ritiene, sarei contenta anche di scriverli io, i Suoi appunti, sotto Sua dettatura!...».
No, meglio di no, sto pensando che me la scoperei volentieri… ma temo mi mancherebbe il fiato: «Grazie, no, Signora, posso fare da solo!... forse altri hanno più bisogno di me, delle Sue cure!...».
L’illusione è perfetta, ma la gaffe, sono certo, l’ho fatta.
Forse la Signora è arrossita impercettibilmente?
Oggi “non c’è nessuno!” più malato di me! oggi io sono nella sala azzurra.
Stolidamente sorrido e lei ricambia, complice. Il gioco delle parti è rispettato, e l’etichetta salva.
Ho un quaderno intero, ed una penna nuova.
Ho del tempo a disposizione; quanto?.. forse molte ore. Ma non ho nulla da scrivere. Non mi viene nulla in mente, degno di essere annotato. Nemmeno il nome del mio ultimo angelo terreno. La Signora, l’ho sempre chiamata così, solo Signora, e non credo che ci siamo mai presentati. Mancanza imperdonabile.
Ecco, la prima cosa che scriverò sull’ultimo quaderno è una prima verità: «sono un cafone».
Poi?... La carta imprudentemente l’ho chiesta ed avuta, ed ora gli “appunti” devo scriverli, anche se di certo nessuno li leggerà mai.
Mica posso fare la figura del rompiscatole che chiede le cose solo per dare fastidio….
Non mi viene nulla di nulla! Forse dovrei descrivere come ci si sente quando si sa di star per morire, quando i medici hanno decretato che hai poche ore: potrebbe essere utile agli psicologi per ulteriori studi…
Ma non sento nulla. Non una particolare emozione, non sete, non fame.
Non sono disperato.
Anche il dolore, sembra che sia meno petulante del solito. Forse mi hanno riempito di morfina, tanto non fa nulla ormai, se mi viene l’assuefazione!
Poi… normale. Più che altro, dovrei dire, la morte è noia.
Mi guardo intorno, ci sono altri tre vecchietti, nei loro lettucci. Forse potrei scrivere di loro, il mio sentirli, da pari a pari, nei loro ultimi respiri.
Ma non mi pare abbiano molto da comunicare. Nemmeno loro.
Uno ansima un poco e pianamente, si lamenta. Ma forse non è nemmeno un lamento, solo l’aria che si fa strada nei bronchi stanchi e devastati dal male.
Gli altri due, dicono ancora meno. Distesi immobili sui candidi cuscini, gli occhi sgranati e fissi, potrebbero essere già partiti.
Guardo meglio. No, respirano ancora, un poco. Mi guardano fisso.
Mi è venuta un’idea, una proposta da fare, ma forse è meglio che me la tenga e la scriva solo qui. Pensavo che si potrebbe organizzare fra noi un toto-morte.
Cioè scommettere su chi se ne va per primo.
Poi chi vince si prende tutto… e si potrebbe anche scommettere sul “piazzato”, come all’ippodromo e fare una specie di “sala corse”.
No. E’ un’idea anche tragica, oltre che comica e ridicola… e poi chissà se legalmente si può fare?.
Magari poi è immorale e ci ritroviamo con un peccato di più da giustificare.
E non sarebbe nemmeno interessante: che ne potrebbe fare, della vincita, l’ultimo rimasto?... in fondo sta anche lui, l’ultimo, nella sala azzurra del San Giusto!
Mi ricordo che da ragazzo, (o da giovane?, o da adulto?... o fino ad ieri?) avevo paura della morte. Non della morte in se, ma del dolore e per la preoccupazione di non aver il tempo di affidare la mia anima a Dio, prima della fine.
Ora invece mi accorgo che il dolore è poca cosa, e l’anima…
Oddio, dov’è la mia anima?...
Mi ha tormentato per una vita, mi ha torturato coi sensi di colpa, con la vergogna del peccato, con la sozzura del male… ed ora che dovrebbe darsi da fare ed aiutarmi a chiedere perdono dei tanti guasti fatti è scomparsa e non si fa vedere?...
Il pensiero mi agita, mi innervosisce, sento il battito del cuore alterarsi ed il respiro farsi affannoso.
E di quella stupida della mia anima niente, nemmeno una fotografia: mi ha abbandonato.
Mi sale l’angoscia, e non so cosa fare: mi passa per la mente San Disma, il “Buon Ladrone” del Golgota.
Anche lui dovette sentirsi così solo sulla croce vicino a Gesù, in pericolo, abbandonato dalla sua anima perversa.
Annaspo e non respiro:
«Signore, abbi pietà di quest’anima assente», rantolo, e quasi non sento l’ago che mi entra nella vena.
Lucio Musto 27 giugno 2005 parole 1252
Repazzo
04-02-2008, 12.52.53
...:o e quindi?
E quindi ricordati di vivere con la certezza che devi morire...e di leggere il qoelet.
Angelo
04-02-2008, 13.54.32
E quindi ricordati di vivere con la certezza che devi morire...e di leggere il qoelet.
YouTube - Ricordati che devi morire
Mitico Massimo Troisi!
FireFox
04-02-2008, 20.32.56
secondo me l'aldilà non esiste, è un qualcosa che ci siamo inventati noi per credere che non finisca tutto con la morte.
anche per me...
U-LoLò
05-02-2008, 08.48.47
della speculazione fideistica.
OI,VACCI PIANO CON STI TERMINI...CHE IO E'VERO CHE LE SCUOLE ALTE HO FATTO,MA SOLO DI PIANO,PER IL RESTO STO FERMO DAL 1985 ALL'ESAME DI TERZA MEDIA..CRIBBIO...SIATE PIU' MAGNANIMI!:D
MI VOLETE FARE DIVENTARE DAVVERO LOLO'???:D
U-LoLò
05-02-2008, 08.49.44
Ok...sono Giunto Ad Una Conclusione...dato Che Io Credo Nell'aldila',quando Ci Andro',tronero' A Raccontarvi Com' E'...va Bene???
elettrico
05-02-2008, 10.24.59
Ok...sono Giunto Ad Una Conclusione...dato Che Io Credo Nell'aldila',quando Ci Andro',tronero' A Raccontarvi Com' E'...va Bene???
Ok. Ottima proposta. Basta che poi non mi ci porti insieme... (faccina che si gratta)
anche se ho sempre creduto nell esistenza di quache entità superiore come Dio ( entita superiore oltre a me :D ), da quache tempo ho dei seri dubbi sull esistenza di un paradiso o un inferno..A dire il vero per ora non mi preoccupo se esiste o meno l aldila..saro gia morto quando lo scopriro...e spero di scoprirlo il piu tardi possibile.....
pithdeca
22-03-2008, 11.45.45
Strano che una pittrice faccia questa domanda,ma forse io cerco questo quando dò sfogo sulle tele.
Esiste Dio?E il Paradiso?
Quando un nostro caro muore,la sua anima dove finisce?
Io ci penso continuamente,ho sentito la morte addosso pochi mesi fa, e ho avuto paura..
Ne parliamo insieme?Cosa pensate?
io credo che nel nostro subconscio chi ci lascia continua a vivere, non è retorica, nei nostri cuori e nella nostra mente, io personalmente nei momenti di difficoltà mi rivolgo a mio padre, quasi come se fosse il tramite con Dio, la presenza e soprattutto l'aiuto di papà li sento con certezza.
Iokahr2
30-03-2008, 14.10.35
Un articolo interessante di Nadine Gordimer, pubblicato sul Corriere della Sera del 23 marzo 2008.
Il mio viaggio negli aldilà
Cristiani. Vi ritroverete ancora una volta insieme a tutti i vostri cari estinti. Ma proprio tutti, tutti coloro che ciascuno ha perduto e che hanno vissuto secondo virtù e fede. Un cielo incredibilmente affollato, al di là di ogni mortale capacità di comprensione. Peggio delle code all' ufficio postale, alla banca, negli stadi sportivi e nella calca dei concerti di musica pop; peggio delle maree di gente ai cortei di protesta politica, e peggio anche delle code agli aereoporti, con gli arcangeli ai controlli di sicurezza che fanno togliere le scarpe ai passeggeri.
Musulmani. Un paradiso con una provvista illimitata di vergini. Ma ogni maschio che abbia vissuto la propria esperienza sulla terra sa bene che le vergini non sono poi un gran che - strilli di dolore e scie di sangue sono la loro specialità - mentre le donne esperte sono quelle che sanno davvero come si faccia all' amore.
Ebrei. Soltanto le cose di questo mondo. Il che non equivale a materialismo, e non va inteso nel senso di possedimenti materiali. Soltanto il bene che si è fatto in questo mondo. Niente ricompense celesti.
Buddisti. Secondo quanto dice il Bhagavadgita, 11. 22, «Come un essere umano getta da parte un indumento consumato e ne indossa uno nuovo, così lo spirito scarta un corpo consunto e ne prende uno nuovo». Non mette conto di passare in rassegna le altre fedi religiose per vedere come ognuna di esse si preoccupi di evitare quanto è inevitabile, e cioè la fine.
L' aldilà è un altro pianeta. Neanche Einstein lo sapeva, né lo sa il telescopio più moderno e potente che esista. Il Telescopio Spaziale Spitzer riesce a guardare quasi 18 miliardi di anni-luce all' indietro, individuando la polvere di stelle da cui proveniamo; ma non sa guardare innanzi, verso dove stiamo andando. Neppure l' idea della Luce Oscura, un concetto scientifico esaltante ed esteticamente attraente, ha chiarito questa scoperta. Tutti i lanci di goffi fuochi d' artificio nello spazio - tutti i Diwali indiani, i Capodanni cinesi, i fuochi di Guy Fawkes -, i razzi nel cui abitacolo stanno astronauti uomini e donne, e il fenomeno della perdita di gravità, non hanno aperto la strada a un' esistenza contingente che avvenga in un altrove sgravato del peso della carne. Tutto quel gran ragionare intorno al fatto se ci sia o non ci sia la vita su Marte: il solo barlume che abbiamo, abbiamo avuto, è che forse questa sarebbe la risposta. Ci siamo giunti senza capirla, e per puro desiderio: desiderio di una risposta, oppure, chissà, desiderio di non perdere somiglianza, nell' Aldilà, con la vita di quaggiù. I marziani, i venusiani e tutti gli altri alieni non possiedono ali d' angelo. Sono, è vero, certamente forniti di estensioni atte alla propulsione, in numero di due, più altre due, terminanti con un' estremità capace di afferrare e manipolare in modo complesso: sì, insomma, hanno una sorta di corpo a struttura ossea e muscolare, di diverso modello ma pur sempre basato su braccia e gambe, proprio come le case automobilistiche producono modelli diversi che funzionano in base a medesimi princìpi. Hanno un terzo occhio. Non come i Ciclopi, però. Forse, il terzo occhio di cui ebbe nozione Einstein: l' occhio grazie al quale Einstein riuscì a percepire l' unità di spazio e tempo.
Acqua. Ecco quel che cercava l' esplorazione spaziale - non è forse così? - come prova dell' esistenza della vita su pianeti diversi dal nostro. C' è abbondanza di acqua.
Cibo. Tutto il nutrimento necessario a mantenere in vita risulta presente sotto forma di elementi contenuti in quest' acqua. E non debbono mangiare, costoro? No, non ce n' è bisogno, a differenza di quanto accade a noi. E perciò non conoscono la fame. E neppure l' obesità e la differenza di classe?
Escrementi. Forse si liberano dell' eccesso di acqua attraverso il sudore.
Sesso. Come certi vermi che conosciamo, ciascuno di essi è dotato di entrambi gli apparati procreativi. (Magari è questo, almeno, il Cielo/Paradiso segreto che sognano i nostri innamorati del proprio stesso sesso?) Non procreano: il che potrebbe significare che su quel pianeta non esiste il dolore, dato che il dolore del parto è all' origine del dolore nella vita terrena.
Il terzo occhio è il generatore di creazione. Gli esseri vengono «immaginati». Potrebbe essere il modo di creare dei figli ideali che diverrebbero uomini e donne come a noi piacerebbe che divenissero, e non come di fatto è avvenuto quaggiù, in salute e in malattia, a causa soprattutto - come abbiamo appreso - del nostro Dna. Naturalmente si potrebbe pensare che tutto ciò condurrebbe più opportunamente all' Inferno in quanto realizzazione dell' estrema variante del Superuomo e della Superdonna di Nietzsche e Hitler. Ma quali mostri distruttivi potrebbero mai nutrirsi di sola acqua? In un simile pianeta i filosofi e i politici non faranno mai carriera. Niente sudore e fatica nei pozzi delle miniere e nelle fabbriche, nei campi e al computer, per poter essere; niente problemi di sesso, niente desideri, niente figli non voluti che si debbano abortire, niente tensioni fra le catene generative di amante e amato, padre e madre, figlio e figlia. Sembra quasi di aver raggiunto la pace nella nostra incarnazione in un altro luogo dello spazio, una realizzazione del nostro sogno di non esistere mai e non da qualche parte. Una pace raggiunta solo qua e là su questa terra, e di quando in quando, giusto il tempo per stracciarla e farla a pezzi come i trattati delle Nazioni Unite; e inevasa come gli accordi sulla globalizzazione. La parola «tensione» è un arcaismo senza significato in qualsiasi veicolo di comunicazione linguistica usato per tenere assieme l' Aldilà. Oltre la nostra vita. Dopo la nostra vita. Non sono dotati di una memoria, così come noi la intendiamo; questo è stato risparmiato loro. Gli aggiustamenti delle nostre azioni passate che inevitabilmente facciamo noi umani allo scopo di disfare il malfatto, oltrepassare le negligenze (ahimè irrevocabili, come ben sappiamo) nei confronti di coloro che amiamo o, ancora peggio, di chi abbiamo colpevolmente, crudelmente trascurato. Che sollievo paradisiaco! Forse essi non provano nostalgia senza capirne il motivo. La vita sulla terra era così brutale, dura, inquietante: una domanda senza risposte. Perché mai si dovrebbe aver nostalgia di qualcosa, da questa totale libertà: eppure... L' estenuante pena della perdita: un sentimento che si può provare soltanto se si è già sperimentata la realizzazione di sé che quella perdita conferma. Senza questa clausola che altro c' è se non un vuoto. I tormentosi interrogativi: lei ritornerà o non ritornerà?, dov' è andato lui?, che cosa diceva realmente la voce al cellulare premuto contro l' orecchio?, quale giorno, quale ora, ha deciso la riuscita, il fallimento?, quanto lontano, quanto vicino? E che dire del significato delle cose inanimate laggiù sulla terra. L' ordito degli oggetti comuni oltre il loro posto, e la misura del tempo cadenzata in griglie di calendari. Un tetto ricoperto di tegole che risulta identificabile sul globo di materia lasciato laggiù. Nient' altro che un tetto? La curva e la dimensione di ciascuna tegola, derivata da una forma umana, che essa continua in un altro materiale. Un essere umano intravide le possibilità di un pezzo di argilla plasmata sulla curva della sua coscia. Cotte al forno, collocate a embrice una sull' altra lungo le travi in discesa del tetto, le tegole avrebbero condotto a terra la pioggia mantenendo asciutto il riparo costruito dagli umani. E a distanza di millenni, come sovente accade con ciò che l' immaginazione della mortalità ha orgogliosamente creato fra l' editto di nascita e la tomba, v' è una celebrazione di bellezza nella sequenza dei tetti negli antichi villaggi d' Italia e di Francia. La brutta riproduzione di un dipinto a olio. Una natura morta; un altro tipo di persistenza all' interno dell' effimero. Semplicemente, «Ragazze al pianoforte», con una succinta attribuzione informativa, Auguste Renoir. Un delizioso soggetto d' altri tempi; per altri, per chi lo vede all' improvviso, il dipinto originale che stava appeso alla parete in casa di suo padre prima che la guerra ne comportasse l' esproprio e la perdita ed esso passasse di mano in mano - mani sporche di denaro - sino a diventare tesoro pubblico in un museo d' arte che oggi vende riproduzioni a stampa delle proprie acquisizioni. Niente arpe, né angeli, né vergini, niente politici né sete di potere, e invece completa libertà da tutto ciò che si è sopportato e goduto in terra: la polizza di assicurazione dell' Aldilà pagata sino all' ultimo centesimo. Ma allora, che motivazione li spinge? Il bisogno inconscio di cercare un altro pianeta. Fuggire l' Eternità.
cara camell...domanda alla quale non so rispondere e non mi vergogno di dirlo. sai, spesso non ci poniamo queste domande, siamo presi dal presente, dai nostri problemi, impegni e non ci soffermiamo a pensare a quello che ci attende dopo la vita...
Lucio Musto
30-03-2008, 22.34.09
Un articolo interessante di Nadine Gordimer, pubblicato sul Corriere della Sera del 23 marzo 2008.
Il mio viaggio negli aldilà
Cristiani. Vi ritroverete ancora una volta insieme a tutti i vostri cari estinti. Ma proprio tutti, tutti coloro che ciascuno ha perduto e che hanno vissuto secondo virtù e fede. Un cielo incredibilmente affollato, al di là di ogni mortale capacità di comprensione. Peggio delle code all' ufficio postale, alla banca, negli stadi sportivi e nella calca dei concerti di musica pop; peggio delle maree di gente ai cortei di protesta politica, e peggio anche delle code agli aereoporti, con gli arcangeli ai controlli di sicurezza che fanno togliere le scarpe ai passeggeri.
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io sarei contento se qualcheduno, con parole semplici e comprensibili anche a me, mi spiegasse cosa c'è di interessante in quest'articolo.
L'ho diligentemente letto fino in fondo... ma francamente non l'ho capito, eppure non mi ritengo del tutto stupido.
Allora ho ricominciato a leggere dall'inizio, con maggior attenzione, e mi sono consolato. Infatti già dalla prima frase l'eccelso autore mi da conforto, dichiarando di capire... meno di me!
Infatti lo avrei sollecitato subito a rassegnarsi!...
La "mortale capacità di comprensione" si ferma prima... molto prima!
L'affollamento dei cristiani in Paradiso non è più stupefacente di quella dei punti presenti nella lineetta che per sua comodità disegnerò fra parentesi graffe { | } !
Se lui riuscisse a "comprendere" i punti di quella lineetta capirebbe facilmente anche le anime del Paradiso, senza necessità di alcuna elucubrazione filosofica!
E questa era solo la prima frase del suo articolo!... la curiosità di sapere cosa volesse intendere mi rimane, ma mi è passata l'angoscia di non aver capito un tubo!
Cordialità!
PS a proposito, se qualcuno dovesse contattare l'Autore gli raccomandasse di non angustiarsi nemmeno lui... perché non c'è nulla da comprendere!... ha semplicemente sbagliato a prendere unità di misura!... come se volesse misurare la poesia a litri o l'amore a metricubi!
Iokahr2
31-03-2008, 22.37.44
io sarei contento se qualcheduno, con parole semplici e comprensibili anche a me, mi spiegasse cosa c'è di interessante in quest'articolo.
L'ho diligentemente letto fino in fondo... ma francamente non l'ho capito, eppure non mi ritengo del tutto stupido.
Allora ho ricominciato a leggere dall'inizio, con maggior attenzione, e mi sono consolato. Infatti già dalla prima frase l'eccelso autore mi da conforto, dichiarando di capire... meno di me!
Infatti lo avrei sollecitato subito a rassegnarsi!...
La "mortale capacità di comprensione" si ferma prima... molto prima!
L'affollamento dei cristiani in Paradiso non è più stupefacente di quella dei punti presenti nella lineetta che per sua comodità disegnerò fra parentesi graffe { | } !
Se lui riuscisse a "comprendere" i punti di quella lineetta capirebbe facilmente anche le anime del Paradiso, senza necessità di alcuna elucubrazione filosofica!
E questa era solo la prima frase del suo articolo!... la curiosità di sapere cosa volesse intendere mi rimane, ma mi è passata l'angoscia di non aver capito un tubo!
Cordialità!
PS a proposito, se qualcuno dovesse contattare l'Autore gli raccomandasse di non angustiarsi nemmeno lui... perché non c'è nulla da comprendere!... ha semplicemente sbagliato a prendere unità di misura!... come se volesse misurare la poesia a litri o l'amore a metricubi!
Una sola, ma non piccola, precisazione: l'eccelso autore è un'autrice. Tra le altre, ma non piccole, cose anche Premio Nobel per la letteratura nel 1991.
Cordialità.
starlesseye
31-03-2008, 22.48.12
Azz....:D:D
Lucio Musto
31-03-2008, 23.15.59
Una sola, ma non piccola, precisazione: l'eccelso autore è un'autrice. Tra le altre, ma non piccole, cose anche Premio Nobel per la letteratura nel 1991.
Cordialità.
chiedo scusa alla signora!
ed è stata fatta premio Nobel per quest'articolo?...
come direbbe Starlesseye... "azz!..."
Il che, naturalmente vorrebbe significare che qualcuno ha letto, ed ha pure capito!
Quell'uno non sono certo io!... ma chissapperché, non me ne vergogno punto: "il re è nudo!"
Iokahr2
31-03-2008, 23.21.07
chiedo scusa alla signora!
ed è stata fatta premio Nobel per quest'articolo?...
come direbbe Starlesseye... "azz!..."
Il che, naturalmente vorrebbe significare che qualcuno ha letto, ed ha pure capito!
Quell'uno non sono certo io!... ma chissapperché, non me ne vergogno punto: "il re è nudo!"
Lungi da me l'idea di difendere la scrittrice sudafricana (non credo affatto che abbia bisogno di questo), ma non capisco la sua pesante ironia. La Gordimer ha vinto il Nobel nel 1991, mentre l'articolo di che trattasi è stato pubblicato il 23 marzo 2008.
starlesseye
31-03-2008, 23.35.54
Azzz.......
e come disse qualcuno...io sto Zitto e Mutu:D:D
RoSe_De_FaSaNoMbRoSe
01-04-2008, 01.44.39
Vabbè, sarà anche premio nobel, ma è solo il suo modo di vedere l'aldilà. Un pianeta, e noi cristiani, praticamente campiamo d'acqua, non abbiamo memoria, non facciamo sesso. Che due @@! Una noia mortale! E poi tutti insieme! Cioè mi toccherà bere acqua (visto che non possiamo neanche mangiare!) con gente tipo che ne sò, Mussolini.
A questo punto, meglio buddista. Muoio e mi danno un corpo nuovo di zecca, magari anche meglio, che se sono stata brava, ho la possibilità di scegliermelo (già immagino Rose Anderson, alla Pamela, và).
Comuque, godiamoci l'aldiquà, e nadadenz!
Lucio Musto
01-04-2008, 03.29.13
Lungi da me l'idea di difendere la scrittrice sudafricana (non credo affatto che abbia bisogno di questo), ma non capisco la sua pesante ironia. La Gordimer ha vinto il Nobel nel 1991, mentre l'articolo di che trattasi è stato pubblicato il 23 marzo 2008.
Assolutamente nessuna ironia, non mi permetterei... e poi, a che scopo?
io questa signora non l'ho mai nemmeno sentita nominare!, e non mi ha fatto nulla!
Dico solo che non ho capito un bel nulla dell'articolo eppure non sono analfabeta!
E se lo scopo ultimo dello scrivere è il comunicare, se non si comunica è inutile scrivere, semplicemente.
Naturalmente la responsabilità della mancata comunicazione, penso che lei sarà d'accordo con me, non sta in chi, piccolo, ascolta, ma in chi più grande, ed alto, e bravo dovrebbe dire!
O forse la Signora ha un suo linguaggio criptico, riservato a pochi iniziati o soloni di qualche particolare accademia letteraria, e può usare il "pape Satàn!, pape Satàn aleppe"?... a simiglianza di certi florilegi da critici d'arte o politici particolarmente raffinati?
E se pure così fosse, sono codeste particolari persone destinatari di quell'articolo membri del FasanCult?... e sennò, mi scusi, lei che ci propone a fare testi che non possiamo (pardon! non riesco!) a comprendere?...
Magari potrebbe gratificarmi con una traduzione in linguaggio corrente, in modo da dare agio anche a me di partecipare fattivamente alla discussione!
In breve attesa, cordialmente la saluto
Iokahr2
01-04-2008, 07.41.58
Assolutamente nessuna ironia, non mi permetterei... e poi, a che scopo?
io questa signora non l'ho mai nemmeno sentita nominare!, e non mi ha fatto nulla!
Dico solo che non ho capito un bel nulla dell'articolo eppure non sono analfabeta!
E se lo scopo ultimo dello scrivere è il comunicare, se non si comunica è inutile scrivere, semplicemente.
Naturalmente la responsabilità della mancata comunicazione, penso che lei sarà d'accordo con me, non sta in chi, piccolo, ascolta, ma in chi più grande, ed alto, e bravo dovrebbe dire!
O forse la Signora ha un suo linguaggio criptico, riservato a pochi iniziati o soloni di qualche particolare accademia letteraria, e può usare il "pape Satàn!, pape Satàn aleppe"?... a simiglianza di certi florilegi da critici d'arte o politici particolarmente raffinati?
E se pure così fosse, sono codeste particolari persone destinatari di quell'articolo membri del FasanCult?... e sennò, mi scusi, lei che ci propone a fare testi che non possiamo (pardon! non riesco!) a comprendere?...
Magari potrebbe gratificarmi con una traduzione in linguaggio corrente, in modo da dare agio anche a me di partecipare fattivamente alla discussione!
In breve attesa, cordialmente la saluto
La proposta dell'articolo in questione risiede esclusivamente nell'argomento della discussione. Certo, l'articolo potrebbe anche apparire di ostica comprensione. Ma, secondo me, si tratta di problemi legati ad una affrettata traduzione. Infatti, mi riprometto di leggere e tradurre, per mio conto, il testo originale (qualora riuscissi a reperirlo).
Ritengo che la tecnica di scrittura di questo articolo si rifaccia al cosiddetto "flusso di coscienza" e, proprio per questo motivo, la comunicabilità dei contenuti risiede nella disponibilità del lettore al lasciarsi andare alla percezione di sensazioni e emozioni che, proprio perché tali, sono soggettive e relativamente comunicabili. Ad ogni modo, una delle utenti più in gamba di questo forum (che pure è zeppo di gente preparata e capace), Rose, ha felicemente sintetizzato parte del significato dell'articolo, colorandolo della sua spiccata ironia e proponendo il suo punto di vista. Cioè, si è lasciata andare alle sue emozioni.
Ma, se proprio è necessaria una "spiegazione" del testo, credo che, in estrema sintesi, possa essere la seguente: ogni religione ha un suo paradiso perché ogni cultura se lo costruisce. L'autrice, li elenca, se così si può dire, per poi affermare che è insita nell'Uomo la ricerca di senso - anche nella versione teconologicamente più avanzata, cioè le esplorazioni spaziali - la quale, però, riesce a guardare al passato, ma non al futuro (L'autrice apre, tra l'altro l'interessante tematica delle deformazione narrativa e degli aggiustamenti cognitivi che operiamo quando riferiamo del passato, per cui, per dirla con Spence "verità storica e verità narrativa" non necessariamente coincidono. Ma questo è un altro tema). Inoltre, mi sembra, proponga l'Aldilà come luogo dell'immaginario nel quale, chi vuole, ripone le sue idealizzazioni forse per consolarsi delle difficoltà e amarezze della vita terrena.
Questo è parte di quello che io ho colto e che ho trovato interessante e condivisibile. Il resto sono emozioni, ma quelle le tengo per me.
Un caro saluto. :)
Iokahr2
03-04-2008, 07.49.30
Schels, gli scatti tra vita e morte "Le mie foto per vincere la paura"
(Parte della galleria è a questo link: http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/this-is-the-end/1.html
La dolce rassegnazione di Michael Foge, morto di cancro al cervello 50 anni nel pieno dei suoi anni migliori, il rassegnato stupore di Edelgard Clavey, deceduta a 67 anni che, pochi giorni prima di andarsene, diceva: "La morte è un test di maturità. Voglio disperatamente morire. Ma è un lavoro duro...".
Rassegnazione, stupore, dolore, paura, serenità, abbandono.. Sentimenti appena accennati su un volto, ma, nello stesso tempo, profondissimi. Sentimenti che si possono leggere nella straordinaria mostra "Life before death" in corso (fino al 18 maggio) a Londra alla Wellcome Collection di Euston Road.
Una serie di fotografie che affrontano il tema devastante dei confini della vita e addirittura li superano con grande rispetto e un approccio disperatamente umano e partecipe. Sono 48 scatti che rappresentano i volti di 24 persone (da una bambina di 17 mesi a un anziano signore di 83 anni) fotografati pochi giorni prima e poche ore dopo il decesso. Una specie di Antologia di Spoon River fotografica.
L'autore è Walter Schels, un fotografo tedesco di 72 anni che da tempo si è imbarcato in un progetto difficile e affascinante. Con lui ha lavorato Beate Lakotta, una giornalista poco più che quarantenne, che ha scritto, per ciascuna coppia di immagini, una breve biografia della persona raffigurata: pochi accenni alla sua vita, poche ma significative righe sugli ultimi giorni dei "protagonisti" e, soprattutto, sul loro approccio al grande passo.
Schels spiega che l'idea è nata, forse, per esorcizzare la "sua" paura della fine della vita. Una paura che aveva radici profonde nell'agghiacciante visione delle vittime di un bombardamento a Monaco di Baviera quando era bambino. Poi il progetto ha preso corpo in una specie di "missione" alla ricerca di soggetti da rappresentare in quel momento così alto e particolare.
Stranamente, trovare le persone disponibili è stato facile. Schels e Lakotta hanno fatto il giro degli "hospices" di Amburgo, residenze ospedaliere per malati terminali, e hanno trovato grande disponibilità: "Quasi tutte le persone che abbiamo contattato ci hanno detto di sì: che erano interessate ad essere inserite nel progetto".
"La prima volta eravamo terrorizzati, siamo entrati di corsa in quella stanza e abbiamo fotografato il corpo così com'era, steso nel suo letto". Schels e la sua partner venivano chiamati a tutte le ore del giorno e della notte per scattare l'immagine della persona appena deceduta che doveva fare il paio con quella presa qualche giorno prima ad un essere umano che ancora parlava e si esprimeva magari anche solo attraverso un respiro affannoso o un piccolo gesto. Col tempo, e con il consenso dei familiari, si è deciso di sistemare i corpi nella stessa posizione in cui erano stati ritratti in occasione della prima foto.
Il risultato è straordinario e 50 mila persone sono state attratte dal fascino di questa mostra nella prima esposizione organizzata al Deutsches Hygiene-Museum di Dresda. Le immagini mostrano una vera folla nei lunghi saloni alle cui pareti sono appese, a due a due, le fotografie di Schels. Sono persone qualsiasi, persino famiglie con bambini, che guardano con rapita attenzione il mistero squadernato davanti ai loro occhi.
Il mistero di Edelgard e di Michael o il mistero di Heiner Schmitz che mostra uno sguardo arguto nel primo ritratto, quello del 19 novembre, e sembra aver capito molte cose in quello del 14 dicembre appena morto. Heiner era un pubblicitario di 52 anni. Nella sua camera all'hospice si svolgevano veri e propri party: amici e amiche del suo ambiente venivano a trovarlo spesso. Si mangiava e si beveva allegramente nella sua stanza e non si parlava della morte vicina: "Nessuno mi chiede come mi sento - diceva Heiner poco prima di lasciare questo mondo - Tutti sono terrorizzati alla sola idea di parlarne. Ma non lo capiscono? Io sto per morire e non riesco a pensare ad altro ogni secondo che passo da solo". Forse Heiner ha accettato di "salire a bordo" del progetto di Schels anche per far capire qualcosa ai suoi superficiali amici.
Più difficili da accettare sono le foto "prima e dopo" di alcuni bambini. Anche per loro, ovviamente, Schels ha chiesto e ottenuto il permesso: almeno quello dei genitori nel caso di Elmira Sang Bastian, morta di tumore a 17 mesi il 23 marzo del 2004. Elmira era nata con una gemellina che sta benissimo. Probabilmente, il cancro era già in lei quando è venuta al mondo. I medici dissero che non c'era nulla che potessero fare per salvarla. Sua mamma, Fatemeh Hakami, non si diede mai per vinta: "Come può Dio avermi donato la gioia di due figlie per poi riprendersene subito una?". E la donna, fedele musulmana, pregava cercando di capire e chiedendo al suo Dio di farle comprendere il perché di un disegno tanto assurdo". Elmira è morta in un giorno assolato. Nella foto "prima" il suo piccolo volto esprime forse la stessa domanda della madre, in quella "dopo" sembra una bellissima bambola di porcellana.
repubblica.it (2 aprile 2008)
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